Maltempo, terremoti e sistemi d’allerta, polemica social per la Protezione civile Calabria
- Postato il 10 gennaio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Maltempo, terremoti e sistemi d’allerta, polemica social per la Protezione civile Calabria

Le allerte per il maltempo e quelle per i terremoti al centro di un polemica che su Facebook ha coinvolto l’account ufficiale della Protezione Civile della Calabria evidenziando la necessità di un programma di formazione/informazione per la popolazione
L’ondata intensa di maltempo che ha investito l’intero territorio regionale e la forte scossa di terremoto registrata al largo della costa ionica reggina hanno scatenato le reazioni social nei confronti del sistema di allerta della Protezione Civile Calabria. Una situazione che ha portato la stessa Prociv a intervenire rispondendo direttamente ai commenti degli utenti che hanno sollevato diverse criticità nei confronti del sistema di allerta sui disastri naturali e le emergenze di protezione civile.
In particolare, sotto il post Facebook con cui la Protezione Civile Calabria ha dato notizia del terremoto sono fioccati i commenti critici da parte di diversi utenti che hanno lamentato l’assenza di messaggi di allerta. A nulla è valsa la spiegazione fornita dalla stessa Protezione Civile che ha precisato che “it alert (il sistema di allerta via messaggio, ndr) non è ancora attivo per i terremoti in quanto il fenomeno non è prevedibile e nei primi istanti anche la localizzazione precisa è incerta… il messaggio arriverebbe dopo che la scossa è avvenuta ed è stata avvertita dalla popolazione”.
LA POLEMICA SI ACCENDE SULLE ALLERTE DELLA PROTEZIONE CIVILE CALABRIA
A quel punto, infatti, il popolo della rete ha rincarato la dose tirando in ballo le allerte meteorologiche: “Cosa dovrebbe funzionare? anche la condizione meteo di allerta verde con raffiche a 130 km e pioggia”. Per provare a spegnere le fiamme la Prociv invita a consultare le info di funzionamento sul sito ufficiale di It Alert. Ma malgrado molti utenti siano intervenuti a sostegno della Protezione civile invitando a considerare l’importanza del servizio e ribadendo l’imprevedibilità dei terremoto e l’inutilità di un avvertimento successivo alla scossa (come da qualcuno comunque invocato), le polemiche sono proseguite.
Proprio sull’utilità o meno di un alert su terremoti anche successivo alla scossa si infiamma, infatti, un’altra parte della discussione perché alcuni utenti mettono in evidenza come sia “molto importante che squillino gli smartphone dopo la scossa (…) perché in queste occasioni è possibile che ci siano subito dopo altre scosse di assestamento e oltre più forti”. Ma il tema caldo resta la gestione delle allerte meteo: “Chiudete le scuole col sole e lasciate che centinaia di ragazzi si muovano con treni e pullman quando ci sono raffiche di vento e grandinate da fare impressione”. C’è da ricordare, comunque, che a decidere l’eventuale chiusura delle scuole non è la Protezione Civile bensì i singoli sindaci per le scuole dei rispettivi comuni.
La Protezione Civile è costretta, quindi, nuovamente ad intervenire per portare chiarezza anche sul sistema di allerta meteo. “Il rischio di forti raffiche di vento – spiega la Prociv – non si esprime con il codice colori (dedicato al rischio idrogeologico e idraulico) ma con la dicitura “condizioni meteo avverse” che per oggi erano previste con il conseguente scenario. Stesso discorso per le mareggiate. Queste informazioni sono riportate nella prima pagina del messaggio di allerta meteo”.
UNA DISCUSSIONE CHE EVIDENZIA IL BISOGNO DI UNA CAMPAGNA DI FORMAZIONE/INFORMAZIONE PER LA POPOLAZIONE
Dall’analisi dell’intero scambio, comunque, emerge un dato inequivocabile: il tasso di conoscenza del sistema di Protezione civile da parte della popolazione è basso e necessita di un potenziamento. La popolazione deve essere formata per comprendere il sistema di allerta per gli eventi climatici, catastrofici e idrogeologici. E forse non è un caso se da una indagine che l’Altravoce Il Quotidiano fece qualche anno fa emerse che i comuni calabresi non erano propriamente in regola con i Piani di emergenza comunali. Forse non sarebbe un male se la Regione Calabria cominciasse a pensare alla predisposizione di un piano di formazione e consapevolezza per i cittadini. In una regione ad alto rischio come la Calabria forse questa è la prima priorità.
Il Quotidiano del Sud.
Maltempo, terremoti e sistemi d’allerta, polemica social per la Protezione civile Calabria