Juventus, l'ultimo rimpianto di Spalletti è uno schiaffo alle scelte di Carnevali
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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“Adzic da un punto di vista mio è facile, ha capacità straordinarie di quelle che hanno i calciatori top e mi piacerebbe che riuscisse a prendere quelle due-tre conoscenze, che facesse ordine nella testa di quello che deve lasciare e quello che deve invece andare a imporsi. Tira delle bastonate, ha un motore incredibile, ha facilità di vedere delle cose, poi ogni tanto si perde perchè non fa la cosa facile due volte ma vuole subito andare a trovare la cosa particolarmente sensazionale, vuole trovare la giocata che non ha nessuno e poi magari si perde il pallone. Per me Adzic non si tocca e mi aspetto grandi cose da lui, c’è la possibilità di trovare un tesoro nascosto”. Era il 16 gennaio scorso quando Luciano Spalletti pronunciava queste parole. Nove mesi dopo è cambiato tutto, il montenegrino gioca nel Sassuolo e proprio suo è stato il gol che ha messo ko i bianconeri nell’ultima giornata.
La decisione di Carnevali
E’ vero che il tecnico della Juventus nella passata stagione l’ha utilizzato poco ma altrettanto vero è che non l’avrebbe dato via, anche se ora è costretto a dire il contrario. Luciano si è visto recapitare il pacco-sorpresa Alajbegovic, un altro trequartista che per giunta ha caratteristiche più simili a quelle di Yildiz ed ha dovuto acconsentire alla cessione in prestito di Adzic al Sassuolo. Alajbegovic è un vecchio pallino di Carnevali, che l’ha voluto a tutti i costi, e l’ennesima cartina di tornasole del doppio binario sul mercato: da un lato le richieste non evase del tecnico e dall’altro le mosse dell’ad. Oggi Spalletti uno come Adzic l’avrebbe fatto giocare eccome, proprio al posto di Yildiz infortunato, mentre Alajbegovic che è fermo a zero presenze.
L’eurogol all’Inter
Era il 13 settembre 2025 quando esplose Adzic, che era stato inserito in pianta stabile nella rosa della prima squadra della Juventus nell’estate precedente. Segnò il suo primo gol in A e che gol. E a chi, poi. All’Inter in quell’indimenticabile 4-3. Spalletti ne era già entusiasta: Adzic ha moltissime qualità, ha un bagaglio di molte cose positive perché ha resistenza, tecnica, calcia la palla come pochi, è un calciatore che ha una sua creatività. È potente e ha un piede fantastico: non è svelto di gambe ma lo è di testa, ha una pulizia precisa per ciò che necessita il nostro calcio”.
Il rimpianto del montenegrino
Peccato che gli spazi per lui finirono col diminuire, generando a febbraio lo sfogo dell’agente del centrocampista montenegrino, Mario Andrijasevic:. “Direi che la situazione è diventata un po’ frustrante. Ci aspettavamo tutti sicuramente di più, pur essendo consapevoli del periodo di adattamento. Speravamo in un prestito e in un minutaggio più regolare, ma non è successo”.
E’ successo questa estate ed Adzic alla Gazzetta ha confessato: “Aspettavo tanto questa partita con la Juve, era un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità contro uno dei club più grandi. Quando ho visto che era il 13 settembre ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell’aria, l’idea del gol mi girava dentro la testa. Ci pensavo, quasi lo sentivo.
Ci siamo incrociati con Spalletti prima della partita, mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio. Forse alla Juve potevo giocare un po’ di più o almeno lo speravo. Forse lo meritavo anche, ma non sono decisioni che competono a me quindi va bene così”.
Per ora, almeno. L’anno prossimo, con o senza Spalletti, sarà probabilmente un’altra storia.