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‘Il procuratore Cpi ritira le accuse di genocidio a Israele’: la classica fake da hasbara. Ma tanti hanno abboccato

  • Postato il 15 maggio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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‘Il procuratore Cpi ritira le accuse di genocidio a Israele’: la classica fake da hasbara. Ma tanti hanno abboccato

Lunedì scorso il periodico della comunità ebraica di Milano, Mosaico, ha titolato: “Il procuratore della Cpi Karim Khan ritira le accuse di genocidio contro Israele”. Gli hanno fatto eco Il Tempo (La retromarcia del procuratore della Cpi: “Non ci sono prove di genocidio a Gaza”), il Giornale (“A Gaza non c’è un genocidio”. La Cpi gela la sinistra mondiale) e Libero (Il procuratore Khan delude i pro-Pal: “Gaza? Non è genocidio”).

Ma era una classica fake news da hasbara, subito segnalata da Amnesty International. Infatti:

1) La Corte penale internazionale (Cpi) non ha mai avviato un procedimento per genocidio contro Israele, quindi non può esserci stata alcuna sua “assoluzione”. Un altro organo, la Corte internazionale di giustizia (Cig) sta esaminando il ricorso presentato dal Sudafrica contro Israele per genocidio, ritenendo l’accusa “plausibile”.

2) Nell’intervista strumentalizzata dai sionisti, Khan risponde che non ha ancora formulato accuse penali di genocidio contro i sospetti responsabili perché il genocidio richiede prove solide; ma precisa che “nessun crimine è escluso se le prove lo sostengono”.

3) Restano validi i mandati di cattura della Cpi contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

4) Dire che le indagini sul genocidio non sono ancora concluse non significa che il genocidio non sia in corso. In pratica, come spiega Alessandra Filippi su Strisciarossa, l’hasbara ha chiamato “assoluzione” un’accusa penale ancora da formulare.

La furbata è arrivata in Italia dopo essere stata scodellata dalla testata sionista Usa The Algemeiner. Questo tipo di manipolazione semantica è una corruzione del giornalismo. Ne fanno parte anche certi titoli tarocchi e/o omissivi della solita scorta mediatica di Israele elencati da Andrea Capecci su X: Corriere della Sera (“Iran: raid contro i siti petrolchimici”: raid di chi?; “Iran, colpito dalle bombe il palazzo Golestan, patrimonio dell’Unesco”: le bombe di chi?; “Libano. Spari contro i convoglio italiano”: spari di chi?; “Colpita base Unifil in Libano”: colpita da chi?; “Beirut, trovata morta la giornalista”: un fulmine?), Repubblica (“Israele libererà i due attivisti arrestati in acque internazionali”, invece di “sequestrati”; “l’aggressione alla suora francese”: fatta da chi?; “Attacco contro l’Unifil, caschi blu gravi in Libano”: l’attacco di chi?), Ansa (“Ucciso in Libano sotto le bombe padre Pierre”: le bombe di chi?).

Queste truffe sviano l’opinione pubblica e normalizzano i crimini di Israele.

Poi c’è l’hasbara disperata: lunedì esce sul New York Times (con due anni di ritardo) un articolo di Nicholas Kristof sugli stupri di palestinesi da parte di guardie carcerarie, soldati e coloni israeliani; e martedì, oplà!, il Daily Mail di Murdoch (che nel 2003 coi suoi giornali rilanciò la balla delle armi di distruzione di massa di Saddam) ricicla tutte le balle smentite mille volte sugli stupri di massa di Hamas e orrori assortiti.

Il pretesto è l’ennesimo, falso “nuovo rapporto” scritto dalla solita Cochav Elakayam-Levy, già smascherata nel 2024 dai media israeliani come truffatrice quando diffuse le stesse menzogne la prima volta. L’articolo del Daily Mail è firmato da Natalie Lisbona, che nel 2024 aveva spacciato, come fossero vere, false confessioni su stupri di Hamas che erano state estorte con la tortura a due prigionieri palestinesi.

Immediata anche l’hasbara per delegittimare Kristof (“errori”, “mancanza di prove”, “calunnie antisemite”), nonostante l’articolo di Kristof dia per buona la balla degli stupri di Hamas (smentita da patologi forensi israeliani). nel frattempo Israele, che per l’hasbara 2026 ha stanziato più di 700 milioni di dollari; e che nel 2019 minacciò Fatou Bensouda, la precedente procuratrice della Cpi, per spingerla ad abbandonare l’indagine sui crimini di guerra israeliani (il capo del Mossad a Bensouda: “Non si occupi di cose che potrebbero compromettere la sua sicurezza e quella della sua famiglia”); l’Israele famigerato che tutto il mondo ormai conosce continua a bombardare Gaza e Libano e a occupare territori palestinesi in Cisgiordania, facendosi beffe del diritto internazionale.

Insomma balle, balle, balle, balle, balle. Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?

Cose sbagliate a cui ci hanno fatto credere

189) Non è vero che Caravaggio, pur chiamandosi Caravaggio, non era lui.

L'articolo ‘Il procuratore Cpi ritira le accuse di genocidio a Israele’: la classica fake da hasbara. Ma tanti hanno abboccato proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Il Fatto Quotidiano

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