Inquinamento elettromagnetico, i consigli di un esperto per difenderci da quello casalingo

  • Postato il 1 aprile 2025
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Nelle nostre case il numero di televisori supera i 43 milioni di cui 15 milioni e 300.000 sono smart TV connesse al web; i pc fissi e portatili connessi sono 20 milioni e 119 milioni sono complessivamente i dispositivi connessi a Internet all’interno delle abitazioni, i tablet sono 7 milioni e 700.000, gli smartphone sono 48 milioni e 700.000.

Come possiamo allora difenderci da questo massiccio inquinamento elettromagnetico in maniera pratica? Non è facile perché si tratta di un inquinamento inodore, invisibile e silenzioso, anche se onnipresente nei luoghi in cui viviamo e negli oggetti che usiamo. Tuttavia proteggerci è possibile, come spiega con chiarezza il manuale Ridurre l’inquinamento elettromagnetico in casa, di Alain Richard (Terranuova editore).

L’inquinamento elettromagnetico si può misurare con apparecchi specifici facilmente acquistabili: si tratta di dispositivi di misurazione e rilevatori LED, che possono avere anche un allarme acustico variabile e possono essere dotati di antenne direzionali, filtri e altre funzionalità. Sono apparecchi di semplice utilizzo, con codici luminosi a colori. Il livello del campo va misurato in diversi punti specifici della casa. Poiché questo inquinamento ha la proprietà di essere intenso in prossimità di un dispositivo che lo produce e di diminuire gradualmente mano mano che ci si allontana da esso, le prime misurazioni dovrebbero essere effettuate nei luoghi in cui si stazione a lungo.

Per ottenere dati affidabili, spiega il volume, la misurazione deve essere effettuata con le sorgenti attive e in diverse fasce giornaliere. Ovviamente, per valutare i singoli dispositivi, bisogna disattivarli tutti tranne quello che si vuole misurare, per evitare interferenze. Ad esempio, nel caso dello smartphone, occorre spegnerlo, poi riaccenderlo e togliere bluetooth e wi-fi per misurare i dati mobili. Si può osservare il rilevatore quando si fa una ricerca su internet, si guarda un video, si attiva il gps, si telefona. Nel libro sono indicate con precisione le soglie che non vanno superate, come posizionare l’apparecchio e spostarsi nella stanza con l’apparecchio in mano per capire da dove arriva la radiazione ad alta frequenza.

Smartphone, disattivare sempre bluetooth e wifi

Una volta ottenuti i valori, come ci si può difendere? Anzitutto, bisogna eliminare la sorgente, ovvero disattivando il wifi e installando un cavo ethernet tra il modem router e il computer; si può anche allontanare la sorgente, ad esempio “spostare la radiosveglia da 50 cm dalla testata del letto”. Oppure posizionare uno schermo tra la sorgente e la zona esposta, come la vernice di grafite su una parete divisoria.

Oltre alle vernici a base di grafite, materiali che attenuano le radiazioni sono: il legno o il pvc (molto poco); pietra, mattoni e cemento (in misura maggiore); i metalli (moltissimo). Anche tessuti a rete, tessuti di nylon con fibre di metallo, carta da parati, pellicole trasparenti per finestre, veli di protezione sono materiali utili a schermare.

Per quanto riguarda apparecchi come smartphone, l’autore sottolinea l’importanza di utilizzare sempre la modalità aerea, con wi-fi e bluetooth disattivati. Per rimanere però contattabili, si possono trasferire le chiamate a un telefono fisso; controllare le mail ma anche i whatsapp e gli sms su un computer fisso. Per ridurre l’inquinamento elettromagnetico generato dagli apparecchi connessi, l’unica soluzione è un collegamento via cavo ethernet con dei connettoriRJ45.

Questo significa in generale anche che, quando si compra un oggetto che può connettersi a internet, come una tastiera, delle cuffiette o altoparlanti, ci si deve accertare che la modalità wi-fi possa essere disattivata.

Non solo cellulare: come usare gli elettrodomestici

I computer vanno comunque spenti quando si esce o a fine giornata, senza lasciarli in standby, le console spente, così come va spento il modem router prima di andare a letto (e lo stesso per televisore). Tutti i dispositivi dovrebbero essere impostati in modalità “risparmio energetico”. Per quanto riguarda le mail, meglio ridurne le dimensioni, usare i servizi di trasferimento file per gli allegati, pulire la casella di posta. I dati? Conservare solo quelli utili e archiviateli a livello locale.

Il libro è ricco di altri consigli: suggerisce ad esempio di creare all’esterno della vostra abitazione un angolo riparato protetto in legno per chiamare (una sorta di area fumatori); di evitare di installare i computer nelle camere da letto, allestendo una zona computer in soggiorno.

A contribuire all’inquinamento elettromagnetico ci sono anche i motori elettrici, come la pompa di circolazione per il riscaldamento, i motori a ventilazione meccanico controllata, i compressori di frigoriferi e pompe di calore, i motori di azionamento del tamburo della lavatrice, cappe da cucina, aspirapolvere ecc. Inoltre i trasformatori e qualsiasi dispositivo elettronico collegato alla rete, dal caricabatterie allo spazzolino, forni, lavatrici, lavastoviglie, termostati, radiatori elettrici, i piani di cottura in vetroceramica a induzione, il forno a microonde.

Anche su questo fronte il libro spiega come misurare i campi, rispetto ai quali potrebbe essere necessario riorganizzare la casa in modo che alcune zone siano lontane dalla sorgente.

Nel libro si consiglia di collegare a terra alcuni apparecchi elettrici, installare interruttori automatici di campo, scollegare gli apparecchi dopo l’uso o collegarli a una ciabatta multipresa con interruttore bipolare, sostituire le apparecchiature elettriche collegate alla rete con dispositivi alimentati a batteria o comunque senza presa: “Bollitori, caffettiere, etc possono essere sostituiti da moka, pentole, fruste a mano. Proprio come si faceva neppure troppo tempo fa.

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Il Fatto Quotidiano

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