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Non solo petrolio. Ad Abu Dhabi la partita dell’energia passa anche dall’acqua

  • Postato il 5 novembre 2026
  • Verde E Blu
  • Di Formiche
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Non solo petrolio. Ad Abu Dhabi la partita dell’energia passa anche dall’acqua

Ad Abu Dhabi la sicurezza energetica incontra quella dell’acqua. Nell’agenda di Adipec, il salone internazionale dell’energia in programma dal 2 al 5 novembre, la gestione delle risorse idriche trova spazio accanto agli idrocarburi, alla diversificazione delle fonti e all’efficienza industriale. Non un cambio di vocazione della manifestazione, ma un ampliamento del suo perimetro: per accompagnare la crescita economica non basta produrre energia. Occorre garantire anche le risorse e le infrastrutture che permettono al sistema produttivo di funzionare.

È questa una delle chiavi per leggere la partecipazione del Dipartimento dell’Energia di Abu Dhabi, che ha inserito tra le proprie priorità la sicurezza delle forniture energetiche e idriche, l’efficienza e il coordinamento delle reti. Anche il ministero emiratino dell’Energia e delle Infrastrutture ha incluso la gestione della domanda di energia e acqua tra i temi della propria presenza al salone.

Il significato politico è chiaro: nell’impostazione emiratina, le due risorse appartengono alla stessa architettura di sicurezza economica. La loro disponibilità condiziona la capacità di sostenere lo sviluppo industriale e attrarre nuovi investimenti.

Il salone oltre gli idrocarburi

Inaugurata dal vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, Mansour bin Zayed Al Nahyan, l’edizione 2026 di Adipec mantiene al centro il confronto tra governi, grandi compagnie e fornitori di tecnologie. Le radici restano nel petrolio e nel gas, ma la discussione si estende a infrastrutture, intelligenza artificiale, decarbonizzazione e affidabilità degli approvvigionamenti.

Con 2.260 aziende espositrici, trenta padiglioni nazionali e oltre 239mila partecipanti attesi, la manifestazione rappresenta una piattaforma nella quale si incontrano strategie pubbliche e interessi industriali. L’acqua entra in questo quadro non come argomento separato, ma come componente dei processi produttivi e della pianificazione energetica.

Il punto è particolarmente evidente quando si passa dagli annunci alla realizzazione dei progetti. Nuova capacità produttiva, reti, impianti di trattamento e servizi devono svilupparsi in modo coordinato. Altrimenti il rischio è costruire singole infrastrutture senza disporre di tutte le condizioni necessarie al loro utilizzo.

La dissalazione come banco di prova

Una traduzione concreta di questa integrazione si trova nella strategia di dissalazione di Abu Dhabi. Il Dipartimento dell’Energia indica nell’osmosi inversa una delle tecnologie centrali della trasformazione del comparto, con l’obiettivo di portarne il contributo a circa l’80% dell’approvvigionamento idrico entro il 2030.

Si tratta di un traguardo programmato, non di un risultato già raggiunto. La direzione, tuttavia, è significativa: collegare l’evoluzione delle tecnologie idriche al miglioramento dell’efficienza e alla riduzione delle emissioni del settore.

Già il forum su energia e acqua organizzato dal Dipartimento nel febbraio 2025 aveva messo al centro una gestione integrata della domanda e dell’offerta. ADIPEC si inserisce dunque in un percorso più ampio, nel quale la politica idrica viene affrontata insieme a quella energetica e industriale.

La carta italiana

In questa partita trova spazio anche l’Italia. Secondo il catalogo ufficiale dell’Agenzia Ice, ad Adipec 2026 partecipano oltre 169 imprese italiane, tra cui 52 piccole e medie aziende riunite nel Padiglione nazionale. La collettiva, organizzata in collaborazione con Anima, Anie, Animp e Federtec, rappresenta competenze che vanno dalla componentistica all’ingegneria, dalle pompe ai compressori, fino alle soluzioni per la transizione energetica.

Non tutte queste imprese operano nel settore idrico. La loro presenza restituisce piuttosto l’ampiezza di una filiera che cerca opportunità nei programmi di investimento degli Emirati. Tra le aziende documentate nel catalogo figurano Obl Metering Pumps, Costacurta, De Pretto Industrie, PES Engineering, Telema e Tema Sistemi.

Il caso più direttamente legato al rapporto tra acqua ed energia è però quello di Cannon Artes. L’azienda italiana presenta al salone tre tecnologie per il trattamento delle acque industriali e dei reflui, con applicazioni nelle attività petrolifere e del gas.

FlotArt serve a separare dall’acqua olio libero e particelle solide attraverso la flottazione a gas indotto. NutArt utilizza filtri a gusci di noce per affinare il trattamento delle acque oleose. ZeroGas interviene invece sulla rimozione dell’ossigeno disciolto attraverso la deareazione sotto vuoto.

Dietro i nomi delle tecnologie emerge un dato industriale: la gestione dell’acqua è parte delle operazioni energetiche. Non riguarda soltanto la disponibilità della risorsa, ma anche la sua qualità e la possibilità di impiegarla nelle diverse fasi del processo produttivo.

Dagli impianti alla presenza sul territorio

Mauro Monti, area manager di Cannon Artes, ha spiegato all’agenzia emiratina Wam che queste soluzioni rispondono alle esigenze operative del settore petrolifero e del gas degli Emirati. Il trattamento dell’acqua associata all’estrazione e la sua preparazione per l’iniezione nei giacimenti incidono infatti sulle prestazioni degli impianti.

Il manager ha inoltre riferito del coinvolgimento dell’azienda in progetti con il gruppo Adnoc, comprese attività relative al giacimento di Lower Zakum. Una presenza accompagnata da un ufficio locale e dall’attenzione ai requisiti emiratini di localizzazione e creazione di valore nel Paese.

È un passaggio rilevante anche per leggere le opportunità del Made in Italy. La competitività non si misura soltanto nella vendita di apparecchiature, ma nella capacità di adattare le soluzioni alle esigenze dei committenti e di costruire una presenza stabile sul mercato.

Dal salone alla diplomazia dell’acqua

L’attenzione di Abu Dhabi non si esaurisce nell’appuntamento di novembre. Dall’8 al 10 dicembre 2026 è prevista la prima Abu Dhabi Water & Power Week, con un’edizione speciale dedicata all’acqua, in concomitanza con la Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua, co-ospitata dagli Emirati Arabi Uniti e dal Senegal.

È una manifestazione distinta da Adipec, ma coerente con la stessa impostazione. Il programma annunciato intreccia politiche pubbliche, regolazione, finanza, investimenti e innovazione tecnologica. L’obiettivo dichiarato è collegare il confronto internazionale a soluzioni pratiche per la resilienza idrica e lo sviluppo economico.

La sequenza dei due appuntamenti mostra l’ambizione emiratina: affiancare al ruolo consolidato nell’energia una maggiore centralità nella cooperazione sull’acqua. Adipec offre il terreno industriale, fatto di impianti, tecnologie e relazioni tra imprese. L’appuntamento di dicembre allarga il confronto alla dimensione diplomatica e multilaterale.

Per l’Italia, il punto di contatto è concreto. Le competenze nel trattamento delle acque e nelle forniture industriali consentono alle imprese di inserirsi nel collegamento tra sicurezza delle risorse e sviluppo energetico. È qui che un tema apparentemente laterale al salone del petrolio diventa una componente della sua evoluzione: l’acqua non prende il posto dell’energia, ma contribuisce a determinarne le condizioni di crescita.

Autore
Formiche

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