Nobel per la Pace ai bambini di Gaza: centinaia di adesioni alla proposta di Avvenire. Sì anche da Schlein, Bersani, Fratoianni e Bonelli
- Postato il 11 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini della Striscia di Gaza. A loro che continuano a morire anche dopo il cessate il fuoco di ottobre: uno al giorno secondo l’Unicef, nonostante l’accordo per la sospensione delle operazioni militari. E che negli ultimi tre anni sono stati privati del cibo, delle medicine, della scuola, della spensieratezza dell’infanzia. La proposta arriva dalle colonne del quotidiano Avvenire, su iniziativa del professore di Filosofia Eugenio Mazzarella, e ha incassato già centinaia di adesioni della società civile (per dare il proprio supporto scrivere a petizione.gaza@avvenire.it), tra cui Massimo Cacciari, Francesca Izzo e Luigi Manconi, e di diversi esponenti di partito, al momento tutti di area centrosinistra.
Tra i prime a sottoscrivere l’appello, c’è la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Aderisco all’appello per assegnare il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, per mancanza di pace”, scrive in una nota spiegando che “nonostante la tregua a Gaza si continua a morire: sotto le armi dell’esercito israeliano e i crimini di Netanyahu, ma pure di mancanza di cibo, acqua e medicine. Non sono mai arrivati tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi e la fame viene usata come arma di guerra, aggiungendo atrocità ad atrocità. Quella tregua non sta diventando una pace, e i bambini stanno pagando un prezzo altissimo. Non dobbiamo far cadere il silenzio su Gaza e sulla situazione drammatica dei minori”.
Aderisce anche l’ex leader del Pd, Pierluigi Bersani, “per rompere il silenzio, per ridare un filo di voce all’umanità”, così come fa “convintamente” l’europarlamentare dem, Matteo Ricci: “È un gesto simbolico – osserva -, ma serve a rompere il silenzio assordante che si è creato intorno alla questione palestinese. Davanti a una strage di bambini c’è bisogno che il mondo risponda”, scandisce.
“Quello che è accaduto e continua ad accadere a Gaza – interviene anche l’altro europarlamentare Pd, Sandro Ruotolo – rappresenta uno spartiacque. Le migliaia di bambini uccisi, le donne e gli uomini, i civili massacrati dall’esercito israeliano, interrogano le nostre coscienze e chiamano in causa i valori sui quali abbiamo costruito le nostre democrazie. Da una parte c’è la barbarie della guerra, dall’altra il diritto, la democrazia, la dignità della persona umana. Non possiamo abituarci all’orrore. Non possiamo considerare inevitabile che siano i bambini a pagare il prezzo più alto”. Un premio che, assicura Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, “non è un modo di lavarsi la coscienza, ma un atto di giustizia”.
La deputata del Pd, Laura Boldrini sottolinea come siano “più di 21mila i bambini e le bambine intenzionalmente uccise a Gaza dal 7 ottobre 2023 per volontà del governo Netanyahu, 44mila i feriti e 39mila quelli che hanno perso uno o entrambi i genitori”. Da qui la sua firma alla petizione. “Li abbiamo visti morire in diretta social, abbiamo visto le loro ferite, le mutilazioni, le loro vite spezzate, le loro lacrime senza che il mondo agisse per fermare l’orrore. Conferire loro il Nobel per la pace non è solo un atto simbolico: significa riconoscere la loro sofferenza e assumersi la responsabilità di compiere un atto inequivocabile mentre la comunità internazionale continua a voltarsi dall’altra parte”.
Al coro dei democratici si unisce il leader di Avs, Nicola Fratoianni. “A Gaza – scrive sui social – intere generazioni stanno pagando da decenni il prezzo di un massacro di cui non hanno alcuna responsabilità. Questa candidatura al Nobel per la Pace è un gesto simbolico, ma anche un atto di responsabilità. Significa – prosegue – dire che la vita di un bambino non può valere di meno a seconda di dove è nato. Che nessuna guerra può cancellare il diritto all’infanzia. Che di fronte a un genocidio e davanti alla sofferenza dei più piccoli non possiamo permetterci di essere indifferenti”.
Con una nota dà il suo sì anche il deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, che si rivolge direttamente alla premier Giorgia Meloni. “Dopo aver proposto Trump al premio Nobel per la pace, potrebbe fare la cosa giusta aderendo all’appello di Avvenire. A Gaza, come in Cisgiordania, sono i bambini che pagano il prezzo delle criminali politiche di Netanyahu. Di fronte a questa tragedia la comunità internazionale non può continuare a limitarsi alle dichiarazioni, mentre vengono violati ogni giorno i diritti fondamentali della popolazione civile. Il Nobel ai bambini di Gaza avrebbe un significato preciso: riconoscere ciò che hanno subito e affermare che la loro vita e il loro futuro non possono essere considerati un danno collaterale della guerra”.
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