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La crisi di Bezzecchi lascia la MotoGP senza padroni

  • Postato il 29 giugno 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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  • 5 min di lettura
La crisi di Bezzecchi lascia la MotoGP senza padroni
La crisi di Bezzecchi lascia la MotoGP senza padroni

È il Mondiale più incerto degli ultimi anni, lontano parente dello scorso, ed è una buona notizia. Fino a un certo punto, però. Perché se da una parte l’equilibrio tiene aperta la corsa al titolo, dall’altra racconta anche una MotoGP in cui, quando Marc Marquez non è nelle condizioni di dominare (come ad Assen), nessuno riesce davvero a fare il vuoto. Moto sempre più vicine, piloti racchiusi in pochi decimi e classifiche che cambiano ogni domenica: lo spettacolo aumenta, ma manca il padrone del campionato. L’Aprilia è un tassello avanti a tutti, ma non basta. L’ultimo esempio arriva proprio dall’Olanda, dove Marco Bezzecchi ha completato il momento più difficile della sua stagione. Dopo la squalifica di Brno e una Sprint da mangiarsi le mani, è arrivata un’altra pesante caduta con tanto di trasferimento all’ospedale di Groningen, per degli accertamenti da svolgere dopo il forte dolore cervicale accusato nell’impatto a terra. Nulla di grave, il riminese ci sarà senza problemi al Sachsenring, ma intanto il dato sportivo parla di 6 punti raccolti su 64 in due GP, conseguenza della vetta di campionato persa dopo un via convincente.

Brno e Assen testimoniano così la mini-crisi del talento dell’Academy di Valentino Rossi, finito nel polverone anche per lo schiaffo allo steward in Repubblica Ceca. Sembra scomparsa quella leggerezza che aveva fatto la differenza nella prima parte di Mondiale, mentre Jorge Martin cadeva, Marquez si faceva male a Le Mans e lui allungava in classifica. Il ducatista, ancora lontano dalla migliore condizione, ad Assen ha solo limitato i danni (7°). Resta a -40 dalla vetta ora occupata da Martín (193 lui, 186 Bez): «Potevo puntare al quinto posto, ma l’importante è lasciare Assen senza infortuni». Per arrivare al 10° titolo iridato, quello che gli permetterebbe di superare il rivale Valentino Rossi, c’è ancora una vetta da scalare.

La domenica olandese ha intanto incoronato il sesto differente vincitore nella normale gara, Ai Ogura, il giapponese del team Trackhouse-Aprilia, destinato alla Yamaha ufficiale, che si è preso il trionfo con una rimonta costruita nella seconda metà di gara, quando ha ripreso e superato prima il compagno di box Raul Fernandez (2°) e poi Martín (3°). Era dal 2004 che in classe regina non si imponeva un pilota del Sol Levante, precisamente dal successo a Motegi della Honda di Makoto Tamada. Ma i primati non sono finiti qui: una squadra satellite non piazzava una doppietta in una gara lunga dal Qatar 2004 (Sete Gibernau-Colin Edwards sempre sulle Honda). Hanno chiuso la top-10 Fabio Di Giannontonio (4°), Alex Marquez (5°), Enea Bastianini (6°), Fabio Quartararo (8°), Brad Binder (9°) e Alex Rins (10°). Ritirato Francesco Bagnaia, tradito da un problema ai freni al 15° giro. La prima gara da fresco papà - nella notte la moglie Domizia Castagnini ha dato alla luce il loro primo figlio- si conclude nel peggiore dei modi. Il Mondiale, intanto, resta apertissimo.

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Autore
Libero Quotidiano

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