Dopo il caso Phica, un nuovo sito porno con immagini di donne e minori: le “stanze invisibili” della violenza maschile
- Postato il 22 aprile 2026
- Diritti
- Di Il Fatto Quotidiano
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Una nuovo sito con immagini pornografiche rubate. Donne e minori ignari di tutto, colti in pose intime date in pasto agli utenti di internet. Era già accaduto con piattaforme come “Phica”, “Mia Moglie”, “Cum Tribute Italia”, “Ragazze VIP italiane”. Sono solo alcuni dei siti illegali, fondati sulla violazione della privacy, balzati agli onori della cronaca nel 2025. Alcuni sono stati chiusi ma ne aprono di nuovi. Come la nuova piattaforma scoperta da Fanpage. La testata online non ne rivela il nome, per evitare pubblicità ed emulazione. Ma alcune caratteristiche la rendono particolarmente insidiosa: non ci sono cataloghi fissi, bensì stanze virtuali che spariscono dopo circa dieci minuti. Così non resta traccia online, ma i fruitori hanno tutto il tempo per scaricare la foto sui loro dispositivi e condividerle alla bisogna su nuovi canali. Il carattere effimero dei contenuti rende più difficile il lavoro delle forze dell’ordine nel rintracciare i materiali porno e oscurare la piattaforma. Anche per questo il servizio si qualifica come “riservato e sicuro”. Il sito è internazionale ma con molti contenuti di donne italiane.
Fanpage è entrata nelle stanze invisibili, scovando elenchi di foto porno accompagnate da titoli violenti. Come “Mostro le mie vacche”, “Teen 14-16”, “La figlia della mia compagna per voi”, “Chi si segna sulla mia amica cessa?”. Non manca la pedopornografia, con album di bambine classificati come “Carne fresca”. Le immagini delle donne violate nella loro intimità sono accompagnate da informazioni di contorno: nome, cognome, abitudini sessuali, violenze subite. Secondo la testa ogni minuto nascono e spariscono decine stanze, a ritmo continuo. Alcuni utenti condividono foto di mogli e figli intitolate “le mie putta*e”. In 10 minuti, prima che la stanza sparisca, ci si può anche sbizzarrire con commenti volgari e maschilisti. Ad esempio: “Le donne vanno trattate come vacche”, “sono solo carne per procreare”. Ma anche per fare soldi. Il sito infatti monetizza con donazioni e pubblicità.
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