La riforma dei porti verso il Parlamento. Rixi: “Non toglieremo autonomia”, il Pd: “Preoccupante”
- Postato il 27 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. La riforma dei porti può approdare finalmente in Parlamento. La Ragioneria generale dello Stato ha apposto il proprio bollino alla bozza del disegno di legge.
Il provvedimento, superato il vaglio tecnico-contabile, è ora pronto a entrare nella fase parlamentare per l’avvio dell’iter di esame e approvazione. Un passaggio che consente al testo di approdare alle Camere e di avviare il confronto politico sulla revisione della governance e dell’organizzazione dei porti.
La riforma “non vuole togliere autonomia agli scali, ma vuole generare delle sinergie per far sì che il nostro sistema marittimo portuale possa essere più competitivo nello scenario internazionale – ha ribadito oggi il viceministro Edoardo Rixi all’assemblea pubblica di Spediporto -. Con la riforma ridefiniamo i nostri porti di riferimento cercando di snellire le procedure, sviluppiamo una visione complessiva della portualità italiana nel Mediterraneo con la possibilità di siglare nuovi accordi con altri Paesi e generiamo servizi per consentire agli operatori di aumentare i traffici, per consentire al nostro Paese di essere più resiliente e flessibile nell’affrontare le crisi geopolitiche”.
Non la pensa allo stesso modo l’opposizione. “Ci chiediamo se il testo che arriverà in Parlamento confermerà il pesante taglio di risorse economiche, fino al 40%, oltre che di personale e competenze a danno delle Autorità di sistema – scrivono in una nota i deputati liguri del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, anche loro presenti all’assemblea di Spediporto -. Se così fosse, sarebbe difficile comprendere come una simile riduzione, che di fatto depaupera i territori, possa conciliarsi con l’obiettivo dichiarato di sostenere e rafforzare i nostri porti in una fase di competizione internazionale sempre più intensa”. “Dalla Regione non arriva una parola chiara a difesa della Liguria e del suo sistema portuale – rimarca il capogruppo Armando Sanna dal medesimo evento -. Quella scritta dal viceministro Rixi è una riforma che ridisegna governance e competenze senza adeguate garanzie sugli investimenti e senza un reale coinvolgimento dei territori. Bucci dica con chiarezza da che parte sta: se con il governo che accentra e taglia, o con i territori che chiedono risorse, autonomia per i porti liguri”. “Un quadro preoccupante per il futuro infrastrutturale e logistico della Liguria”, secondo il segretario Davide Natale e il responsabile economia Matteo Bianchi: “Si smetta con gli slogan e si concentri sul mondo reale”.
“Le dichiarazioni del Partito Democratico ligure sulla riforma dei porti rappresentano l’ennesimo tentativo di fare inutile allarmismo – replica il gruppo della Lega in Regione -. In un contesto internazionale in rapido cambiamento, continuare a inseguire polemiche invece che confrontarsi nel merito è un esercizio sterile. Il mondo corre e impone scelte chiare: adeguare la governance portuale è una necessità, non un’opzione. Spiace dover ricordare al Pd che le riforme prendono forma nelle sedi istituzionali: il testo inizierà il suo percorso con il dibattito parlamentare, che è il luogo naturale del confronto. Se ci sono proposte o idee migliorative, le portino lì. Del resto, qualche parlamentare dovrebbero averlo anche loro… Continuare ad alimentare polemiche preventive significa solo sottrarsi a un confronto serio e responsabile su una partita decisiva per il futuro dei porti e dei territori”.