Le dinastie del lusso. Ecco come i Millennial ereditano i grandi brand 

  • Postato il 11 gennaio 2026
  • Moda
  • Di Artribune
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Il 2025 è stato un anno senza precedenti per i brand moda. Tra le altre turbolenze vanno annoverati i passaggi generazionali che ora hanno come protagonisti i Millennial (30 – 45 anni). I più importanti gruppi del lusso stanno affrontando questa fase che coinvolge dinastie familiari e strutture manageriali. I nomi coinvolti sono di regola meno esposti rispetto a quelli dei designer, ma quanto o più rilevanti nel determinare l’identità e la competitività delle loro aziende. In teoria un buon passaggio generazionale non replica il passato, ma lo traduce nel futuro. Le regole base sono tre: non tardare all’infinito l’uscita del fondatore, prevedere la crescita graduale degli eredi nei ruoli chiave di gestione, non confondere la proprietà con la gestione. Proviamo ad esaminare cosa sta accadendo in alcuni delle compagnie a cui fanno capo i brand più conosciuti.  

Lorenzo Bertelli, 37 anni, Prada. Photo Brigitte Lacombe
Lorenzo Bertelli, 37 anni, Prada. Photo Brigitte Lacombe

Il modello familiare di Prada e Zegna 

Il Gruppo Prada (Prada, Miu Miu, Versace) è attualmente guidato dall’AD Andrea Guerra, con Miuccia Prada Amministratore esecutivo e Patrizio Bertelli Presidente e Amministratore esecutivo. Lorenzo Bertelli, 37 anni, loro figlio, è l’erede designato alla guida del gruppo che dal 2011 è quotato alla borsa di Hong Kong. Nel 2025 Lorenzo ha assunto la carica di Presidente esecutivo del brand Versace appena rilevato. La sua carriera interna a questa compagine è iniziata nel 2017 come Head of Digital Communication. Nel 2019 diventa Direttore Marketing e, dal 2020, assume anche la guida della divisione dedicata alla responsabilità d’impresa sociale. Più articolata appare la situazione nel Gruppo Zegna (Zegna, Thom Browne e Tom Ford fashion), quotato in borsa a New York nel 2021. Gildo Zegna che ne è stato per oltre vent’anni al timone, nel 2025 ha fatto un passo di lato diventandone Presidente esecutivo mentre la mentre la carica di CEO è stata affidata a un manager che non porta il nome di famiglia: Gianluca Tagliabue mentre i figli di Gildo, Edoardo (37 anni) e Angelo (39 anni) entrambi membri della quarta generazione della famiglia, guideranno insieme il brand con responsabilità complementari su strategia di prodotto, marketing, sviluppo e performance commerciale. Nel frattempo, sono già in azione i nipoti Francesco Trabaldo Togna impegnato in Tom Ford Fashion, Vittorio Ferraris al Lanificio e Giovanni Schneider. 

Leonardo Maria del Vecchio, 31 anni, Luxottica
Leonardo Maria del Vecchio, 31 anni, Luxottica

Il modello di Kering e Luxottica 

Il passaggio generazionale in Kering (Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, ecc.) è un caso che combina successione familiare e managerializzazione avanzata. Il fondatore François Pinault si è ritirato dalla gestione nel 2025 affidando il controllo al figlio François-Henri contemporaneamente elevandolo a Presidente e CEO della holding di controllo Artemis. Nel 2025 François-Henri con una mossa a sorpresa ha affidato il ruolo di CEO di Kering a Luca De Meo. In questo modo il gruppo entrerà in una fase meno legata alla famiglia secondo un modello simile a quello Agnelli/Exor o ai grandi conglomerati anglosassoni. Quotata alla borsa di Parigi nel 1998, Kering è gestita attraverso la holding di controllo, che resta saldamente familiare. La transizione in corso in Luxottica ha aspetti familiari, societari e di governance in parte sovrapponibili a quelli osservati per Kering.  Leonardo Del Vecchio fondatore di Luxottica nel 1961è mancato nel 2022. Il passaggio generazionale in corso si basa sulla trasmissione dell’azionariato e dell’eredità ai figli attraverso la holding di controllo Delfin e l’affidamento della gestione operativa a dirigenti esterni. La compagine degli eredi è però allargata (sette figli da tre mogli) e disputa familiare non pare conclusa. Tra i cinque figli del fondatore, Leonardo Maria Del Vecchio (31 anni) è il più visibile sulla scena pubblica, ha diversificato la sua attività investendo nella moda, nell’hospitality e di recente nell’editoria.   

Alexandre Arnault, 34 anni, LVMH
Alexandre Arnault, 34 anni, LVMH

Il gigante LVMH 

Di tutt’altro genere appare la dinamica interna di LVMH (tra gli altri Louis Vuitton, Dior, Loewe e Tiffany, oltre a una sempre più aggressiva azione nei settori alcolici e hotellerie). LVMH, quotato alla borsa di Parigi dal 1987, è il più grande gruppo del lusso con oltre duecentomila dipendenti ma la proiezione resta dunque strettamente familiare. I cinque figli di Bernard Arnault (Delphine, Antoine, Alexandre, Frédéric e Jean) tutti detengono una quota di controllo del gruppo attraverso la società di investimento Financière Agache. Tutti fanno parte del CDA. Tre sono Millennial. Non lo è Delphine, AD di Christian Dior Couture. Non lo è Antoine, Presidente di Berluti e responsabile della comunicazione e dell’immagine del gruppo. Alexandre, 34 anni, è stato AD di Tiffany & Co. e dal 2024 è diventato Vicedirettore Generale della divisione Wine & Spirits assai rilevante per il gruppo. Frédéric, 30 anni, è Ad di Tag Heuer e Loro Piana. Jean, 27 anni, è Responsabile dello sviluppo del prodotto e del marketing per gli orologi di Louis Vuitton.  

Le dinastie del lusso. Ecco come i Millennial ereditano i grandi brand 
Giorgio Armani

La successione in Giorgio Armani  

La recente scomparsa di Giorgio Armani mostra come possa essere difficile, per personalità dominanti come quelle dei fondatori, la preparazione del terreno per la loro successione. Risulta che il testamento dello stilista milanese imponga, entro 18 mesi dall’apertura della successione, la cessione del 15% della società a un grande gruppo del lusso: in via prioritaria LVMH, con cui in passato un accordo era stato paventato a lungo, Luxottica che ne ha in licenza l’occhialeria o L’Oréal che ne ha in licenza il beauty. Entro il quinto anno, dovrà essere ceduto allo stesso acquirente un ulteriore 30% (fino a un massimo del 54,9%). La quotazione in borsa è prevista nel caso non si fosse trovato il compratore.  Per il compagno Pantaleo dall’Orco, le nipoti Silvana e Roberta, il nipote Andrea Camerana attivi da tempo società la via appare comandata a futura memoria.   

Il modello perfetto  

Nessun tra i modelli di transizione assicura certezze assolute. Le teorie dovranno trovare convalida nel prossimo futuro: in gioco non ci sono solo ingenti patrimoni privati ma pure centinaia di migliaia di posti di lavoro. In Italia per tradizione le imprese familiari fungono da spina dorsale dell’economia: sono circa l’85% di tutte le aziende, generando l’80% del PIL, impiegando tre quarti della forza lavoro del Paese.  
 
Aldo Premoli 

L’articolo "Le dinastie del lusso. Ecco come i Millennial ereditano i grandi brand " è apparso per la prima volta su Artribune®.

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Artribune

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