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La storia di Savona sbarca su Instagram: nasce il profilo ufficiale @mdmsavona

  • Postato il 14 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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In sintesi

Savona rafforza la sua presenza digitale con il lancio del profilo Instagram ufficiale @mdmsavona. L'iniziativa rappresenta un passo significativo nella strategia di comunicazione della città ligure, permettendo ai cittadini e ai visitatori di scoprire il patrimonio storico, culturale e le bellezze del territorio attraverso i social media. Una vetrina moderna per valorizzare l'identità savonese nel panorama digitale contemporaneo.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

La storia di Savona sbarca su Instagram: nasce il profilo ufficiale @mdmsavona

Savona. Il Museo Diffuso della Memoria di Savona (MDMS) valica i confini fisici dei luoghi simbolo della città e lancia ufficialmente la sua nuova e strutturata presenza digital. A pochi mesi dall’inaugurazione del percorso multimediale urbano avvenuta a novembre 2025, il progetto si evolve per raggiungere un pubblico più ampio, puntando in modo particolare alla fascia d’età tra i 15 e i 35 anni (Generazione Z e Millennials) attraverso i linguaggi e le piattaforme della contemporaneità.

La vera novità di questa svolta digital risiede nel suo cuore operativo e nel ricambio generazionale: la progettazione, la gestione e la creazione dei contenuti per i nuovi canali sono infatti interamente affidate a tre giovani studenti del Corso di Laurea Magistrale in Digital Humanities del DIBRIS, attualmente tirocinanti del DISFOR (Dipartimento di Scienze della Formazione) dell’Università di Genova: Mariateresa Palumbo, Alberto Liga e Valentina Tassinari.

Sotto la supervisione di Diego Scarponi, coordinatore del Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton, e del Responsabile Scientifico del progetto, Prof. Angelo Maneschi, in collaborazione con gargagnànfilm, sono i giovani stessi a farsi custodi, traduttori e divulgatori della storia cittadina per i loro coetanei.

Il fulcro dell’ecosistema è il nuovo profilo Instagram @mdmsavona, scelto come canale principale della campagna. Attraverso la pubblicazione di fotografie storiche d’archivio, infografiche d’impatto visivo e brevi video verticali (Reel), Instagram sta diventando uno spazio di narrazione dinamica per raccontare la drammatica “stagione delle bombe” che colpì Savona tra l’aprile 1974 e il maggio 1975, ma soprattutto la straordinaria e coraggiosa risposta democratica della cittadinanza.

L’universo social del Museo si completa con l’attivazione di altri due canali ufficiali, sempre curati dal team di tirocinanti: YouTube: una videoteca storica che ospiterà due rubriche settimanali, con “pillole” video da 1 minuto per una fruizione rapida e approfondimenti storici da 5 minuti per chi desidera studiare i dettagli dei fatti dell’epoca; Facebook: uno spazio dedicato alla comunità per aggiornare i cittadini su eventi, presentazioni e iniziative culturali sul territorio.

L’iniziativa è il frutto di un’ampia rete di collaborazione che unisce il mondo associativo alle istituzioni e alla ricerca scientifica, grazie alla sinergia tra l’APS gargagnànfilm, il Comune di Savona, l’ISREC Savona (Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea) e l’Università di Genova.

Le parole dei curatori, dei tirocinanti e dei partner principali del progetto:

“Questo progetto è stato costruito a partire da un pluriennale lavoro di ricerca e si avvale di molteplici tipologie di fonti (archivistiche, giornalistiche, orali fotografiche). L’obiettivo che vogliamo perseguire è quello di affiancare alle tradizionali risorse della ricerca storica i nuovi strumenti della multimedialità e dei social per realizzare un racconto della stagione delle bombe capace di interessare e appassionare il maggior numero possibile di persone”, ha affermato Angelo Maneschi, responsabile scientifico Museo Diffuso della Memoria di Savona.

“Questa iniziativa dimostra quanto l’Università di Genova possa essere un ponte tra il sapere accademico e il territorio. I tre tirocinanti Mariateresa, Alberto e Valentina hanno trasformato un’esperienza formativa in un vero progetto di comunicazione pubblica, mettendo competenze, sensibilità e linguaggi digitali al servizio della memoria storica. Per noi significa formare professionisti capaci di produrre cultura, ma anche cittadini consapevoli, in grado di raccontare il passato con strumenti vicini alle nuove generazioni. È questo il valore più autentico della collaborazione tra Università, istituzioni e realtà associative, elemento cruciale della Terza Missione”, ha aggiunto Diego Scarponi, coordinatore laboratorio audiovisivi Buster Keaton UniGe – Docente a Contratto Università di Genova – APS gargagnànfilm.

QUI trovi tutto il materiale relativo.

Autore
Il Vostro Giornale

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