Milan, Cardinale scarica Ibra: "Zlatan non lavora per il club". Poi svela un retroscena su Amorim
- Postato il 29 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Il Milan vuole voltare pagina e costruire un’identità nuova, dentro e fuori dal campo. È questo il messaggio lanciato da Gerry Cardinale durante il WSJ Sports Event, l’appuntamento organizzato ogni anno dal Wall Street Journal, al quale il proprietario rossonero ha partecipato insieme a Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor di RedBird.
- Milan, la domanda di Ibra a Cardinale
- Cardinale ripercorre quattro anni di Milan
- Il retroscena di Cardinale
- Il ruolo di Zlatan in RedBird
- Cardinale parla di Ibrahimovic
- Milan, lo scambio Cardinale-Amorim
Milan, la domanda di Ibra a Cardinale
Nel corso dell’intervento, Cardinale ha ripercorso i quattro anni trascorsi alla guida del club, spiegando come l’obiettivo della proprietà sia quello di trasformare profondamente la cultura del Milan. “Lasciamo che siano i fatti a parlare”, ha dichiarato il manager americano, sottolineando il lavoro svolto nelle ultime settimane. “Negli ultimi quaranta giorni abbiamo concentrato un’attività che normalmente avrebbe richiesto sei mesi. Abbiamo introdotto tanti cambiamenti perché vogliamo costruire una nuova mentalità”. A colpirlo, ha raccontato, è stata una domanda posta da Ibrahimovic durante la stagione: “Che cosa rappresentiamo?”. Un interrogativo che, secondo Cardinale, ha evidenziato la necessità di definire una precisa identità per il club.
Cardinale ripercorre quattro anni di Milan
Ripensando all’acquisizione del Milan, il numero uno di RedBird ha ricordato il contesto in cui avvenne il passaggio di proprietà. “Quando siamo arrivati, il club aveva appena conquistato lo Scudetto, ma alle spalle c’erano anni complicati: dopo l’era Berlusconi il Milan era passato ai proprietari cinesi, poi al fondo Elliott e infine a noi. In una situazione del genere si finisce inevitabilmente per seguire una visione già esistente”. Cardinale ha poi allargato il discorso allo stato del calcio italiano, osservando come il declino della Serie A e le recenti difficoltà della Nazionale siano elementi collegati. “Da bambini la Serie A era il campionato di riferimento nel mondo. Oggi la realtà è diversa e credo che questi fattori siano tutti connessi”.
Il retroscena di Cardinale
Il proprietario rossonero ha quindi spiegato il significato delle parole pronunciate in occasione dell’arrivo di Ruben Amorim sulla panchina milanista. “Quando lo abbiamo presentato dissi che volevamo una squadra capace di giocare per vincere, non per evitare di perdere. Non era una frase rivolta contro qualcuno, ma rappresentava la filosofia che vogliamo trasmettere”. Per rafforzare il concetto ha citato la semifinale del Mondiale tra Inghilterra e Argentina: “Gli inglesi, dopo il vantaggio, hanno cambiato atteggiamento pensando soprattutto a difendersi. Se lo sport è una metafora della vita, questa mentalità rappresenta un fallimento”.
Il ruolo di Zlatan in RedBird
Ampio spazio anche al ruolo di Zlatan Ibrahimovic all’interno del progetto RedBird. Cardinale ha precisato che l’ex attaccante lavora formalmente per la holding americana e non direttamente per il Milan, una distinzione che, a suo dire, in Europa è stata spesso fraintesa. “Molti si aspettavano che seguissimo i modelli tradizionali, ma Zlatan rappresenta qualcosa di diverso. È uno dei pochi campioni che possiede le qualità per trasferire la propria leadership anche nel mondo del business”. Il primo incontro tra i due è rimasto impresso nella memoria dell’imprenditore statunitense. “Sentivo che nella nostra organizzazione mancavano leadership e cultura vincente. Gli spiegai che volevo accompagnarlo nella transizione dal campione in campo al dirigente. La sua risposta fu immediata: ‘Zlatan sarà sempre Zlatan, non cercare di controllarmi’. In quel momento capii di avere davanti una persona speciale”.
Cardinale parla di Ibrahimovic
Cardinale ha inoltre ribadito che il compito di Ibrahimovic va ben oltre il semplice coinvolgimento nelle decisioni sportive del Milan. “La sua funzione è aiutare RedBird a comprendere meglio il mondo del calcio. Ha grande integrità, conosce perfettamente il proprio DNA imprenditoriale e riesce a farmi vedere aspetti che da solo non coglierei. È lui ad aiutarmi a muovermi in un ambiente estremamente complesso“.
Milan, lo scambio Cardinale-Amorim
In chiusura, il patron rossonero ha raccontato anche un curioso scambio di messaggi con Ruben Amorim dopo la vittoria dell’Argentina sull’Inghilterra al Mondiale. “Gli scrissi chiedendogli se fosse possibile allenare i nostri giocatori a eseguire cross come quello realizzato da Messi negli ultimi minuti della partita. La sua risposta mi colpì molto: ‘Ti sbagli. I nostri giocatori sono già in grado di farlo. Quello che dobbiamo insegnare è la mentalità di non avere paura di provarci’. Una riflessione che mi ha fatto capire quanto l’aspetto mentale possa fare la differenza”.