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Non tutti gli alberi purificano l’aria

  • Postato il 30 agosto 2026
  • Di Focus.it
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  • 2 min di lettura
In sintesi

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Non tutti gli alberi purificano l’aria
Il ragionamento è talmente semplice che ormai viene dato per scontato: gli alberi assorbono CO2 e altre sostanze nocive ed emettono ossigeno, per cui piantarne tanti in un contesto urbano significa migliorare la qualità dell'aria. Un nuovo studio pubblicato su Science Advances... be', non smentisce nulla di quanto detto, ma suggerisce che ci siano altri fattori da prendere in considerazione quando bisogna scegliere quali alberi ripiantare in città: anche loro, infatti, producono emissioni nocive.. Il problema dell'ozono Lo studio della Jinan University in Cina si è concentrato sui cosiddetti BVOC, biogenic volatile organic compounds, cioè composti organici volatili biogenici (quindi nati da processi biologici, e in questo caso emessi dagli alberi). Sono sostanze prodotte anche dalle attività umane – in quel caso si chiamano AVOC, anthropogenic volatile compounds – per esempio da solventi, vernici e prodotti per la pulizia, e il loro problema è che possono interagire con la luce del sole e gli ossidi di azoto formando ozono che si accumula a livello del suolo.. L'ozono è un gas molto tossico, che può creare problemi respiratori e cardiovascolari e danni al sistema nervoso. Ecco perché negli ultimi decenni stiamo assistendo a un crollo della quantità di AVOC presenti nelle aree urbane: i prodotti che li emettono sono sempre più regolati quando non proibiti. Il team cinese si è dunque chiesto: è possibile che gli alberi annullino questo vantaggio, contribuendo in maniera decisiva alla formazione di ozono? Per farlo, i ricercatori hanno letteralmente misurato il "respiro" della città di Pechino, tracciandone il profilo chimico in tempo reale tra maggio e luglio 2021.. Attenzione alla specie Ci sono voluti cinque anni per analizzare i dati così ottenuti, ma i risultati dello studio dicono alcune cose interessanti sugli alberi. Innanzitutto, nonostante rappresentassero solo il 10% del totale di VOC, i composti da loro emessi erano molto più reattivi rispetto a quelli di origine artificiale: il più attivo di questi è l'isoprene, di gran lunga il composto più "attivo" nella creazione di ozono. Un'analisi della flora di Pechino ha rivelato che molti degli alberi più usati in città, dai salici ai pioppi, sono dei grandi emettitori di isoprene.. Un confronto con l'Europa, nelle cui città gli alberi più diffusi non emettono invece isoprene, ha confermato il problema: i livelli di ozono in quei centri urbani sono più bassi che a Pechino. Si torna quindi a quanto dicevamo all'inizio: lo studio non vuole né scoraggiare dal piantare nuovi alberi, né incoraggiare ad abbattere quelli presenti se appartengono a una certa specie. L'idea è piuttosto quella di tenere da conto questa nuova scoperta quando per esempio si pianificano nuove aree verdi, o quando bisogna sostituire un albero morto..
Autore
Focus.it

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