L’autopsia sul piccolo Domenico Caliendo: «Il cuore era sano», ai funerali, presente la premier Meloni

  • Postato il 4 marzo 2026
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L’autopsia sul piccolo Domenico Caliendo: «Il cuore era sano», ai funerali, presente la premier Meloni

Oggi a Nola i funerali del piccolo Domenico Caliendo con la Premier Meloni, intanto, l’autopsia esclude lesioni al cuore. Indagini aperte su gestione e trasporti.


NOLA – Il giorno del silenzio e della preghiera è arrivato. Oggi, 4 marzo 2026, alle ore 15:00, il Duomo di Nola aprirà le sue porte per l’ultimo saluto al piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e quattro mesi trapiantato con un cuore danneggiato e la cui morte ha scosso l’intera nazione. Sarà un addio solenne: in prima fila è attesa la Premier Giorgia Meloni, pronta a stringersi ai genitori Patrizia e Antonio. Il rito funebre sarà officiato dal Vescovo di Nola, Mons. Francesco Marino, alla presenza del Cardinale di Napoli, Domenico Battaglia che fino all’ultimo, insieme alla madre, è stato al capezzale del piccolo Domenico.

AUTOPSIA E INCIDENTE PROBATORIO: I PRIMI RISULTATI SUL CASO DEL PICCOLO DOMENICO CALIENDO PRAPIANTATO CON UN CUORE DANNEGGIATO

Lo svolgimento dei funerali, rimasti in sospeso per undici giorni dal decesso avvenuto il 21 febbraio 2026, è stato reso possibile dalla conclusione dell’esame autoptico presso il Secondo Policlinico di Napoli. I primi rilievi sembrano smentire alcune indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Il dottor Luca Scognamiglio, medico legale della famiglia, ha dichiarato che dal primo esame «non sarebbero emerse lesioni al cuore» destinato a Domenico. In particolare, parrebbe esclusa la presenza di tagli sul ventricolo sinistro. I periti avranno ora 120 giorni per depositare le conclusioni. La prossima udienza è fissata per l’11 settembre.

LA DIFESA DEI MEDICI: «LE COSE LE HO FATTE BENE»

Mentre la giustizia fa il suo corso, rompono il silenzio due dei sette indagati per omicidio colposo. Il cardiochirurgo del Monaldi, Guido Oppido, raggiunto dalle telecamere di Rai 3, ha respinto ogni accusa: «Io so solamente che le cose le ho fatte bene. Ho operato tremila bambini in Campania e tutto questo lo sto passando solo perché ho provato ad aiutare i figli degli altri». Dall’altra parte, i legali della dottoressa Gabriella Farina (incaricata dell’espianto a Bolzano) puntano il dito contro la logistica dell’ospedale bolzanino. Il sospetto riguarda la fornitura di ghiaccio secco al posto del ghiaccio d’acqua per la refrigerazione dell’organo: un errore che, se confermato, avrebbe compromesso l’integrità del cuore prima ancora dell’arrivo a Napoli.

POLEMICHE SUI CENTRI TRAPIANTI

Sul caso è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, sollevando un tema di gestione sanitaria nazionale. Secondo Bassetti, la scarsa frequenza di interventi (al Monaldi solo uno in tre anni) aumenta il rischio di errori procedurali. «Non ha senso avere una molteplicità di centri; sarebbe più utile averne solo uno d’eccellenza», ha affermato il medico, alimentando un dibattito. Oggi, però, le polemiche restano fuori dal sagrato. Nola si ferma per piangere una vittima innocente, in un abbraccio collettivo che cerca di lenire un dolore inimmaginabile.

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