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L’Ital-Rari Nantes Savona di bronzo a Parigi. Giallombardo: “Team che sa fare autoanalisi come pochi”

  • Postato il 11 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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L’Ital-Rari Nantes Savona di bronzo a Parigi. Giallombardo: “Team che sa fare autoanalisi come pochi”

Il bronzo acrobatico e nella squadra tecnica conquistato dall’Italia nel nuoto artistico agli Europei di Parigi parla savonese. E non è di certo questa la notizia, visto che da anni la Rari Nantes Savona fornisce numerose atlete alla Nazionale oltre al direttore tecnico Patrizia Giallombardo. La notizia, che si rinnova nel tempo, è la continuità con cui il club savonese “sforna” talenti in questa disciplina. Nella spedizione azzurra, hanno rappresentato la Rari Nantes Savona Sofia Mastroianni, Beatrice Andina, Giulia e Flaminia Vernice, Valentina Bisi, Ginevra Marchetti, Giorgia Macino, Sara Rizea e Gabriele Minak. Ci sarebbe stata anche Sophie Tabbiani, ma un infortunio le ha impedito di prendere parte alla spedizione.

Tanti successi a livello mondiale e olimpico non hanno fatto diminuire la passione e il rigore di Patrizia Giallombardo. Un misto di soddisfazione, perché sa quanta fatica c’è per raggiungere un podio, e di lieve rammarico perché, da sportiva ambiziosa, lo sguardo è sempre rivolto all’oro.

Medaglia attesa, insperata o c’era margine per un metallo più prezioso?

Partiamo col dire che una medaglia è sempre un’emozione. Ovvio, quando si inizia a gareggiare il sogno è sempre rivolto al gradino più alto del podio. Ma riconosco che era una gara difficile con il ritorno della Russia, la Spagna campione del mondo e team competitivi come Francia e Grecia. Siamo contenti anche perché rispetto al passato il nuoto artistico è cambiato. Non ci sono risultati annunciati.

Nello specifico cosa ha reso questo sport più imprevedibile?

Il fattore umano è sempre importante visto che la parte artistica è soggettiva. Rispetto ad anni fa, il giudizio si basa anche su alcune difficoltà codificate e inserite delle penalità. In sostanza, anche una piccolissima imperfezione, che prima poteva passare inosservata, viene registrata e modifica il punteggio totale.

Il vantaggio è che è tutto più oggettivo e pesa meno il blasone delle singole nazionali, ma lo svantaggio è che oltre alla divisa servirebbe un defibrillatore per gli allenatori. Immagini l’ansia quanto si verificano i più piccoli dettagli che possono determinare un piazzamento…

Qual è il segno distintivo di questo gruppo di lavoro. Lei ne ha avuti tanti, penso che ogni team si differenzi dagli altri per qualcosa…

Sono ragazzi d’altri tempi. Cerco di dare ai miei atleti consapevolezza, educazione e umiltà. Loro hanno tutte queste caratteristiche. Ma ciò che mi rende maggiormente orgoglioso di loro è una capacità particolare nell’analisi post gara che fanno con assoluta franchezza e senza ricercare alibi.

A volte, sa, è facile puntare il dito contro i giudici o contro fattori esterni. Questo gruppo invece ha questa particolare predisposizione al non appellarsi agli alibi ma a valutare in modo oggettivo come poter migliorare. È quello che devono fare gli sportivi di livello.

Un impegno fisico ma anche mentale, vi affidate a un mental coach?

Sì, lo psichiatra Paolo Benini fa parte del nostro staff e ci sta dando una grossa mano. Con l’irrigidimento delle valutazioni delle performance di cui parlavo prima, il livello di stress si è inevitabilmente alzano. Lui riesce a capire le situazioni in tempo reale.

Come si concilia il ruolo di c.t. e di direttore tecnico di un club che fornisce numerosi elementi proprio alla Nazionale?

Riesco bene a scindere i due ruoli. A me interessa portare a casa una medaglia. I miei atleti di Savona sanno che partono svantaggiati perché conosco non soltanto i loro punti di forza ma anche i loro “punti deboli”. Sono molto severa con loro. Detto questo, però, le convocazioni sono sempre ampie, si parte da 60 elementi, e il tempo che si trascorre rende facile conoscere i pregi anche di atlete che non militano nella Rari Nantes.

Come sta vivendo la questione della gestione della piscina Zanelli, la Rari Nantes sembra essere vicina a perdere il bando di gara per la gestione…

Non entro nel merito di queste questioni. Non mi competono, io sono un tecnico, e i dirigenti sanno come muoversi in questa situazione.

 

 

 

 

Autore
Il Vostro Giornale

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