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Mazzola sulla Ferrari: “Basta promesse, in F1 serve vincere. Il motore? 30cv non li recuperi con uno schiocco di dita”

  • Postato il 20 aprile 2026
  • A Tc
  • Di F1ingenerale
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Mazzola sulla Ferrari: “Basta promesse, in F1 serve vincere. Il motore? 30cv non li recuperi con uno schiocco di dita”

L’ingegner Luigi Mazzola schietto sulla Ferrari ai microfoni di F1inGenerale.com: ora serve vincere, ma il motore resterà un punto debole

La Ferrari ha davanti una montagna da scalare: l’ingegner Luigi Mazzola, intervistato da F1inGenerale.com, commenta l’avvio di stagione del Cavallino Rampante. La SF-26 è nata bene, ma essere competitivi non può più bastare. La scuderia di Maranello deve vincere, interrompendo un digiuno che va avanti da quasi vent’anni. Non basta più essere innovativi, coraggiosi o spregiudicati, ma battere la concorrenza in pista.

Mazzola sulla Ferrari:
Le due SF-26 in pista a Shanghai — PH: Scuderia Ferrari

L’inizio di stagione del Cavallino Rampante può definirsi promettente. La scuderia di Maranello è salita sul podio in tutte e tre le prime gare del Mondiale, attestandosi come seconda forza della griglia alle spalle della Mercedes. Il telaio della SF-26 promette bene, mentre sono evidenti i ritardi sulla Power Unit. Spetterà all’ADUO livellare le prestazioni tra il motore della Rossa e quello della W17, ma un anno potrebbe non bastare per colmare il gap.

La Mercedes ha un expertise enorme sulla gestione dello State of Charge (SOC) grazie alla Formula E“, ci spiega l’ingegner Mazzola. “Hanno una trentina di cavalli termici in più rispetto alla Ferrari. Ricucire 30 cavalli non si fa dall’oggi al domani con una bacchetta magica. Forse ci vorranno uno o due anni, a meno che i regolamenti non intervengano per abbassare le performance delle Frecce d’Argento“.

Una Ferrari innovativa, ma ora serve soltanto vincere

È evidente un approccio più spregiudicato da parte degli ingegneri di Maranello. Numerose le innovazioni portate in pista sulla SF-26, a partire dall’ala Macarena, fino all’ottimo lavoro svolto nella zona dello scarico. Il coraggio dimostrato al tavolo da disegno, tuttavia, deve essere ora concretizzato con i risultati: “In F1 non conta essere ‘spregiudicati’ o ‘innovativi’, qui devi vincere. L’ultimo Mondiale piloti è del 2007“.

Diamo tempo al tempo, ma ormai siamo al quarto anno di questo ciclo tecnico della Ferrari“, continua l’ingegner Mazzola, volto storico del Cavallino Rampante. “La macchina si è presentata bene quest’anno, è una buona seconda forza e il lavoro fatto non è brutto. Il problema è quando l’obiettivo dichiarato è vincere, ma continuiamo a ripetere che stiamo lavorando, che da metà stagione chiuderemo il gap, che l’anno prossimo sarà quello buono“. 

Il rischio è che i rivali, in particolare i motorizzati Mercedes, possano presto superare la Rossa. In Giappone, ad esempio, Oscar Piastri ha archiviato i disastri McLaren delle prime due gare conquistando il secondo posto in gara: “Gli altri intanto non stanno fermi. Ora c’è la McLaren che si fa sentire prepotentemente, col rischio che la Ferrari scivoli a terza forza“.

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Foto Copertina: Scuderia Ferrari

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F1ingenerale

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