La Germania vota il riarmo: è normale che un parlamento sciolto approvi una riforma costituzionale?
- Postato il 31 marzo 2025
- Blog
- Di Il Fatto Quotidiano
- 2 Visualizzazioni
.png)
È cambiato il vento. La nuova amministrazione americana a guida Trump ha fatto sapere agli alleati atlantici e all’Unione Europea in modo neanche troppo velato che considera parassitaria la loro abitudine di contare sempre e prevalentemente sugli Stati Uniti quando si tratta di fare il lavoro sporco (militare): gli Stati Uniti non sono più disposti a sacrificare propri uomini e mezzi. Vedete di arrangiarvi.
Questa sorta di wake-up call ha subito scatenato le reazioni scomposte di Ue e stati membri, spingendo tra l’altro Ursula von der Leyen a partorire lo sfortunato piano ReArm Eu (pudicamente ribattezzato “Readiness 2030”). Il piano prevede, tra l’altro, l’allentamento dei principi del patto di stabilità per investimenti in difesa per i prossimi quattro anni e il dirottamento di fondi europei di coesione (quelli nati negli anni ’80 per promuovere le regioni meno sviluppate dell’Ue) su spese militari.
Siccome chi disprezza compra, chi è che, dopo aver per decenni predicato la dottrina dell’austerità e condannato le politiche di bilancio troppo lasche di certi stati quali principali (se non sole) responsabili della crisi del debito (chiedere ai greci), appena si è profilata la possibilità di spendere in deroga, ci si è immediatamente buttato a capofitto? Proprio lui: il futuro cancelliere federale, segretario della Cdu, Friedrich Merz.
C’è un problema, però: la Germania il vincolo di bilancio ce l’ha in costituzione. Per allentarlo bisogna modificarla.
Problemi di elezione
Il momento non poteva essere peggiore: le elezioni di fine febbraio hanno consacrato l’unione cristiano-democratica Cdu/Csu (centrodestra) primo partito al 28,6%, seguita da AfD al 20,8%, SPD (socialisti) al 16,4%, Verdi all’11,6% e tutti gli altri a seguire. Per cambiare la costituzione ci vuole una maggioranza qualificata di due terzi dei membri del Bundestag – basta fare due più due per rendersi conto che pure riuscendo a mettere d’accordo Cdu/Csu, SPD e Verdi non ce la si fa: servono i voti di AfD.
Merz, che aveva già azzardato un superamento della “Brandmauer” (la barriera tagliafuoco che i partiti democratici hanno sino ad ora sempre frapposto tra sé e la AfD, rifiutando qualsiasi tipo di compromesso o collaborazione) con risultati miserabili a fine gennaio, stavolta ha preferito andare sul sicuro (anche perché AfD si è subito posizionata contro il riarmo): cosa fai se nel nuovo Bundestag non hai i numeri? Convochi quello vecchio!
Così, in linea con la strategia merziana, la presidente del (vecchio) Bundestag Bärbel Bas (SPD) il 18 marzo convoca per l’ultima volta l’assemblea dimissionaria, in cui Cdu/Csu, SPD e Verdi riescono a mettere insieme 512 voti (ne servivano 490) per approvare la riforma.
Poteva farlo? Sì – così conferma anche la Corte Costituzionale rigettando i ricorsi subito presentati da Die Linke (sinistra estrema) e AfD. La legge prevede che la nuova assemblea venga convocata entro un massimo di 30 giorni dalle elezioni, quindi entro fine marzo. Nel limbo che intercorre tra elezioni e insediamento del nuovo parlamento, la vecchia assemblea resta in carica: quale si convoca dunque, se bisogna votare in quei giorni? La Corte si limita a precisare che la presidenza del Bundestag non ha diritto di scelta – il che forse sembra suggerire che debba convocare l’assemblea neoeletta, visto che gode dell’investitura popolare? Ah, saperlo!
Certo è che, a prescindere dalla soluzione giuridicamente corretta, la vicenda ricorda il putiferio che nel gennaio del 2021 scatenò – giustamente – la decisione di Trump di procedere alla nomina di 14 giudici federali alla fine del suo primo mandato, dopo aver già perso le elezioni. Se è inopportuno che un presidente dimissionario, che non gode più dell’investitura popolare, nomini dei giudici, sarà inopportuno che un parlamento sciolto, non rappresentativo della volontà popolare, approvi non dico una legge sulla protezione del baco da seta, ma una riforma costituzionale??
L'articolo La Germania vota il riarmo: è normale che un parlamento sciolto approvi una riforma costituzionale? proviene da Il Fatto Quotidiano.