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La Global Sumud Flotilla riparte per Gaza: “Il genocidio continua e gli aiuti non entrano. Distanze tra Meloni e Usa? Solo propaganda, a livello militare non cambia nulla”

  • Postato il 22 aprile 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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La Global Sumud Flotilla riparte per Gaza: “Il genocidio continua e gli aiuti non entrano. Distanze tra Meloni e Usa? Solo propaganda, a livello militare non cambia nulla”

“Dobbiamo ripartire perché di Gaza non si parla più. Si dice che c’è stato un ‘cessate il fuoco‘, un Board of peace che avrebbe portato la pace. Ma in realtà il genocidio continua, non si è mai fermato. Da quando è stata dichiarata la tregua sono morti più di 800 palestinesi. Anche gli aiuti umanitari, il cibo, l’acqua, i farmaci, continuano a non entrare”. Nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati, è la portavoce italiana di Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, a raccontare le motivazioni della nuova missione al via venerdì da Siracusa.

Accanto a lei l’attivista Tony La Piccirella, già tra coloro che avevano fatto parte della precedente missione e che erano stati arrestati da Israele: “Questa nuova missione è un nuovo fallimento delle nostre istituzioni, che non hanno saputo proteggere i principi fondamentali del diritto internazionale e della nostra Costituzione. È in corso una normalizzazione sistemica di operazioni militari che hanno come obiettivo principale la popolazione civile, scuole, ospedali, privazioni di cibo, medicinali, usati come strategia per piegare la volontà di interi popoli e spingere ad accettare condizioni di dominio, furto di risorse, terra e vita”, spiega. E ancora: “Le azioni criminali di Stati Uniti e Israele, dopo Gaza, Libano, Cisgiordania, Venezuela, Cuba e Iran, oggi arrivano a noi sotto forma di crisi energetica ed economica. Se siamo tornati vivi dall’ultima missione, non è per merito del nostro governo, ma per le sue colpe. La differenza tra il trattamento riservato a noi e quello riservato al popolo palestinese, ostaggio e soggetto a pena di morte negli stessi centri di detenzione, è fatta di tutti gli accordi militari e commerciali che abbiamo con Israele e Stati Uniti e che rendono genocidio e guerra possibili“.

Di fronte alla scelta del governo italiano – insieme alla Germania – di fermare l’Europa sullo stop all’accordo Ue-Israele (svelando il bluff della Meloni sulla sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Tel Aviv), dalla Flotilla attaccano: “Non possiamo non essere delusi e indignati dalla posizione del nostro governo e di quei governi come quello tedesco che continuano a sostenere Israele, senza nemmeno ascoltare quello che i propri cittadini dicono”, spiega Delia. “Singolare che siano proprio Italia e Germania che ancora una volta si siedono dalla parte sbagliata della storia“, aggiunge La Piccirella, secondo cui “le distanze tra il governo Meloni e Israele o Stati Uniti sono pura propaganda” perché “in termini militari non sta cambiando assolutamente nulla“.

Presenti all’iniziativa anche alcuni parlamentari di opposizione, come Laura Boldrini per il Pd, i deputati 5 Stelle Stefania Ascari, Marco Croatti (in video collegamento) e Antonio Ferrara, oltre a Marco Grimaldi per Avs. Presenti anche Dario Salvetti (Gkn), Susan Abdallah (Gsf), Maya Issa del Movimento Studenti Palestinesi, rappresentanti di Greenpeace, della ong spagnola Open Arms e di Banca Etica. Se nella precedente missione con la Flotilla si era imbarcata una rappresentanza di parlamentari d’opposizione (i dem Annalisa Corrado e Arturo Scotto, Benedetta Scuderi per Avs e lo stesso Croatti, che a loro volta era stati fermati dalle autorità israeliane), Delia spiega come una delegazione dovrebbe essere presente anche nella nuova missione, senza però poter al momento fornire altri dettagli: “Al momento non possiamo dirvi i nomi, siamo in fase di definizione”.

Dalla Flotilla invece precisano come siano già in corso contatti con l’esecutivo: “Ci sono già delle interlocuzioni con la Farnesina. Rispetto a quanto accaduto in passato, ci tengo molto a sottolineare che ci sono due esposti alla Procura di Roma che stanno andando avanti. La Procura di Roma ha aggiunto a tutti gli altri capi di accusa anche quello di rapina e tortura“. Aggiunge La Piccirella: “Nel momento in cui le istituzioni non riescono a farsi carico di quello che dovrebbe essere il loro dovere, noi comunque ci muoviamo verso Gaza. E quindi per lo meno si prendano carico di proteggere i propri cittadini. Certo, non è la nostra prima richiesta. Non è una missione che vogliamo fare perché abbiamo piacere a fare, è una mancanza del Governo che cerchiamo di colmare”.

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Il Fatto Quotidiano

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