Zelensky chiede a Putin una tregua reciproca sugli attacchi agli obiettivi civili nel Mar Nero: nessuna risposta da Mosca
- Postato il 14 agosto 2026
- Mondo
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Nuovi tentativi di approccio tra Ucraina e Russia per cercare di allentare la tensione risalita dopo il fallimento degli ultimi tentativi di avvicinamento diplomatico. A fare il primo passo, mentre continuano gli attacchi reciproci in Donbass e nei territori russi, è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che, secondo quanto riferito da Reuters, ha fatto trasmettere a Vladimir Putin la proposta di una tregua per quanto riguarda gli attacchi agli obiettivi civili nel Mar Nero da parte di entrambi gli eserciti. Proposta alla quale, al momento, il Cremlino non ha dato risposta dopo averla ricevuta da un non meglio precisato intermediario. L’intento dell’iniziativa è quello di preservare le rotte utilizzate per l’export di grano di entrambi i Paesi, consci che la prosecuzione degli attacchi potrebbe avere un impatto significativo sui prezzi alimentari mondiali nel 2026.
Intanto, non si fermano gli attacchi dall’una e dall’altra parte e obiettivo degli attacchi sono stati proprio i poli logistici di entrambe le fazioni. Nel mirino di Kiev, ad esempio, è finito il colosso Wildberries, considerata la Amazon russa, colpevole secondo il Paese di Zelensky di contribuire al trasporto di armamenti dell’esercito russo. Nella notte tra mercoledì e giovedì i militari della Federazione hanno invece lanciato droni contro i porti di Reni e Izmail, sulla riva sinistra del Danubio. Per il ministero della Difesa di Mosca, gli scali sarebbero stati usati per lo stoccaggio di materiale militare e come “punto di schieramento temporaneo delle forze armate ucraine”. Con le stesse motivazioni, Mosca ha colpito anche il porto di Odessa e quello di Ochakiv, nella regione di Mykolaiv. Secondo il portavoce dell’Aeronautica militare di Kiev, Yuri Ignat, il Cremlino starebbe invece mirando alle infrastrutture portuali e ai sistemi logistici ucraini allo scopo di esercitare pressione sull’economia del Paese. Situati vicino al confine con la Romania, questi porti costituiscono infatti l’hub per l’export di cereali e materie prime dalla regione di Odessa.
L’offensiva contro i porti ucraini arriva comunque il giorno dopo che l’Ucraina ha colpito quello russo di Novorossiysk, un importante snodo per l’esportazione di materie prime attraverso il Mar Nero, e dopo le accuse del ministero degli Esteri di Mosca a Kiev di indurre una “crisi alimentare globale” con gli attacchi ai cargo che trasportano derrate russe. Secondo Zelensky, invece, sono i russi ad attentare “alla vita della gente comune al solo scopo di seminare il terrore”. Il presidente ucraino ha affermato che nella stessa regione di Odessa un drone russo ha colpito un treno su cui viaggiavano 340 persone, uccidendo macchinista e assistente. “Chiunque stesse pilotando quel drone non poteva certo ignorare che l’obiettivo fosse interamente civile”, ha osservato Zelensky su X.
L'articolo Zelensky chiede a Putin una tregua reciproca sugli attacchi agli obiettivi civili nel Mar Nero: nessuna risposta da Mosca proviene da Il Fatto Quotidiano.