Niente bambini o over 65? Allora l’ombrellone in spiaggia libera è vietato: i folli divieti dell’estate in Sardegna (e non solo)
- Postato il 10 giugno 2026
- Viaggi
- Di Il Fatto Quotidiano
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Estate che arriva, divieti folli che trovi. La stagione balneare 2026 è ufficialmente partita e, con essa, il consueto corollario di ordinanze municipali pronte a infiammare il dibattito sotto il solleone. Come riportato dal quotidiano Repubblica, quest’anno il fronte più caldo delle polemiche non riguarda unicamente i rincari tariffari, ma il diritto stesso di potersi riparare dal sole. Tra regolamenti a tutela dell’ecosistema e nuovi standard di distanziamento imposti dall’alto, le spiagge italiane si stanno trasformando in veri e propri laboratori normativi.
Il caso Punta Molentis: ombra vietata agli adulti
A far discutere in queste settimane è soprattutto la Sardegna, nello specifico l’incantevole baia di Punta Molentis a Villasimius, nel sud-est dell’isola. La spiaggia, circondata da acque turchesi e reduce da un devastante incendio doloso divampato lo scorso luglio, riapre ai bagnanti con una stretta drastica. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Dessì ha varato un’ordinanza entrata in vigore a inizio giugno (valida fino al 31 ottobre) che prevede accessi contingentati dalle 8:00 alle 20:30 e un ticket d’ingresso di 10 euro a persona (gratuito per un massimo di tre persone con disabilità accompagnate).
Il dettaglio che ha scatenato la bufera riguarda però la gestione delle zone d’ombra. Il testo dell’ordinanza impone infatti il “divieto di installare ombrelloni, gazebo, tende e altri sistemi di ombreggio. Consentito 1 ombrellone per famiglie con bambini fino ai 10 anni o persone anziane oltre i 65 anni di età”. La drastica misura, motivata dal Comune con la necessità di “preservare l’habitat e per limitare la pressione antropica sull’equilibrio del già fragile arenile”, ha scatenato l’ira dei turisti. Le bacheche social sono state rapidamente inondate di proteste: “E chi non ha bambini cosa deve fare, abbrustolire sotto il sole?” domanda polemicamente un utente, a cui fa eco un altro bagnante che sottolinea i rischi per la salute: “Si rischia l’insolazione così”. Restano confermati, a corredo della tutela ambientale, i divieti assoluti di transitare sulle dune, danneggiare la flora, asportare sabbia o abbandonare rifiuti.
Jesolo: più spazio, ma 20mila ombrelloni in meno
Spostandosi in Veneto, la situazione cambia ma genera altrettante preoccupazioni legate alla disponibilità dei posti. A Jesolo, recependo le indicazioni regionali, l’amministrazione ha avviato un piano quinquennale per aumentare il distanziamento tra i bagnanti. I tradizionali moduli da 3×2 metri verranno progressivamente sostituiti da piazzole più ampie, di 4×4 metri. Se da un lato la misura garantirà maggior respiro e privacy ai turisti, dall’altro comporterà un drastico taglio della capienza: le stime parlano di circa 45mila ombrelloni totali installabili, ovvero un taglio di ben 20.000 postazioni rispetto alle stagioni passate. Una riduzione che alimenta già il timore di non riuscire a trovare posto nei periodi di alta stagione.
Bibione: il debutto della postazione per single
Sempre sul litorale veneto, la spiaggia di Bibione sperimenta nuove forme di accoglienza, strizzando l’occhio ai viaggiatori solitari. Nella zona della Pineta fanno il loro debutto 120 piazzole pensate esclusivamente per i single, dotate di un singolo lettino a una piazza e mezzo. L’innovazione passa anche per la tecnologia: alcune di queste postazioni sono equipaggiate con pannelli solari per permettere la ricarica dello smartphone direttamente in spiaggia. Infine, per razionalizzare l’offerta e sradicare la pratica dei posti “prenotati” ma lasciati vuoti, l’occupazione degli ombrelloni sarà monitorabile tramite un’apposita applicazione, introdotta come sistema per “contrastare le occupazioni abusive”.
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