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La Russia si radica in Libia: più uomini e hangar nelle basi aeree per l’espansione nel Sahel e nel Mediterraneo

  • Postato il 18 agosto 2026
  • Mondo
  • Di Il Fatto Quotidiano
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La Russia si radica in Libia: più uomini e hangar nelle basi aeree per l’espansione nel Sahel e nel Mediterraneo

Assicurarsi una presenza nel Mediterraneo, rinsaldare i rapporti di collaborazione con le autorità libiche e sostenere le attività dell’Africa Corps nel Sahel. Per questo, la Russia sta aumentando la presenza in sei basi aeree, provvedendo anche a lavori di miglioramento delle strutture. Il media Africa Defense Forum racconta questa fase della strategia del Cremlino nella nazione che resta divisa in due: da un lato il governo di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite, dall’altro il Parlamento di Tobruk e il generale Haftar. Entità che di volta in volta dialogano tra loro e con rappresentanze straniere, a secondo delle necessità.

In questo contesto, la Russia vuole giocare un ruolo di primo piano, soprattutto dopo aver perso il controllo esclusivo delle basi siriane di Hmeimim e Tartus; Mosca e il nuovo governo di Damasco hanno firmato un documento in cui convengono la riconversione di Tartus in centro di addestramento congiunto, con le aree commerciali che tornano sotto il controllo della Siria.

La Libia rappresenta uno snodo strategico per il Cremlino e, in base a documenti raccolti dall’agenzia americana National Geospatial-Intelligence Agency, Mosca si preoccupa di migliorare e gestire sei strutture in diverse zone del Paese: Jufra, Al-Khadim, Ghardabiya, Brak Al-Shati, Maaten Al-Sarra e Tamanhint. Senza ovviamente trascurare i rapporti con Tobruk. In particolare, la base aerea di Maaten Al-Sarra, al confine con Ciad e Sudan, è considerata molto importante per le attività dell’Africa Corps, la milizia Wagner che ha mutato organizzazione dopo il tentativo di sollevazione contro il presidente Putin e poi la morte del suo capo, Prigozhin, classificata come incidente aereo.

L’Africa Corps nel Sahel aiuta gli eserciti a combattere l’estremismo islamico, avendo sostituito la presenza militare francese. Maaten Al-Sarra era rimasta abbandonata dal 2011, fino a quando non sono stati avviati lavori per renderla di nuovo operativa.

Lo stesso scenario si realizza nella struttura di Tamanhint, una base aerea utilizzata dagli ex Wagner come appoggio per le operazioni in Sudan e per far arrivare armi destinate ai governi di Paesi africani alleati. Secondo i dati del think tank americano, anche nella base di Al-Khadim sono stati costruiti nuovi hangar e proprio in questi mesi del 2026 sono state notate una nuova torre di comunicazione e alloggi per personale militare.

Il rafforzamento delle attività russe e bielorusse in Libia è stato messo nero su bianco anche dall’Institute for global studies che ha ricordato come già nel 2024 Tobruk ha accolto due navi da guerra russe: l’incrociatore Varyag e la fregata Admiral Shaposhnikov, e che nello scorso gennaio un reparto dell’Esercito Nazionale Libico è rientrato da una attività di addestramento svolta in Bielorussia, secondo accordi firmati nel febbraio 2025 a Minsk durante una visita del generale Haftar al presidente Lukashenko.

Le attività di Mosca in Libia non passano di certo inosservate, e gli Stati Uniti cercano a loro volta di mantenere un dialogo sia con Tripoli che con Tobruk: lo scorso aprile per la prima volta reparti dell’esercito libico hanno partecipato all’esercitazione Flintlock 2026 – che si espande anche alla Costa d’Avorio con 1.500 militari di 30 nazioni diverse – assieme ad esercito americano e reparti speciali italiani. In una comunicazione ufficiale l’ambasciata americana ha scritto: “Quest’anno, il ruolo della Libia come co-organizzatrice è particolarmente significativo. Sottolinea la capacità delle istituzioni di sicurezza libiche, sia dell’est che dell’ovest, di collaborare per contribuire e guidare la cooperazione regionale in materia di sicurezza. Si tratta di un passo importante verso istituzioni militari libiche più forti e unificate e verso un migliore coordinamento regionale sulle sfide comuni in materia di sicurezza”. La Libia non può essere trascurata, lo sanno sia a Mosca che a Washington.

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Il Fatto Quotidiano

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