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Nuovo competitor per Ferrari, il colosso cinese BYD studia lo sbarco in Formula 1

  • Postato il 21 maggio 2026
  • Formula 1
  • Di Virgilio.it
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Nuovo competitor per Ferrari, il colosso cinese BYD studia lo sbarco in Formula 1

I numeri strabilianti della Formula 1 sono arrivati puntuali anche a Pechino, quartier generale di BYD, che sta vivendo uno sviluppo produttivo a livello mondiale con pochi precedenti storici. Sembrano esserci i presupposti per una futura partecipazione nella massima categoria del Motorsport e, in base alle ultime indiscrezioni dei media internazionali, l’azienda cinese starebbe vagliando diverse strategie per essere da subito protagonista nell’automobilismo.

L’eventuale ingresso di BYD in F1 dipenderà da svariati fattori: tanto deriverà dalla scelta dei motori del prossimo ciclo tecnico e se effettivamente ci sarà una importanza centrale della componente elettrica in Formula 1. Pare che dal 2031 ci sarà un ritorno dei motori V8, pur conservando la parte elettrica. Entrare nel circus darebbe una immagine di innovazione a una società già in crescita, incrementando la visibilità, la linea di sviluppo di ricerca e ingegneria.

I costi di ingresso

Il circus è ambito e non è stato facile per Cadillac e Audi riuscire a trovare collocazione in griglia. Il team americano è diventato l’undicesimo, mentre la Casa tedesca ha ereditato la struttura della Sauber. L’ingresso di Audi in Formula 1 ha richiesto un investimento complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. Il marchio dei Quattro anelli ha versato 450 milioni di euro per una prima quota del 75% della Sauber, trasformandola nel team ufficiale.

La quota di iscrizione al campionato, in base ai risultati della stagione precedente, è stata introdotta dal Patto della Concordia del 2013. Prevede un fisso, uguale per tutti i team, di 565.000 euro, anche per le new-entry. A tale ingente somma va aggiunta una quota variabile in base alla graduatoria pari a 5,740 euro a punto per i team clienti e a 6.793 per i costruttori, in linea con i risultati.

Lo sbarco in F1 richiede anche il pagamento della cosiddetta “anti-dilution fee”, una quota pensata per compensare le squadre già presenti della riduzione della loro quota dei ricavi commerciali. Attualmente questa cifra è fissata a circa 200 milioni di dollari, 172 milioni di euro al cambio attuale, anche se va pagata solo una volta. Vanno aggiunti poi gli investimenti per infrastrutture, personale e sviluppo tecnico. Solo per l’ingresso e la partecipazione al primo anno i vertici di BYD dovrebbero stanziare circa 600 milioni di euro, da quali sono da escludere gli stipendi.

Doppia opzione per BYD

Oltre alla F1 il colosso cinese potrebbe anche valutare uno sbarco nell’endurance. L’azienda starebbe vagliando un più economico inserimento nel programma nel FIA World Endurance Championship (WEC), affrontando anche l’entusiasmante sfida della 24 Ore di Le Mans. La categoria Hypercar garantisce la possibilità per i costruttori di sviluppare soluzioni ibride e sistemi energetici all’avanguardia. La vicepresidente di BYD Stella Li ha annunciato che i vertici della Casa avrebbero già iniziato ad avviare gli opportuni dialoghi e incontrato Stefano Domenicali, CEO della Formula 1.

Le possibilità di ingresso nella massima categoria del Motorsport per BYD sono due. La prima ipotesi è l’acquisizione di una squadra già esistente, una strategia simile a quella adottata da Audi con Sauber. La seconda ipotesi sarebbe la creazione di un nuovo team, seguendo il percorso inaugurato negli ultimi anni da Cadillac. I fatturati miliardari della Casa asiatica potrebbero coprire ampiamente le spese e l’investimento iniziale, anche perché arriverebbero importanti sponsor sulle vetture cinesi.

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Virgilio.it

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