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‘Ndrangheta, colpo alla cosca di Cinquefrondi, sequestro da 500mila euro a Roma

  • Postato il 6 ottobre 2026
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‘Ndrangheta, colpo alla cosca di Cinquefrondi, sequestro da 500mila euro a Roma

Il Quotidiano del Sud
‘Ndrangheta, colpo alla cosca di Cinquefrondi, sequestro da 500mila euro a Roma

La Dia di Roma, con Polizia e Carabinieri, ha sequestrato beni per oltre 500mila euro a Vicovaro, in provincia di Roma. Nel mirino un presunto esponente della ‘ndrangheta di Cinquefrondi attivo nel narcotraffico internazionale di cocaina


La Direzione Investigativa Antimafia assesta un nuovo, duro colpo alle proiezioni della criminalità organizzata calabrese nel Lazio. Nelle prime ore di oggi, martedì 6 ottobre 2026, gli uomini del Centro Operativo DIA di Roma, affiancati dal personale della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore a mezzo milione di euro.

SEQUESTRO BENI, DA 500MILA EURO, A PRESUNTO BOSS DI CINQUEFRONDI

L’operazione si è concentrata a Vicovaro, comune della provincia romana. Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su proposta dello stesso Direttore della DIA, colpisce direttamente un esponente di spicco della “locale” di ‘ndrangheta di Cinquefrondi. L’uomo, originario del territorio reggino, aveva stabilito ormai da anni la propria residenza alle porte della Capitale.

Il canale del narcotraffico tra il Sud America e le piazze romane

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il soggetto ricopriva un ruolo centrale nel traffico internazionale di stupefacenti. In particolare, l’indagato gestiva l’importazione di ingenti quantitativi di cocaina provenienti direttamente dal Sud America.

Successivamente, la rete criminale destinava i carichi di polvere bianca ad alimentare il fitto mercato dello spaccio nelle principali piazze della Capitale. Questo asse illecito garantiva alla cosca della Piana di Gioia Tauro introiti costanti e un controllo capillare delle dinamiche criminali sul territorio laziale.

Conti correnti e immobili, il tesoro nascosto dietro i prestanome

Parallelamente all’attività repressiva sul fronte dello spaccio, gli specialisti della DIA hanno avviato minuziose indagini patrimoniali e finanziarie. Gli accertamenti hanno fatto emergere una marcata e ingiustificata sproporzione tra le esigue entrate dichiarate al fisco e l’elevato tenore di vita mantenuto dall’intero nucleo familiare dell’uomo.

Di conseguenza, i giudici hanno disposto il vincolo cautelare su un consistente patrimonio. Nello specifico, le forze dell’ordine hanno posto i sigilli a 7 beni immobili, suddivisi in tre fabbricati e quattro terreni situati nel comune di Vicovaro. Numerosi rapporti finanziari e conti correnti bancari.
Benché questi beni risultassero formalmente intestati ai familiari dell’indagato, gli investigatori hanno dimostrato come l’uomo ne mantenesse la piena e diretta disponibilità, utilizzando i parenti come meri schermi societari e anagrafici. L’operazione odierna conferma ancora una volta la strategia investigativa volta a colpire i patrimoni illeciti accumulati dalle ‘ndrine calabresi fuori dai confini regionali.

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