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Nuova tassa sulle auto elettriche, nel Regno Unito si pagherà a chilometro

  • Postato il 20 luglio 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

A partire dal 2028, il Regno Unito implementerà un innovativo sistema di tassazione per i veicoli elettrici basato sul consumo effettivo di chilometri. Questa riforma fiscale rappresenta un cambio di paradigma nella politica automobilistica britannica, sostituendo i tradizionali modelli di tassazione veicolare. L'iniziativa potrebbe fungere da modello di riferimento per altre nazioni europee interessate a riequilibrare il carico fiscale nel settore della mobilità sostenibile.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Nuova tassa sulle auto elettriche, nel Regno Unito si pagherà a chilometro

Chi ha scelto l’auto elettrica anche per risparmiare sulle tasse potrebbe presto fare i conti con una novità poco gradita, almeno Oltremanica. Il governo del Regno Unito ha annunciato l’introduzione di una nuova forma di tassazione chiamata Electric Vehicle Excise Duty, o eVED, destinata a entrare in vigore dal 1° aprile 2028. Non si tratterà di un bollo fisso o di una tassa basata sulle emissioni, ma di un prelievo calcolato direttamente in base ai chilometri percorsi, un meccanismo pay-per-mile che segna una svolta significativa nel modo in cui i governi pensano alla fiscalità dell’automobile nell’era elettrica.

Si parte dal 2028

Entro il 1° aprile 2028 il governo britannico prevede che il parco circolante elettrico avrà raggiunto una dimensione tale da giustificare l’intervento fiscale. La logica di fondo è semplice: ogni automobilista tradizionale che passa alla pompa di benzina o diesel contribuisce automaticamente alle casse statali attraverso le accise sui carburanti. Ogni automobilista elettrico che ricarica a casa, invece, non versa un centesimo di fuel duty. Moltiplicato per milioni di veicoli, questo gap fiscale diventa un buco nei bilanci pubblici che i governi non possono ignorare all’infinito.

Il sistema delineato dalle autorità britanniche prevede che, al momento del rinnovo annuale della licenza del veicolo, l’automobilista dichiari una stima dei chilometri che prevede di percorrere. In base a quella stima verrà calcolato l’importo dell’eVED, con successivi meccanismi di verifica e conguaglio. Il nuovo tributo si aggiungerà alla Vehicle Excise Duty già esistente (il bollo britannico, per intendersi) e non la sostituirà.

Le proiezioni del governo indicano entrate nell’ordine di 1,1 miliardi di sterline già nel primo anno di applicazione, destinate a salire fino a circa 1,9 miliardi nel 2030-2031. Numeri che spiegano la fretta.

3 penny per ogni miglio

La tariffa prevista per le auto a batteria è di 3 penny per ogni miglio percorso. Per le ibride plug-in, che continuano a usare anche carburante tradizionale, la cifra scende a 1,5 penny per miglio. Il governo ha precisato che il livello di tassazione scelto equivale a circa la metà del contributo medio per miglio che un automobilista a benzina o diesel versa tramite la fuel duty. L’obiettivo dichiarato è riequilibrare il contributo alle infrastrutture stradali senza eliminare del tutto il vantaggio economico dell’elettrico. Un equilibrio delicato, che vedremo quanto reggerà nel tempo.

Possibili impatti sulla transizione ecologica

Il problema che molti analisti e associazioni di settore hanno sollevato è evidente: una delle ragioni per cui le persone scelgono l’auto elettrica è che costa meno da usare. Togliere o ridurre questo vantaggio, proprio nel momento in cui il mercato sta cercando di convincere la fascia più riluttante dei consumatori, rischia di frenare una transizione che il governo stesso ha dichiarato di voler accelerare.

Il tema colpisce in modo particolare le flotte aziendali e i programmi di salary sacrifice: strumenti molto diffusi nel Regno Unito per rendere le elettriche accessibili ai lavoratori con redditi medi e bassi. Se l’eVED dovesse rendere meno attrattivi questi schemi, il risultato potrebbe essere paradossale: meno auto elettriche adottate proprio nella fascia di utenza che il sistema fiscale avrebbe dovuto incentivare. Per ora, in Italia e in Europa, nulla di simile è sul tavolo. Ma il caso britannico è destinato a essere studiato con attenzione da tutti i governi.

Autore
Virgilio.it

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