Anziana circuita e derubata di 350mila euro dai parenti, 3 condanne a Crotone
- Postato il 13 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Anziana circuita e derubata di 350mila euro dai parenti, 3 condanne a Crotone

Patteggiano condanne superiori a 10 anni i parenti di un’anziana vedova circuita a Crotone, spoliazione del patrimonio per 350mila euro
CROTONE – È un caso di cronaca amaro, che mette in luce non solo una grave condotta criminale, ma anche la vulnerabilità estrema a cui possono essere esposti gli anziani, persino all’interno della propria cerchia familiare. Tre persone condannate per circonvenzione di incapace, riciclaggio e auto-riciclaggio ai danni di un’anziana donna vedova e senza figli, deceduta nel luglio 2023. Gli imputati – un settantatreenne crotonese, la moglie e il figlio di quest’ultimo – hanno patteggiato pene complessivamente superiori ai dieci anni di reclusione, oltre a multe per 40 mila euro.
LA VICENDA
La vicenda ruota attorno alla circonvenzione di incapace, un reato che si consuma quando qualcuno approfitta dello stato di fragilità psichica di una persona per indurla a compiere atti per lei dannosi. Il nipote ha ottenuto il controllo totale del patrimonio della zia (già affetta da infermità mentale dal 2021) senza informare gli altri parenti. Così sarebbero stati sottratti oltre 350.000 euro attraverso la vendita di immobili, prelievi di contante e operazioni su conti correnti.
IL PATRIMONIO
Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate nell’aprile 2024, il nipote avrebbe indotto l’anziana zia a sottoscrivere una procura generale per la gestione del suo patrimonio. Approfittando dello stato di deficienza psichica e della grave infermità mentale della donna, già accertata dal 2021 e progressivamente aggravata, l’uomo avrebbe poi portato a termine diverse operazioni patrimoniali. Tra queste la vendita di un appartamento di proprietà della vittima, l’apertura di un nuovo conto corrente e l’autorizzazione ad operare con firma disgiunta su un altro conto bancario.
RICICLAGGIO E AUTO-RICICLAGGIO
L’aspetto tecnicamente più complesso dell’indagine riguarda il destino dei fondi. Non si è trattato solo di “furto”, ma di un tentativo di occultamento e reinvestimento. Il denaro immesso in attività economiche e speculative, inclusi conti di gioco online. Il coinvolgimento della moglie e del figlio del nipote ha fatto scattare l’accusa di riciclaggio, poiché gli indagati avrebbero contribuito a “ripulire” o utilizzare somme di provenienza illecita.
ESITO GIUDIZIARIO
Il patteggiamento indica che le prove raccolte dalle Fiamme Gialle — tra verifiche bancarie e testimonianze — erano talmente solide da spingere gli imputati ad ammettere le proprie responsabilità per ottenere uno sconto di pena. Episodi come questo sottolineano l’importanza della vigilanza familiare e del ruolo sociale delle forze dell’ordine nel proteggere chi non ha più gli strumenti cognitivi per difendere i propri interessi.
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