In Armenia la prossima conferenza Onu sulla biodiversità: promesse green e crisi ambientale possono andare a braccetto?
- Postato il 24 agosto 2026
- Ambiente
- Di Il Fatto Quotidiano
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La COP17 sulla biodiversità in programma in Armenia ad ottobre rappresenta un paradosso significativo: mentre le Nazioni Unite si riuniranno per discutere strategie di conservazione ambientale, il paese ospitante affronta gravi problematiche ecologiche. L'inquinamento atmosferico e le criticità ambientali locali evidenziano il contrasto tra gli impegni globali green e la realtà territoriale, sollevando interrogativi sulla coerenza delle politiche internazionali di sostenibilità.
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Promesse green e crisi ambientale possono andare a braccetto? Il caso della prossima COP17, la conferenza delle Nazioni Unite dedicata alla conservazione della biodiversità che si terrà in Armenia il prossimo ottobre è altamente indicativo, perché racconta di una situazione oggettiva parecchio distante dai canoni dell’ambiente pulito.
Nel paese si segnala un forte inquinamento atmosferico, il degrado delle risorse idriche, la crisi del lago Sevan, l’impoverimento dei pascoli e una gestione inefficace dei rifiuti. Ce ne sarebbe abbastanza per sollevare qualche dubbio sulla scelta di Erevan. Ma tant’è.
Gli esempi negativi in questo senso non mancano, è il caso dell’infezione intestinale scoppiata la scorsa primavera nella città armena di Byureghavan, causata da acqua potabile contaminata. Trecento gli intossicati. Tre mesi dopo, altro episodio simile.
E ancora, l’aria è molto inquinata, come dimostra la concentrazione media annua di PM2,5 a Erevan che si attesta a 30,4 µg/m³, sei volte il livello di 5 µg/m³ raccomandato dall’Oms. “La cattiva gestione ambientale ha deteriorato la qualità della vita nella capitale e normalizzato il rischio ecologico”, ha sottolineato il 31 gennaio la rivista statunitense Forbes.
Pochi giorni fa nella provincia di Ararat sono stati avvistati fumi (forse tossici) dai residenti, che hanno interpellato l’Ong ambientalista armena EcoLur. Secondo gli abitanti del posto, l’esposizione costante al fumo tossico ha già provocato malattie respiratorie e cutanee nella popolazione. Qualcuno ipotizza che i disagi siano legati alla presenza nelle vicinanze di un impianto per la lavorazione della pietra (Manana Stone), un’acciaieria (GTB Steel), un cementificio (Araratcement) e un impianto di bitume a Surenavan.
Due mesi fa un’alluvione tossica dopo forti piogge ha letteralmente invaso le strade della città armena di Kapan, dove sono apparsi torrenti d’acqua di un insolito colore giallo-arancione provenienti dalla direzione della miniera abbandonata di Kavart: un mix di acqua piovana e rifiuti minerari, che a loro volta possono contenere piombo.
Infine il caso più emblematico, quello del lago di Sevan, caratterizzato da acque reflue non trattate e fioriture algali. “Se quest’acqua si mescola ai rifiuti e finisce nei giardini o nelle aree abitate, crea rischi per l’ambiente, l’agricoltura e la salute umana”, ha affermato l’attivista ambientale Oleg Dulgaryan, responsabile dell’Ong Centre for Community Mobilization and Support, in risposta all’incidente.
Identico scenario del lago di Varese, che però a differenza di quello armeno è stato caratterizzato da un’opera di bonifica. Il caso italiano racconta che dalla fine degli anni Cinquanta le acque reflue non trattate dei comuni circostanti confluivano direttamente nel lago: l’eccesso di fosforo provocò l’eutrofizzazione, comparvero fioriture algali e l’acqua divenne torbida. Dal 2020 è in funzione un impianto di prelievo ipolimnico delle acque profonde che ha rimosso dalle acque di fondo del lago tonnellate di fosforo, azoto e ammoniaca accumulati nel corso dei decenni. Nel programma sono stati investiti 20 milioni di euro e sul lago stesso, una boa limnologica funge da sistema di allerta precoce per le fioriture algali; in tutto il Paese, come avviene ogni estate da due decenni, è in corso la campagna di monitoraggio lacustre Goletta dei Laghi di Legambiente.
Per cui oggi è lecito chiedersi: perché ancora oggi le acque reflue continuano a essere scaricate nel lago armeno? Con quali premesse tra due mesi il Paese in cui si trova il lago ospiterà il vertice mondiale sulla biodiversità?
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