La guerra dei dazi di Trump è una follia, ma la sovranista Meloni segue il pifferaio magico

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni

Effetto Trump a Wall Street post Inauguration Day. Lui si spaccia per un ‘businessman’ e gli elettori americani gli hanno creduto, ben due volte. Il grafico qui sotto parla chiaro, un’immagine vale 10 editoriali. La domanda è: in bancarotta con le sue aziende per ben sei volte, la settima sarà l’America? Dal chart si deduce che mentre sotto Obama e Biden l’indice principale della borsa americana S&P 500 ha mostrato una crescita costante, e rassicurante, nei primi 200 giorni post-insediamento dei due democratici, con Trump assistiamo a un crollo verticale già dopo soli 50 giorni di ‘regno’, per certi versi autocratico. Un tracollo che stride con l’immagine di tycoon di successo che The Donald, egocentrico esibizionista, ama tanto ostentare.

Ora, con la sua brillante strategia dei dazi universali al 20%, da lui spacciata per abilità negoziale perché poi magari farà marcia indietro (robe da suk del Marocco) le cose – possiamo scommetterci – peggioreranno ancora. La sua è una politica (anzi, una guerra) commerciale che rischia di mandare in tilt non solo l’economia americana, ma anche quella dei suoi alleati storici. Alle 16:00 di oggi, ora di Washington, Trump annuncerà dal Rose Garden della Casa Bianca l’entrata in vigore immediata di queste tariffe, che colpiranno indistintamente tutti i partner commerciali, in prima fila l’Unione Europea (“nata per fotterci”). I dati più aggiornati dicono che l’Ue esporta beni verso gli Stati Uniti per un valore di 503 miliardi di euro, mentre le importazioni dagli Usa sono state di 347 miliardi, con un surplus quindi di 157 miliardi a favore di Bruxelles.

Mettiamoci nei panni degli imprenditori che gestiscono piccole e medie imprese. E’ il caos, la disperazione, l’incertezza. L’Italia, che esporta beni per 65 miliardi l’anno in America, sarà tra le nazioni più penalizzate. Inutile dare troppe cifre, le stime ballano, ma è certo che l’imposizione dei dazi dal più esperto presidente in affari che Washington abbia mai avuto alla Casa Bianca avrà ripercussioni pesantissime sulla nostra economia, con effetti sia sul Pil che sull’occupazione. Settori chiave come il vino, la moda e la meccanica rischiano di subire un bagno di sangue. Saranno perse decine di migliaia di posti di lavoro, fino a 60mila persone saranno licenziate secondo alcuni scenari. Le ‘tute blu’ di tutta Italia dovrebbero scendere in piazza non contro il riarmo ma contro Trump.

E mentre l’Unione Europea prepara contromisure di “vendetta”, come ha annunciato la teutonica Ursula von der Leyen, sponsor dei produttori d’armi di ogni luogo d’Europa, la nostra premier Meloni cosa fa? Segue ciecamente il pifferaio magico, avallando scelte irrazionali, economicamente illogiche, che danneggiano la patria e soffocano i cittadini, sovranisti e non, sperando con il cappello MAGA al massimo di strappare da Trump un ‘dazino’ invece di un ‘dazione’. Assurdo.

La guerra commerciale che Trump sta scatenando è una follia: penalizza i consumatori, già infuriati con il carrello della spesa, fa salire l’inflazione e crea voglie di rivalsa tra alleati storici nel cosiddetto Occidente. Che non esiste, perché esiste solo Washington. Ma tant’è, il “businessman” va avanti per la sua strada, incurante delle conseguenze. Erratico ma fissato con le tre idee che ha in testa, così è e così rimarrà. Fin quando nessuno lo rimpiangerà. Non solo da noi ma soprattutto nelle praterie del Nord Dakota, dell’Idaho o nella Rust Belt, dove lo hanno votato in massa. Dopo sei bancarotte, ora punta al jackpot: affondare l’America. Facendo annaspare il resto del mondo.

L'articolo La guerra dei dazi di Trump è una follia, ma la sovranista Meloni segue il pifferaio magico proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti