L’effetto del conflitto in Iran: gasolio e bollette, salasso anche in Calabria

  • Postato il 15 marzo 2026
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L’effetto del conflitto in Iran: gasolio e bollette, salasso anche in Calabria

Gasolio oltre la soglia dei 2 euro e bollette in aumento: l’effetto del conflitto in Iran si fa sentire anche in Calabria


IL GASOLIO in Calabria è ormai stabile sopra la soglia dei 2 euro a litro. Due euro e 7 centesimi, al self, uno dei prezzi più alti del paese: il gasolio è più caro solo in Valle d’Aosta, Trentino, Friuli, Sicilia. Per fare un pieno di diesel, ormai, si superano i 100 euro. Sale anche la benzina, che si attesta (sono i dati medi dei distributori, censiti dall’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy) sulla soglia di 1 euro e 85 centesimi.

È l’impatto del conflitto in Medio Oriente e delle nuove tensioni determinate dall’escalation militare in Iran. Se molte materie prime per ora reggono – rileva un report della Cgia di Mestre – è sui combustibili fossili che si registra il salasso. «Il prezzo del petrolio è salito del 45,8 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62 per cento. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatisi dopo l’invasione russa all’Ucraina» scrive la Cgia. Negli ultimi quindici giorni il prezzo della benzina è salito dell’8,7 per cento, mentre quello del diesel ha registrato un balzo ancora più marcato: +18,2 per cento.

L’EFFETTO DEL CONFLITTO ANCHE SUI CONSUMI

Ma sarà anche in bolletta che vedremo l’effetto del conflitto sui consumi. Nomisma Energia, società italiana di ricerca e consulenza specializzata nel settore energetico e ambientale, stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro. Sulla base di questo dato, la Cgia ha stimato approssimativamente che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci dei 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. Moltiplicando i 350 euro per le famiglie delle singole province, la Cgia ha anche ricavato l’impatto sui territori.

Un calcolo basico, che non tiene conto però delle differenze di usi e di esigenze tra le diverse aree del Paese (maggiore consumo di gas al nord per i riscaldamenti ad esempio, diffusione diversa di sistemi di risparmio energetico tra le abitazioni, prezzi effettivi dell’energia, numero di componenti per famiglia, etc). Dal calcolo della Cgia di Mestre si ricava che in Calabria l’impatto stimato supera i 288 milioni di euro complessivi (circa il 3% del totale nazionale dei rincari stimati). La provincia più colpita – il dato riflette la maggiore popolosità – è Cosenza, dove il maggiore esborso stimato supera 108,7 milioni di euro. Seguono Reggio Calabria con 78,4 milioni, Catanzaro con 53,1 milioni, Crotone con 24,8 milioni e Vibo Valentia con 23,1 milioni di euro.

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