Incendio in piazza Brennero a Savona: arrestati mandante ed esecutore materiale del rogo
- Postato il 28 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Nei giorni scorsi, con un’operazione effettuata tra Torino e Savona, la Polizia di Stato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha tratto in arresto due soggetti di nazionalità italiana, rispettivamente di 55 e 57 anni, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, gravemente indiziati di colpevolezza per il reato di incendio doloso, commesso a Savona il 17 gennaio scorso in concorso tra loro.
Il presunto mandante, originario di Savona, è stato arrestato a Torino, dove dimora attualmente. L’esecutore materiale, originario di Reggio Emilia, è stato invece rintracciato a Savona.
I poliziotti della Squadra Mobile – coordinati dalla Procura della Repubblica di Savona – subito dopo l’incendio di tre autovetture in Piazza Brennero a Savona, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, che aveva creato notevole allarme sociale, hanno avviato un’immediata e capillare attività d’indagine. Tra l’altro, sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti, permettendo di concentrare l’attenzione degli investigatori su un uomo di 73 anni proprietario della Nissan Juke alla quale era stato appiccato il fuoco, che poi si è propagato a una Peugeot 308 e a una Fiat Scudo, analizzando anche frequentazioni e vita privata dello stesso.
I primi indizi raccolti hanno trovato riscontro nelle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso di collocare l’arrestato e il complice sul luogo dell’incendio.
Ulteriori accertamenti hanno ricostruito i movimenti dei due: giunti a Savona, l’arrestato avrebbe cenato con il proprietario della Nissan e, in tarda serata, sarebbero tornati a Torino, attuando uno stratagemma per eludere sospetti: hanno cambiato autovettura nel capoluogo piemontese e sono tornati a Savona per appiccare il fuoco con una macchina diversa. Lo stratagemma però si è rivelato inefficace grazie alla rapida attività della Squadra Mobile.
Il movente sarebbe legato a dissapori per una somma di denaro relativa alla vendita di un immobile a una persona di Torino in rapporti di amicizia con il mandante. Entrambi avrebbero agito a titolo personale come “mediatori”, senza alcuna licenza nel settore immobiliare, scatenando i contrasti che hanno portato all’incendio.
Per reperire ulteriori prove, la Squadra Mobile ha eseguito perquisizioni personali e locali, con esito positivo: in una stanza d’albergo di Torino occupata dall’autore materiale sono stati sequestrati indumenti e scarpe indossati la sera dei fatti, oltre a un marsupio con l’accelerante usato per appiccare l’incendio, che ha coinvolto altre due auto.
Al termine degli atti, entrambi sono stati condotti in carcere, uno a Torino e l’altro a Genova, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, e restano detenuti in attesa degli sviluppi processuali.