Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

L'arpinate Embergher, il genio incompreso della mandoliola

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Cultura
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
L'arpinate Embergher, il genio incompreso della mandoliola
L'arpinate Embergher, il genio incompreso della mandoliola

Durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, con una sezione dedicata anche agli strumenti musicali, Luigi Embergher vinse la medaglia d’oro. Figlio di Maria Ciccarelli e dell’ebanista Peter nato in Austria, Luigi nacque ad Arpino (Frosinone) il 4 febbraio 1856 e già in giovane età divenne noto come liutaio, specializzandosi nella realizzazione di mandolini a fondo bombato, svolgendo l’attività tra il 1880 ed il 1935. La performance francese portò Luigi alla notorietà ed attirò l’attenzione del romano Silvio Ranieri (1882/1956), artista di fama mondiale, virtuoso esclusivamente dello strumento, che volle provare la premiata “Mandoliola” riportandone una sensazione straordinaria al punto di paragonarla, quanto a perfezione, ad un violino Stradivari. Ranieri ebbe in dono da Embergher il mandolino premiato e la loro amicizia durò tutta la vita.

Già in precedenza intanto, Embergher aveva cercato attraverso Giovan Battista Maldura (1859/1905), di dimostrare la capacità concertistica del mandolino in generale attraverso un quartetto d’archi di notevole spessore professionale che però, purtroppo, non riuscì ad eliminare l’ostracismo del pubblico verso lo strumento, considerato, a torto, adatto solo per serenate improvvisate ed utilizzato nelle festività di paese. Nel 1904, dopo un concerto dove Ranieri raccolse a Parigi un successo senza precedenti, sembrò che l’orientamento del pubblico potesse finalmente uscire dal considerare il mandolino quale strumento “minore” ma i fatti ben presto non modificarono l’assurda prevenzione. Deluso, Ranieri continuò la sua attività stabilendosi definitivamente a Bruxelles e probabilmente questa fu la involontaria svolta negativa per la strumentistica del mandolino.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47329089]]

 

Luigi ebbe comunque una intensa attività di lavoro tra Arpino e soprattutto Roma riuscendo ad assumere fino a 15 giovani liutai nel suo laboratorio oltre al personale di supporto tecnico ed amministrativo, con esportazioni importanti all’estero. Per tutto questo, venne nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Ma verso la metà degli anni ’30 il Regime introdusse il concetto dell’arte degenerativa che condannava il Futurismo coinvolgendo tutte le opere d’arte moderna che se si fossero riferite anche al passato ed Embergher dovette interrompere bruscamente la sua attività. Si spense a Roma il 12 maggio 1943, profondamente addolorato e deluso. Nella sua Arpino, tuttavia, un museo ripercorre la vita dell’artista liutaio con ogni dovizia di particolari. Merita un viaggio. 

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47339754]]

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti