La società è ad Hong Kong ma l’attività è gestita da azienda italiana: imposte non versate per oltre 3,6mln di euro, indagine della Finanza
- Postato il 26 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. La società opera di fatto dall’Italia, ma beneficia impropriamente della “tassazione agevolata” dell’estero tramite una consociata e dunque deve al fisco italiano oltre 3 milioni e mezzo di euro. E’ quanto accertato dai militari della Guardia di Finanza di Savona.
Nel corso di una verifica fiscale nei confronti di un soggetto economico con sede nel savonese, gli uomini del comando provinciale delle Fiamme Gialle di Savona hanno focalizzato la loro attenzione sui rapporti commerciali tra la società ligure ed una società fornitrice con sede in Hong Kong e attiva nella commercializzazione di prodotti di pelletteria di lusso (borse, abbigliamento e accessori).
Dagli accertamenti preliminari è stato possibile appurare come l’attività commerciale venisse di fatto gestita da una società con sede a Milano, consociata al soggetto estero, che operava sul territorio nazionale in forza ad un contratto di servizio stipulato con la casa madre asiatica.
Dai successivi riscontri è emersa una discrepanza tra il profilo funzionale e di rischio formalmente assunto dalla società italiana e l’attività concretamente svolta dalla stessa. Di conseguenza, i finanzieri hanno determinato il reddito sottratto a tassazione in Italia mediante studi di transfer pricing sulla base di quanto previsto dall’articolo 110 del Testo Unico Imposte sui Redditi che prevede che le componenti di reddito derivanti da operazioni con società non residenti che controllano, sono controllate o sono collegate all’impresa italiana, siano valutati in base al principio di libera concorrenza e ricondotte in ambito nazionale.
Al termine dell’attività di controllo, il soggetto economico ha definito, in accordo, con l’Agenzia delle Entrate, il pagamento delle imposte e sanzioni versando, in contanti e in un’unica soluzione, oltre 3,6 milioni di euro. Una procedura nuova, ma sempre più diffusa, che viene adottata in tutti quei casi in cui il soggetto non procede con ricorsi e contestazioni a quanto emerso dalle attività di indagine e, al contrario, preferisce concordare con il Fisco il pagamento di quanto dovuto. Per il savonese, in particolare, il versamento di una cifra di questa entità in un’unica soluzione rappresenta, ad ora, un unicum.
Il risultato conseguito testimonia, ancora una volta, il costante impegno della Guardia di Finanza a tutela della legalità e al contrasto dell’evasione fiscale, quale grave ostacolo allo sviluppo economico del Paese.