Insegue Andrea Stella nel paddock di Monza… e succede davvero: la storia (assurda) di una tesi consegnata al team principal di F1
- Postato il 22 aprile 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
Uno studente riesce in un’impresa incredibile: consegna la sua tesi ad Andrea Stella… e il risultato è da non credere
Quella di Michele Serughetti, studente ora laureato in Economia e Commercio, non è la classica tesi “di passaggio”, ma un’analisi costruita con un obiettivo preciso: capire come McLaren sia riuscita ad uscire da una delle crisi più profonde della sua storia recente.
Come ha raccontato a F1inGenerale, il suo studio parte dal 2015, uno degli anni più complicati per il team di Woking. Una monoposto poco competitiva, pochi sponsor visibili e una direzione tecnica e strategica che sembrava aver perso la rotta. È da qui che Michele sviluppa il suo ragionamento, strutturando la tesi in quattro capitoli: tre teorici, sulla crisi aziendale e i processi di risanamento, e uno pratico, interamente dedicato al caso McLaren.
“Il turnaround arriva lì, ma deve essere tecnico e soprattutto strutturale”, ci spiega. Ed è proprio questo il punto centrale: McLaren non è ripartita semplicemente migliorando la macchina, ma cambiando mentalità.
Nel suo racconto emerge chiaramente come il passaggio da Ron Dennis a Zak Brown abbia segnato una svolta profonda. Brown non è solo un manager, ma una figura capace di ribaltare le priorità: prima la solidità economica, poi tutto il resto.
Michele insiste molto su questo aspetto, sottolineando come il ritorno degli sponsor non sia stato solo quantitativo, ma qualitativo: non più semplici loghi sulla carrozzeria, ma partner strategici capaci di portare valore reale all’interno del team. “Non si tratta solo di prendere chi paga di più, ma chi ti aiuta davvero a crescere”.
Da qui nasce un altro concetto chiave della sua analisi: la gestione delle risorse umane. McLaren ha ricostruito la propria struttura interna puntando su figure mirate, creando una rete di competenze che ha permesso al team di tornare competitivo nel medio periodo.
Un passaggio fondamentale è l’arrivo di Andrea Stella, inserito in un processo già avviato ma mai interrotto. Michele lo sottolinea con convinzione: “La cosa più importante è stata la continuità. Stella non ha cambiato tutto, ha dato continuità a quello che aveva lasciato Andreas Seidl”.
Nel suo discorso emerge anche un confronto implicito con altre realtà della Formula 1, come Ferrari, dove spesso è mancata proprio questa stabilità. Il concetto viene riassunto in una frase semplice ma estremamente efficace: “Mettere le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto”.

L’idea che cambia tutto
Una volta concluso il lavoro, Michele decide di fare qualcosa che va oltre qualsiasi percorso accademico standard: consegnare quella tesi direttamente ad Andrea Stella.
Non via mail, non tramite contatti. Di persona. Al Gran Premio di Monza.
La scena è quasi cinematografica: un ragazzo con uno zaino, una tesi dentro e ore di attesa davanti al paddock. Il primo giorno passa così, tra tentativi e rifiuti. Il secondo sembra destinato allo stesso epilogo. “Sono stato tre ore davanti al paddock… poi sono tornato il giorno dopo per altre tre ore”.
Nel frattempo incontra giornalisti, addetti ai lavori, prova a chiedere aiuto. Tutti gli danno la stessa risposta: impossibile. Ma Michele non si muove. Aspetta.
Da Norris a Webber: la catena per arrivare a Stella
Il momento decisivo arriva quasi per caso. Una volta entrato nel paddock grazie ad una conoscenza, Michele vede Andrea Stella passare, prova a chiamarlo, ma il team principal entra nel box senza fermarsi. Sembra finita. Invece è solo l’inizio.
Poco dopo, Michele incrocia Lando Norris e decide di tentare ancora: “Lando, riesci a chiamare Andrea? Devo dargli la mia tesi”.
Una richiesta fuori contesto, quasi surreale in un paddock di Formula 1. Eppure Norris si presta, incuriosito da quella situazione così diversa dal solito. Passano pochi minuti e succede qualcosa di ancora più incredibile: arriva Mark Webber. “Mi ha chiesto ‘perché sei dietro il cordone [ad aspettare]?’… e mi fa passare”.
Da quel momento tutto accelera. Webber capisce la situazione e accompagna Michele direttamente da Stella, trasformando una speranza in realtà.
Dieci minuti con Andrea Stella
L’incontro è il punto più alto di tutta la storia, ma non nel modo più scontato. Non è una semplice consegna veloce, una firma o una foto. È una vera conversazione. “Abbiamo parlato per una decina di minuti… gli ho spiegato la tesi, come l’ho fatta, perché l’ho fatta”.
Michele descrive Stella come una persona estremamente attenta, più interessata ad ascoltare che a concludere rapidamente l’incontro. Le domande che riceve non sono di circostanza, ma mirate: fonti, metodo, struttura del lavoro.
C’è un momento, però, che più di tutti resta impresso. Quando Michele parla della direzione tecnica tripartita introdotta in McLaren, Stella reagisce con un semplice gesto: un cenno di approvazione. “Non è uno di tante parole, ma ha fatto un cenno… e quello per me vale tutto”.
Da lì in poi, l’incontro prende una piega ancora più significativa: Stella chiede un abstract, lascia il suo contatto e condivide il lavoro internamente al team. “Quando ho visto i nomi in copia nella mail… non ci potevo credere”.
Più di una tesi, più di un incontro
Quella che nasce come un’idea quasi folle diventa un’esperienza formativa a tutti i livelli. Non solo per il valore simbolico dell’incontro, ma per ciò che rappresenta: la possibilità concreta di trasformare una passione in qualcosa di tangibile.
Michele lo racconta con lucidità: “Parlare con una persona di quel livello ti cambia. Ti dà sicurezza”. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante della storia: non tanto l’eccezionalità dell’evento, ma ciò che lascia dopo.
Perché tra teoria, determinazione e un pizzico di incoscienza, questa non è solo la storia di una tesi… ma di qualcuno che ha deciso di non fermarsi dove tutti gli altri si sarebbero fermati.
Leggi anche: F1 | La FIA ha discusso delle soluzioni estreme: i nuovi regolamenti non sono definitivi
Seguici anche sui social: Telegram – Instagram – Facebook – Twitter
L'articolo Insegue Andrea Stella nel paddock di Monza… e succede davvero: la storia (assurda) di una tesi consegnata al team principal di F1 proviene da F1ingenerale.