Protezione civile, il presidente Olivieri: “Autonomia differenziata deleghe per maggiore prevenzione e sicurezza”
- Postato il 26 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Si è svolto presso la Fortezza del Priamar di Savona l’incontro dal titolo “Autonomia regionale differenziata: opportunità e prospettive – Il caso della protezione civile, tra tutela delle persone e sviluppo delle comunità”, promosso da Fondazione CIMA e Università di Genova in un momento di particolare rilievo istituzionale.
Il Consiglio dei ministri ha recentemente dato il via libera agli Schemi di intesa preliminare sull’autonomia differenziata tra il Governo e alcune Regioni, tra cui Liguria e Piemonte. In questo contesto, l’incontro si è proposto di riflettere sui cambiamenti concreti che ne conseguiranno nei rispettivi sistemi regionali, con particolare riferimento alla Protezione Civile.
L’evento ha riunito rappresentanti di primo piano delle istituzioni regionali, del mondo accademico e della ricerca, offrendo uno spazio di confronto qualificato sulle prospettive dell’autonomia differenziata applicata al sistema di protezione civile.
Tra i partecipanti, i Presidenti delle Regioni Liguria, Piemonte e Autonoma Valle d’Aosta – Marco Bucci, Alberto Cirio e Renzo Testolin – insieme agli Assessori regionali Giacomo Giampedrone e Marco Gabusi, ai Direttori della Protezione Civile delle tre Regioni e ai rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il Presidente della Provincia di Savona Pier Angelo Olivieri e il Sindaco di Savona Marco Russo.
Il contributo del mondo della ricerca, con la partecipazione dell’Università di Genova e di Fondazione CIMA, ha permesso di inquadrare il tema nel suo contesto costituzionale e operativo, valorizzando il ruolo della conoscenza scientifica nel supporto alle decisioni pubbliche.
Dal confronto è emersa la rilevanza dell’autonomia differenziata come leva per rendere i sistemi regionali di protezione civile più efficienti e aderenti alle specificità territoriali. Un processo che può favorire nuove soluzioni organizzative e operative, contribuendo al rafforzamento complessivo della capacità di risposta, nel rispetto di un coordinamento efficace tra i diversi livelli istituzionali.
“Il percorso che si apre qui oggi al Priamar, futura “Cittadella dei cambiamenti climatici”, si inserisce in una traiettoria che ha radici solide: già alla fine degli anni ’90, la collaborazione tra Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e CIMA ha portato allo sviluppo dei primi sistemi di allertamento per il rischio idro-meteorologico, contribuendo alla costruzione del modello nazionale formalizzato con la direttiva del 2004 con la rete dei Centri Funzionali regionali ed i centri di competenza come Fondazione CIMA” sottolinea Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA.
“Oggi l’autonomia differenziata può essere l’occasione per le tre Regioni di sperimentare una nuova stagione “visionaria” dove la protezione civile diventa strumento per affrontare con le comunità i nuovi rischi emergenti dai cambiamenti climatici per poi condividere i modelli a scala nazionale ed internazionale sotto il coordinamento del dipartimento di protezione civile nazionale”.
“La Liguria è una terra straordinaria, ma al tempo stesso fragile”, hanno esordito il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone. “Il nostro territorio è esposto a rischi che tutti purtroppo conosciamo: frane, alluvioni, mareggiate, dissesti idrogeologici che abbiamo imparato a prevedere, conoscere e gestire attraverso il sistema regionale di protezione civile. Un sistema rivisto e migliorato, che è diventato un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale. È proprio in questo contesto che l’autonomia in materia di protezione civile assume un valore strategico: la possibilità per le Regioni di gestire direttamente le emergenze di livello regionale, emanando ordinanze tempestive e coordinando gli interventi senza la necessità di attendere una procedura centralizzata, può permettere di dare una risposta immediata ai territori colpiti. Questo significa dare ai territori la possibilità di reagire più velocemente. Significa poter dichiarare lo stato di emergenza regionale e poter avviare immediatamente le attività per la gestione degli interventi urgenti, la tutela della sicurezza delle persone e la continuità delle attività economiche. Questo non è che un punto di partenza. L’autonomia che stiamo costruendo è la risposta moderna e responsabile alle necessità reali di territori complessi come il nostro”.
Per il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri l’incontro di oggi è stata “un’occasione di carattere istituzionale e scientifica di confronto tra tre Regioni su una tematica fondamentale per la sicurezza di territori come quello ligure e savonese, particolarmente fragili per la conformazione morfologica e, in prospettiva di un’autonomia differenziata che potrebbe portare anche per la Provincia deleghe compartecipate in ambiti come, ad esempio, quello ambientale, per permettere un presidio di prossimità che possa essere un nuovo punto di raccordo tra enti locali, per migliorare la capacità di gestione di rischi ed emergenze, ma anche di pianificazione sul piano di protezione e antinquinamento specifici”.
“Per il Comune di Savona il tema della Protezione Civile è cruciale, anche alla luce dell’aumento degli eventi climatici estremi, tanto che da tempo, nell’ambito del percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura, ha dato vita con Fondazione CIMA a un progetto che caratterizza il Priamar come luogo dedicato al tema dei mutamenti climatici e del mare. In questo progetto in fase di sviluppo, la nostra Fortezza diventa una Cittadella dei Cambiamenti Climatici, un luogo che, oltre alla ricerca e alla divulgazione, diventa un polo scientifico che collabora con enti e istituzioni che si occupano di queste tematiche sempre più fondamentali per la sicurezza e il futuro dei nostri territori e vuole essere punto di riferimento del Nord Ovest e del Mediterraneo” ha concluso il sindaco di Savona Marco Russo.