Ora la sinistra punta a colpire la casa: "Bisogna alzare l'Imu"
- Postato il 7 giugno 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Ora la sinistra punta a colpire la casa: "Bisogna alzare l'Imu"
Vanno a parare sempre lì. Alla casa. Sarà per senso pratico, vista la difficoltà di intervenire in concreto sui «grandi patrimoni», sarà per ideologia, ma alla fine a sinistra scelgono immancabilmente di aggredire gli immobili. Prima occorre ricordare il contesto: la discussione nel “campo largo” sull’opportunità o meno di introdurre un’imposta sulla ricchezza accumulata.
L’ala sinistra della coalizione - Avs - non vede l’ora, Elly Schlein, segretaria del Pd, nicchia. Il dibattito, intanto, è partito. E a dare una bella mano alla discussione ci hanno pensato anche i cervelloni dell’Unione europea, che nelle “raccomandazioni” in vista del Semestre Ue hanno suggerito al nostro Paese di intervenire sugli immobili. In questo caso la parola magica è “allineamento”: tra le quotazioni catastali e i valori di mercato (ai fini della tassazione sulla “seconda casa”, ovvio). Con un occhio, fin troppo interessato, alla tassazione sulla “prima”. Ma questa, almeno per ora, è un’altra storia.
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Tornando alla discussione a sinistra, ieri sul tema è intervenuto l’economista Pietro Reichlin. Figlio di Alfredo, deputato del Pci-Pds per sette legislature, e di Luciana Castellina, anche lei deputata (per quattro legislature) per Democrazia proletaria e Rifondazione comunista e ora nella direzione nazionale di Sinistra italiana, Reichlin sulla Stampa ha dato un consiglio ai leader del centrosinistra su come uscire dall’impasse “patrimoniale sì- patrimoniale no”. In sintesi: perché complicarsi la vita con l’imposta sui patrimoni quando è possibile intervenire sulla casa? Le prime, infatti, «sono di difficile attuazione e comportano costi amministrativi elevati, sia perché è complicato l’accertamento, sia perché è facile eluderle». E anche con le tasse di successione, ha aggiunto, ci si fa poco: «Contribuiscono pochissimo alle casse dello Stato, sono molto impopolari e facilmente eludibili».
STANGARE MEGLIO
Ed è qui che entra il gioco la casa. E l’assist offerto da Bruxelles. «In questi giorni è circolato un documento della Commissione europea in cui si raccomanda all’Italia di spostare il peso del fisco dal lavoro dipendente verso altre fonti di reddito», la prende alla larga Reichlin. Attenzione, però: questo non significa che occorra «necessariamente adottare una patrimoniale». Basterebbe, infatti, intervenire sull’«imposta sulla seconda casa», che attualmente è «basata su valori catastali che non riflettono i valori effettivi degli immobili». Il suo è un consiglio su come tassare meglio e di più: «La sinistra che si batte per la patrimoniale dovrebbe forse spostare la propria attenzione verso proposte più concrete».
A Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia- la Confederazione italiana della proprietà edilizia - sono cadute le braccia e suXha commentato così: «Pietro Reichlin su La Stampa: una nuova patrimoniale generale è di difficile attuazione: meglio aumentare quella che c’è già, ovviamente sugli immobili. Sempre così, immancabilmente». Raggiunto da Libero, ha aggiunto qualcosa in più su quello che bolle nella pentola programmatica del “campo largo”: «Ciclicamente torna il tema della patrimoniale. Poi però quando in concreto si pensa a come agire, si comprende che gli unici patrimoni da tassare sono quelli immobiliari perché sono quelli più semplici da individuare e da colpire». Insomma, «un po’ per senso pratico, un po’ per ideologia», magicamente si imbocca la strada dell’attacco agli immobili delle persone fisiche. Non a caso dal 2011 a oggi il carico fiscale sugli immobili, solo di Imu, è passato da 9 a 22/23 miliardi. Aggiungendo tutte le altre imposte, invece, il conto arriva a una cinquantina di miliardi.
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LA MANINA DI BRUXELLES
E il peggio potrebbe ancora venire. Tra i “consigli” europei destinati a trovare orecchie attente nell’opposizione, infatti, c’è anche quello di rivedere l’esenzione dell’abitazione principale dalla tassazione. «Ciò determina», è scritto nelle “raccomandazioni”, «entrate relativamente basse derivanti dalla proprietà immobiliare a livello locale, anche nelle città che affrontano problemi di accessibilità economica dell’abitazione». Bruxelles, in pratica, mette in relazione l’esenzione dall’Imu delle abitazioni principali con i problemi di accesso all’alloggio. Non a caso poco dopo, nello stesso documento, c’è il riferimento all’«elevata quota di abitazioni non occupate» e alla «forte presenza di locazioni di breve durata». «Sembra scritto direttamente da Ilaria Salis», ha commentato nei giorni scorsi Spaziani Testa.
A proposito dell’europarlamentare di Avs: ieri, a margine dell’evento organizzato a Milano da European Left Alliance, la sigla europea cui lei aderisce a Strasburgo e nel quale Avs ha esternato tutta la sua voglia di patrimoniale, se l’è presa con il “piano casa” varato dal governo: «Lo definirei un piano sfratti perché va a ledere i diritti degli inquilini e il diritto ad abitare». Non si scappa: per la sinistra la casa o va tassata o va occupata senza avere la preoccupazione di essere sbattuti fuori.
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