Lawson senza certezze per il 2027: Red Bull lo sacrifica ancora? Il "Kimi bulgaro" e la prospettiva Cadillac
- Postato il 4 novembre 2026
- Di Virgilio.it
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Il mercato piloti si sta trasformando in una partita a incastri nella quale il rendimento in pista non è l’unico fattore decisivo. Liam Lawson ha dimostrato di poter essere competitivo, ma il suo futuro dipende anche dalle strategie del vivaio Red Bull e dalle ambizioni di Cadillac, alla ricerca della propria identità. Il paradosso è evidente: dopo la retrocessione in Racing Bulls nel 2025, il neozelandese rischia di ritrovarsi nuovamente senza una collocazione proprio quando sembra aver trovato continuità.
- Lawson, i risultati non bastano: Racing Bulls non dà garanzie
- Tsolov, il nuovo talento Red Bull che può cambiare tutto
- Cadillac, l'occasione che Red Bull non gli concede
- Ostacolo Colton Herta: Cadillac cerca anche un'identità americana
Lawson, i risultati non bastano: Racing Bulls non dà garanzie
La dichiarazione arrivata il 2 novembre ha fotografato tutta l’incertezza del momento. “Non c’è assolutamente nessuna garanzia al momento”, ha ammesso Lawson parlando del proprio futuro. Una frase che pesa ancora di più se si considera il rendimento del pilota: il neozelandese è il miglior rappresentante delle squadre di centro gruppo nella classifica mondiale e ha raccolto più del doppio dei punti del compagno Arvid Lindblad. In Messico, inoltre, ha conquistato un settimo posto partendo dalla pit lane.
Eppure, Racing Bulls non ha ancora ufficializzato nessuno dei due piloti per il 2027. La squadra si trova, nuovamente, davanti a una scelta che va oltre la semplice valutazione dei risultati: confermare un pilota ormai esperto oppure liberare un posto per un altro giovane del programma Red Bull.
Tsolov, il nuovo talento Red Bull che può cambiare tutto
Il nome che mette in discussione la posizione di Lawson è Nikola Tsolov. Il diciannovenne bulgaro, membro del Red Bull Junior Team, sta disputando la sua prima stagione in Formula 2 dopo aver chiuso al secondo posto il campionato di Formula 3 nel 2025. Il suo percorso ha attirato l’attenzione di Alan Permane, Team Principal di Racing Bulls, che già a luglio lo aveva definito “il prossimo in linea” per una promozione.
A rendere più concreta la candidatura è arrivato anche il debutto nelle prove libere del Gran Premio del Messico: Tsolov ha chiuso a un solo decimo da Lindblad, impressionando i vertici della squadra. Il suo eventuale approdo in Formula 1 non sarebbe soltanto una promozione sportiva, ma la conferma della strategia Red Bull: investire sui giovani e creare continuamente nuovi candidati per i propri sedili.
Cadillac, l’occasione che Red Bull non gli concede
È qui che si apre una possibile alternativa. Cadillac sta ancora definendo il proprio equilibrio per il 2027 e la posizione di Valtteri Bottas è stata indicata come meno sicura rispetto a quella di Sergio Perez. Il Team Principal, Marcin Budkowski, ha evitato di confermare pubblicamente la formazione futura, ammettendo che diversi piloti e manager hanno già preso contatto con la squadra.
L’ipotesi Lawson ha acquistato visibilità anche grazie alle parole dell’ex pilota Karun Chandhok, che ha invitato Cadillac a considerare il neozelandese: una coppia con Perez, secondo lui, sarebbe particolarmente competitiva. Non significa che esista una trattativa ufficiale, ma il profilo di Lawson avrebbe una logica per una squadra che deve ancora costruire la propria esperienza in Formula 1.
Ostacolo Colton Herta: Cadillac cerca anche un’identità americana
La candidatura di Lawson deve però fare i conti con un fattore che va oltre il cronometro: Colton Herta. Cadillac ha investito sulle sue sessioni di prove libere per aiutarlo a raggiungere i requisiti della Superlicenza FIA e non ha nascosto l’importanza di avere un pilota statunitense. Budkowski ha spiegato che un americano aumenterebbe l’entusiasmo intorno alla squadra, pur sottolineando che la scelta dovrà dipendere anche dal momento giusto.
Lawson, dunque, potrebbe essere una soluzione sportivamente interessante, ma non necessariamente la più funzionale al progetto commerciale di Cadillac. Dopo essere stato promosso e retrocesso in pochissimo tempo nel mondo Red Bull, il neozelandese rischia ancora di pagare una scelta che, di nuovo, non dipende soltanto da lui.