La Calabria tra storia e turismo: Milone di Crotone, il migliore atleta dell’antichità
- Postato il 3 agosto 2026
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La Calabria tra storia e turismo: Milone di Crotone, il migliore atleta dell’antichità
Le gesta di Milone di Crotone, il più grande atleta dell’antichità e pluricampione olimpico. Fu anche un valoroso condottiero, secondo il mito morì a causa di un’offesa alla dea Era
COSENZA – Il più grande atleta dell’antichità visse nell’odierna Calabria. Milone di Crotone è una figura storica che, come spesso accade, sconfina nella leggenda. Un esempio di forza, rigore e perseveranza. Ottenne la sua prima vittoria alle Olimpiadi a soli 15 anni, quando partecipò e vinse nella categoria della lotta. Nel corso della sua carriera ottenne sei vittorie olimpiche, disputate fra il 540 a.C. e il 512 a.C., altre sei vittorie ai Giochi pitici, dieci ai Giochi istmici e nove ai Giochi nemei. La sua specialità era l’orthepale, un tipo di lotta greca disputata in piedi.
La sua fama è legata alla lunga serie di vittorie nei Giochi panellenici, le più prestigiose manifestazioni sportive dell’antica Grecia: sette volte alle Olimpiadi, sette volte alle Pitiche di Delfi, nove volte alle Nemee e dieci volte alle Istmiche, presso Corinto. In 28 anni di carriera, Milone vinse 33 volte. Le sue imprese sportive appassionarono intere generazioni. I tifosi di Milone di Crotone erano sparsi per tutta la Grecia. Tutti lo ritenevano il discendente di Eracle. Insomma, una vera e propria star dell’antichità con migliaia di fan.
LA LEGGENDA DELL’ALLENAMENTO DI MILONE
Alto circa due metri, la leggenda narra che da ragazzo, per allenarsi, portasse tutti i giorni un vitello appena nato sulle spalle. Col tempo l’animale cresceva e, per la costanza del suo esercizio quotidiano, Milone divenne così forte da poter sollevare e portare sulle spalle il toro adulto.
Non fu solo un atleta insuperabile. Milone si dimostrò anche un valente e temuto guerriero. Secondo gli storici ebbe infatti un ruolo primario nella battaglia scoppiata tra Sibari e Crotone, guidò l’esercito della sua città alla storica vittoria. Sibari dopo la capitolazione, secondo il mito, venne volutamente inondata dai vincitori crotonesi attraverso la deviazione del fiume Crati. Si racconta che fosse stato affiliato a Pitagora e che salvò la vita al filosofo e ai suoi discepoli durante un terremoto. Dopo quest’episodio Milone sposò Myia, la figlia di Pitagora.
LA MORTE DELL’EROE SECONDO LA MITOLOGIA
La data della sua morte non è nota ma le circostanze della sua dipartita sono divenute un mito. Secondo la versione riportata da varie fonti antiche, Milone, ormai avanti negli anni ma ancora vigoroso, stava attraversando un bosco, quando s’imbatté in un ulivo secolare dal tronco cavo, sacro alla dea Era. Milone inserì le mani nella fessura per spaccare il tronco per una dimostrazione di forza, ma la dea, offesa da quell’atto sacrilego, lo punì facendogli venire meno le forze ed egli vi rimase incastrato, divenendo preda di un leone o, secondo altre versioni, di un branco di lupi.
MILONE NELL’ARTE
Il mito di Milone ha ispirato diversi artisti, facendo del lottatore il soggetto di numerose opere d’arte. Già nel 1590 il bronzista veneziano Alessandro Vittoria fuse una statua raffigurante Milone. La morte dell’atleta divenne successivamente un soggetto ricorrente nella produzione artistica del XVIII secolo. Nella scultura “Milone di Crotone” di Pierre Puget (1682), l’artista francese predilesse invece una rilettura del mito in chiave barocca. Il Milone di Crotone di Étienne-Maurice Falconet (1754) permise all’artista di ottenere l’accesso alla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Parigi. Sempre nel Settecento, il pittore Joseph-Benoît Suvée realizzò l’olio su tela La morte di Milone.
Nel XIX secolo, uno sconosciuto artista realizzò una statua bronzea di Milone ora in Holland Park, a Londra e il pittore irlandese James Barry tornò a raffigurare su tela la morte dell’atleta. Altre statue aventi Milone come soggetto si trovano allo Stadio dei Marmi di Roma e nello stadio di Olimpia, mentre delle copie dell’opera di Puget sono site a Marsiglia, San Paolo e, da maggio 2016, nel piazzale antistante il PalaMilone a Crotone dedicato al leggendario atleta della Magna Graecia.
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