La Commissione Ue e la Strategia del Diritto di rimanere: una questione critica per l’Italia
- Postato il 29 maggio 2026
- Blog
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
di Bruno Mola
La Commissione Europea ha lanciato la consultazione pubblica sulla Strategia del Diritto di rimanere. Per l’Italia, è una questione critica.
Nel 2024, 156.000 italiani si sono trasferiti all’estero — con un aumento del 36,5% sul 2023. Nello stesso periodo, solo in 53.000 sono rientrati. Per ogni nove under-34 che lasciano l’Italia, arriva appena un coetaneo straniero dai principali paesi ad alto reddito. L’87% di chi emigra valuta positivamente la propria esperienza all’estero, e cita come ostacoli al rientro la mancanza di opportunità di lavoro, la qualità della vita e la mancanza di un ambiente meritocratico e aperto. Solo il 16% dichiara con certezza di voler rientrare, mentre il 51% andrà dove si presenteranno le migliori opportunità.
Il costo economico è enorme. Il capitale umano perso nel triennio 2022-2024 vale circa 16 miliardi di euro l’anno: quasi una legge di Bilancio.
Salari irreali. Le retribuzioni orarie italiane sono scese di circa il 7% rispetto al 1996, mentre in Germania sono cresciute del 18,2% e in Francia del 19% (dati 2023). Il 21% dei lavoratori italiani guadagna meno di 1.000 euro al mese, e il 10,2% degli occupati è a rischio povertà.
La casa. Il mercato degli affitti in Italia ha registrato aumenti medi tra il 3% e il 5% annuo nelle principali città negli ultimi anni. L’affitto di un bilocale in una delle principali città costa più di un terzo dello stipendio per almeno il 50% dei giovani lavoratori. Il mutuo è un’ipotesi lontana.
I servizi per le famiglie e l’infanzia vedono l’Italia agli ultimi posti in Europa: con appena 31,6 posti di asilo nido ogni 100 bambini. Mentre in Germania l’accesso ai servizi per l’infanzia è un diritto universale garantito fin dalla nascita, e in Spagna è integrato nel sistema educativo e prevalentemente gratuito.
La sanità pubblica. Più della metà degli italiani indica i tempi di attesa e l’accesso alle cure come il principale problema del sistema sanitario nazionale. Nel Mezzogiorno i Livelli Essenziali di Assistenza sono un miraggio. L’emigrazione interna poi raddoppia il problema per il Sud: tra il 2011 e il 2024, circa il 20% dei giovani adulti originari del Mezzogiorno ha lasciato la propria regione.
Sul tema della fuga dei cervelli, il governo ha oscillato tra minimizzazione e rassegnazione, distinguendo tra una “mobilità fisiologica positiva” e chi non torna perché trova salari e riconoscimento migliori altrove. Una distinzione non del tutto errata, ma usata retoricamente per sfumare la gravità del fenomeno. Recentemente, infatti, il governo ha ridotto le agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli spostando risorse per attrarre pensionati stranieri: uno spostamento di priorità che dice molto su quale Italia si immagina per il futuro.
Serve un cambio di paradigma. Il diritto di restare è una condizione di giustizia sociale e territoriale. Chiunque voglia governare l’Italia dovrebbe farne la cifra della propria azione. Il saldo migratorio netto dei giovani tra i 18 e i 34 anni dovrebbe diventare un indicatore chiave, intorno al quale costruire una strategia coerente che includa:
• Un piano per i salari reali e il contrasto al lavoro povero;
• Una politica per la casa, con interventi sul mercato degli affitti e sull’edilizia sociale;
• Un sistema universale e gratuito di servizi per l’infanzia e un miglioramento del congedo parentale (incluso per i papà);
• Il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale riducendo le disuguaglianze territoriali;
• Una riforma dell’istruzione e della ricerca che aumenti l’accesso all’università, e crei carriere attrattive per ricercatori e docenti;
• Politiche di coesione territoriale per valorizzare il Sud e le aree interne;
• Il ripristino e il potenziamento degli incentivi al rientro.
Un paese che investe nella formazione dei suoi figli e poi li regala ad altri sistemi economici non sta governando: sta disperdendo il proprio futuro. È arrivato il momento di riavvolgere il nastro.
Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.
L'articolo La Commissione Ue e la Strategia del Diritto di rimanere: una questione critica per l’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.