“Non si può vivere di sassi”: le immagini impressionanti delle file chilometriche di turisti in coda per le Tre Cime di Lavaredo sono virali, lo sfogo dell’assessore
- Postato il 25 luglio 2026
- Viaggi
- Di Il Fatto Quotidiano
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Generazione sintesi AI in corso…
Il profilo inconfondibile di roccia chiara che si staglia contro il cielo fa delle Tre Cime di Lavaredo, al confine tra Veneto e Alto Adige, una delle cartoline naturali più ricercate al mondo. Un paesaggio iconico delle Dolomiti che oggi si ritrova a fare i conti con le dinamiche del turismo digitale e dell’obbligo del ricordo fotografico. Nei giorni scorsi, i social network hanno amplificato le immagini di lunghissime file di visitatori in attesa delle navette in partenza da Misurina, dirette al parcheggio del rifugio Auronzo.
Un affollamento che, dopo i video dei “turisti formiche” dello scorso anno al Seceda, solleva nuovi interrogativi sulla tenuta della montagna di fronte all’assalto dell’overtourism. A fare chiarezza sulla gestione dei flussi e sulle ricadute economiche del territorio è intervenuto Roberto Pais, assessore al turismo di Auronzo di Cadore, in una recente intervista rilasciata a Vanity Fair.
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