La linea dell'islam francese No a Balzac, si ai libri halal
- Postato il 29 agosto 2026
- Cultura
- Di Libero Quotidiano
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La linea dell'islam francese No a Balzac, si ai libri halal
Prima il cibo, poi la finanza, e ora i libri. Come rivelato da un’inchiesta dell’emittente radiofonica Europe 1, in Francia sempre più influencer di confessione musulmana invitano apertamente i propri follower a evitare i grandi classici della letteratura francese, «colpevoli» di raccontare sesso, prostituzione, violenza, tradimenti, passioni estreme o semplicemente comportamenti che non corrispondono ai precetti di Allah. Al loro posto, le influencer velate promuovono l’“halal romance”: storie d’amore nelle quali tutto deve essere rigorosamente compatibile con l’islam. Niente rapporti prima del matrimonio, dunque, niente passioni sconvenienti, niente trasgressioni: meglio un matrimonio combinato e due protagonisti musulmani. Una delle influencer citate da Europe 1 spiega che alcune opere «banalizzano l’inganno e romanticizzano la violenza. Di fatto, normalizzano assolutamente tutto ciò che è contrario ai miei valori. Non è affatto quello che desidero leggere in quanto musulmana».
NUOVO FILTRO
Anche la cultura per gli islamici francesi deve dunque passare attraverso il filtro dell’“halal”, ciò che è lecito, e “haram”, ciò che è illecito. E nessun classico della letteratura francese dell’Ottocento e del Novecento viene risparmiato.
Tra le opere prese di mira con maggiore veemenza c’è Boule de Suif di Maupassant. Il libro narra la storia di una prostituta durante la guerra franco-prussiana del 1870: un racconto ritenuto problematico dalle tiktoker musulmane a causa di temi considerati ostili all’islam. Al Museo di Arti Applicate di Vienna (noto come Mak), in Austria, è stato rubato giovedì pomeriggio un collier di diamanti della regina Nazli d’Egitto, realizzata nel 1939 dalla prestigiosa gioielleria parigina Van Cleef & Arpels in stile Art Déco. Secondo il database di Sotheby’s, la collana è stata venduta all’asta a New York dieci anni fa per 4,3 milioni di dollari (circa 3,7 milioni di euro). La collana è composta da oltre 600 diamanti e la regina la commissionò, insieme a una tiara abbinata, per le nozze di sua figlia Fawzia con il Principe ereditario iraniano, in seguito divenuto Scià Mohammed Reza Pahlavi. Secondo le ricostruzioni dei media austriaci, i ladri si sono finti normali visitatori ma intorno alle 14, arrivati davanti alla teca della collana, hanno infranto la vetrina con un martello, hanno afferrato il collier e sono scappati. La polizia è impegnata in una caccia all'uomo: sono stati visionati i filmati delle videocamere di sorveglianza del museo e delle aree circostanti, comprese strade e stazioni della metropolitana. Sono anche stati ascoltati alcuni testimoni che erano presenti al momento del furto che si ipotizza possa essere su commissione. Il gioiello fu commissionato dalla famiglia reale egiziana e indossato dalla regina Nazli nel 1939 in occasione del matrimonio di sua figlia, la principessa Fawzia, con l'allora principe ereditario iraniano Mohammad Reza Pahlavi, che in seguito divenne scià. La polizia di Vienna ha diffuso fotografie e descrizioni dei sospetti, ancora latitanti. Entrambi gli uomini sono stati descritti come alti tra i 170 e i 175 centimetri, di corporatura snella, con capelli e barba scuri.
A quanto pare, i due indossavano abiti neri e scarpe da ginnastica scure con suola bianca. Numerosi agenti delle forze dell'ordine sono stati dispiegati nel centro di Vienna. In reazione ai “pericolosi” Flaubert, Balzac, Stendhal, l’halal romance sta acquisendo nella comunità musulmana francese sempre più visibilità. «Una storia d’amore halal è una storia d’amore che rispetta i canoni islamici nel corteggiamento. Niente rapporti carnali, niente relazioni romantiche prima del matrimonio», spiega una delle influencer. Tra i libri più in voga, figura Forbidden Love di Laiba Akhtar. “Non vedo l’ora di leggerlo perché parla di un matrimonio combinato. Matrimonio combinato e musulmano nella stessa frase: per me è già un motivo sufficiente per comprarlo”, afferma entusiasta una tiktoker. La tendenza sta iniziando a strutturarsi attorno a offerte commerciali specifiche. Una piattaforma letteraria lanciata di recente si chiama Pulsely Stories e si presenta come “muslim-friendly”. “Le donne musulmane meritano uno spazio creativo che rifletta davvero chi sono, uno spazio che onori tanto la loro fede quanto il loro talento”, si legge sul sito. Oltre al fenomeno editoriale, questa tendenza è il sintomo di un’evoluzione più ampia: quella di un consumo culturale concepito secondo i criteri religiosi. Per le influencer velate, la letteratura classica francese è un universo «bianco, borghese e parigino», lontano dall’identità islamica, dunque da ripudiare. Secondo l’antropologa Florence Bergeaud-Blackler, questo nuovo fenomeno è «l’illustrazione della non-integrazione» dei giovani musulmani, che «non hanno alcuna intenzione di rispettare le regole delle democrazie liberali. Ciò che conta per loro è imporre le proprie regole. Lo fanno in modo lento, graduale, attraverso gli oggetti di consumo». Il separatismo islamico comincia anche dai libri.
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