Prima morte sul lavoro nel 2025, Procura di Lamezia chiede il processo per il titolare dell’azienda

  • Postato il 4 marzo 2026
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Prima morte sul lavoro nel 2025, Procura di Lamezia chiede il processo per il titolare dell’azienda

Prima morte sul lavoro nel 2025, la Procura di Lamezia Terme chiede il processo per il titolare dell’azienda. Fissata l’udienza preliminare


LAMEZIA TERME – È stata la prima vittima sul lavoro in Italia del 2025. Francesco Stella, 38 anni, la mattina  del 3 gennaio del 2025 era su un’impalcatura all’interno dell’Europrofil, all’area industriale di Lamezia, quando cadde da un’altezza di circa sette metri sbattendo la testa sul suolo. Stella morì sul colpo, la Procura aprì un’inchiesta che ora ha tagliato il traguardo della richiesta di rinvio a giudizio – richiesto dal pm Emanuela Costa – dell’imprenditore Gianfranco Ielapi, 50 anni, di San Pietro a Maida, titolare della Europrofil, accusato di omicidio colposo. Il gip ha fissato l’udienza preliminare per il 24 marzo prossimo. 

Le accuse della Procura al datore di lavoro

Ielapi dovrà difendersi da accuse pesanti formulate dal pm al termine delle indagini. Stella, dipendente  regolarmente assunto con la qualifica di manovale di officina, quel giorno era intento ad effettuare al secondo piano del soppalco del magazzino in struttura metallica (corpo di fabbrica abusivo – scrive la Procura – in quanto frutto di ampliamento in assenza di relativo permesso) adibito a deposito di lana di roccia e coppelle in metallo, l’inventario della merce in giacenza.

Non osservate norme di sicurezza e igiene

Secondo la Procura,  non sarebbero state osservate le norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, in particolare,  non si sarebbe tenuto conto, nell’affidare i compiti al dipendente Stella, delle sue capacità e condizioni in rapporto al suo stato di salute, non avendolo sottoposto a visita medica periodica entro le scadenze del programma di sorveglianza sanitaria e per non aver fornito al lavoratore idonei dispositivi di protezione individuale previsti per i lavori in quota (imbracatura, sistemi di ritenzione, ancoraggi, etc). E ancora: secondo il pm il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) era carente per omessa valutazione in maniera esaustiva di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Per la Procura le uniche procedure redatte ed allegate al Documento valutazione rischi, tra cui quelle riguardanti infortunio sul lavoro uso soppalchi, erano prive di firma da parte dei lavoratori destinatari, del preposto e del rappresentante dei lavoratori, pertanto prive di validità in quanto i luoghi di lavoro della ditta Europrofil srl non erano conformi – sempre secondo il pm – ai requisiti indicati.

I REQUISITI CONTESTATI DALLA PROCURA

In particolare i piani di calpestio del soppalco si presentavano impolverati e in condizioni di igiene non adeguate; le aree di carico/scarico erano prive di idonea segnaletica orizzontale e di pericolo; i piani di calpestio del soppalco, costituiti da pannelli metallici, risultavano privi di sistemi antiscivolo tali da non rendere sicuro il movimento ed il transito dei lavoratori; entrambi i piani del soppalco di tipo industriale presentavano diverse aree prive di parapetti “normali” e/o sistemi di difesa equivalenti per la protezione verso il vuoto, tali da costituire pericolo di caduta dall’alto per i lavoratori, ed erano privi di appositi indicatori di portata; entrambi i piani del soppalco risultavano non sufficientemente illuminati, tali da non assicurare una sufficiente visibilità durante lo svolgimento delle attività lavorative di deposito, carico e scarico. Nella richiesta di rinvio a giudizio individuate come parti offese i genitori di Stella, il fratello e la sorella.

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