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Migliorare la nuova Aston Martin imparando dalle leggende: il prezioso ruolo di Jak Crawford – ESCLUSIVA

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Formula 1
  • Di F1ingenerale
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  • 6 min di lettura
In sintesi

Nel 2026 la Formula 1 affronta una rivoluzione regolamentare senza precedenti. Jak Crawford emerge come figura chiave nel progetto Aston Martin, fungendo da ponte tra l'esperienza dei piloti leggendari e l'innovazione tecnica richiesta dalla nuova era. Il suo ruolo cruciale consiste nell'implementare insegnamenti fondamentali derivati dai campioni storici, adattandoli alle sfide imposte dalle trasformazioni normative che interessano ogni componente della monoposto.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Migliorare la nuova Aston Martin imparando dalle leggende: il prezioso ruolo di Jak Crawford – ESCLUSIVA

Imparare dai campioni per migliorare l’Aston Martin: Jak Crawford ci racconta il suo prezioso ruolo alla scoperta di un regolamento tutto nuovo

La F1 è entrata in una nuova era: il 2026 ha portato nel paddock grandi cambiamenti regolamentari che coinvolgono ogni aspetto della monoposto, dal propulsore fino all’areodinamica. In questo contesto rivoluzionario, che non permette tuttavia numerose ore di test in pista, risulta più che mai fondamentale l’apporto di chi guida gli sviluppi dietro le quinte. L’Aston Martin, capitanata da Adrian Newey, punta sul giovane talento Jak Crawford per migliorare una monoposto pronta a cambiare veste nella seconda parte di mondiale.

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Credtis foto: Aston Martin F1 Team

Il 21enne di Charlotte, North Carolina, è tra le persone maggiormente coinvolte nello sviluppo della monoposto britannica. Salito in macchina nel corso delle FP1 di Suzuka, in Giappone, il pilota statunitense è tornato al volante della AMR26 nelle prove libere del GP d’Austria e ora si prepara a farlo nuovamente a Spa-Francorchamps.

Aston Martin 2026: prima dei grandi sviluppi c’è bisogno di costanza

Proprio in quel di Spielberg Jak Crawford ha raccontato in esclusiva ai microfoni di F1inGenerale.com i propri compiti con Aston Martin e le proprie impressioni sulle nuove vetture. Sul tracciato di Zeltweg la sessione “è stata buona“. Il classe 2005 è riuscito a portare a casa i dati necessari: “L’obiettivo era quello di completare molti giri e provare diversi accorgimenti sul setup. Siamo riusciti a fare diversi run, ho sfruttato ogni giro e fortunatamente non abbiamo avuto né problemi né red flag che ci interrompessero.”

Nelle prime uscite stagionali l’Aston Martin ha deciso di non apportare grossi cambiamenti sull propria vettura, preferendo preparare imponenti evoluzioni per la seconda parte di stagione. Nonostante questo, la squadra è riuscita a mitigare alcune criticità: “La macchina non è troppo diversa da Suzuka, non abbiamo portato grandi aggiornamenti, ma abbiamo risolto molti problemi da allora. Siamo riusciti a eliminare i problemi con le vibrazioni e alcuni intoppi che abbiamo avuto nelle gare precedenti, questo è un bene.”

Silenzioso ma presente, Crawford è una pedina fondamentale di Aston Martin

Tra un gran premio e l’altro, la figura del terzo pilota passa talvolta sotto traccia. Eppure, il lavoro silenzioso di Jak Crawford è costante: “Il mio ruolo prevede di trascorrere molto tempo al simulatore prima di ogni evento. Per preparare ogni weekend di gara passo due o tre giorni settimanali al simulatore e sì… faccio molti giri!”

Al lavoro in fabbrica si aggiunge la presenza in pista, accanto ai piloti titolari: “Ovviamente mi preparo e sono sempre pronto a saltare in macchina in qualsiasi momento. Mi occupo poi di alcune sessioni di prove libere dei vari test. Ho un buon rapporto con Fernando, Lance e gli ingegneri: provo sempre a parlare il più possibile con loro e ascoltare ogni loro indicazione, cercando di apprendere più informazioni possibili da ciascuno di loro.”

Jak, che occasione: “Incredibile lavorare con Alonso e Newey”

Lavorare in Aston Martin oggi significa anche confrontarsi con figure leggendarie del mondo dei motori, dal campione del mondo Fernando Alonso fino al celebre genio tecnico di Adrian Newey: trovare in loro due mentori è per il giovane Jak Crawford un’opportunità unica: “È incredibile poter ascoltare tutte le esperienze che hanno avuto. Sono nel mondo del motorsport da ben prima che io nascessi! Hanno davvero una grande esperienza. Da quello che posso capire, il mondo dei motori non è cambiato eccessivamente nel suo complesso. Le persone hanno ancora a che fare con dinamiche simili a quelle di vent’anni fa.”

L’esempio di Fernando Alonso è prezioso: “Posso imparare davvero tanto, non solo in termini di guida! Posso apprendere come lavorare con gli ingegneri nel miglior modo possibile, comprendendo come capire al meglio la macchina e poter dare così feedback più precisi. Inoltre è una grande chance per conoscere la mentalità, una mentalità vincente, quello che serve per competere al vertice in F1.”

Le vetture 2026 sono più “veraci”: così lo stile di guida fa la differenza

La rivoluzione dei regolamenti tecnici ha portato in pista nel 2026 vetture profondamente rinnovate. Uno dei principali aspetti della nuova generazione di auto riguarda la power unit. L’addio alle monoposto a effetto suolo ha inoltre aperto le porte a una riduzione consistente di downforce. A cambiare è l’intero stile di guida: “È cambiato molto rispetto agli anni passati. Ovviamente bisogna abituarsi ai nuovi motori, questo è molto importante, anche se credo che sia la parte un po’ più semplice a cui adattarsi. Le macchine sono davvero cambiate molto: sono più piccole, hanno meno carico aerodinamico, pesano un po’ meno. Questo le rende molto diverse da guidare.”

Con le odierne monoposto lo stile di guida conta di più: “Puoi scivolare un po’ di più a differenza degli anni passati in cui le vetture avevano tanto grip ed erano incollate all’asfalto. Penso che oggi sia più divertente: lo stile di guida mi ricorda un po’ quello della Formula 2, uno stile un po’ più verace”, ci racconta il pilota di Aston Martin Jak Crawford. “È vero, le velocità sono un più basse e questo potrebbe rendere tutto meno intrigante, ma allo stesso tempo le vetture sono un po’ più difficili da guidare in senso positivo. Puoi provare a far la differenza con il tuo stile di guida, questo è un aspetto positivo.”

Le nuove macchine sono più “veraci”: cos’è cambiato negli sviluppi?

Ad un modo di guidare più “puro” e avvincente si abbina il complesso lavoro con l’unità motrice. La novità per Aston Martin è doppia: non solo il regolamento nuovo, il team ha anche cambiato fornitore di motori. Il duplice salto porta una maggior mole di lavoro a chi guida al simulatore: “Sotto il profilo del lavoro per lo sviluppo della macchina sono cambiate un po’ di cose. Un fattore è certamente il cambio di power unit: siamo passati da Mercedes a Honda e ora lavoriamo molto con loro“, ha spiegato Jak Crawford.

Quest’anno non possiamo contare sulla Mercedes che acquisisce tutti i dati sulla power unit, è un lavoro che dobbiamo fare da noi. Inoltre, con il cambio dei regolamenti, c’è molto lavoro da svolgere con l’energia. Tutto questo possiamo farlo al simulatore per provare a migliorare e preparare al meglio ogni weekend”, conclude il giovane talento di scuola Aston Martin, che tornerà al volante della “verdona” nelle FP1 del GP del Belgio.

Leggi anche: F1 | Alonso lascia il sedile a Crawford durante le FP1 del GP del Belgio

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