Il governo svilisce Ispra nel ddl caccia, la presidente (ex senatrice di Forza Italia) si allinea. I lavoratori: “Silenzio inaccettabile”
- Postato il 15 maggio 2026
- Ambiente
- Di Il Fatto Quotidiano
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Non bastava aver preso uno dei più importanti e prestigiosi organi scientifici del nostro Paese, mettendovi alla guida una figura politica (per la prima volta nella storia) emanazione stessa del governo. Perché ora la maggioranza ha messo nero su bianco il depotenziamento dell’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale. Pronto a votarlo – dopo il via libera delle commissioni competenti – in Aula. E allora i lavoratori di Ispra – attraverso l’Unione sindacale di Base, il sindacato più rappresentativo all’interno dell’ente – hanno scritto una dura lettera rivolta sia alla presidente, Alessandra Gallone, sia alla direttrice generale, Maria Siclari. Perché rompano il silenzio, e difendano l’istituto di cui sono al vertice.
La classica goccia che ha fatto traboccare la comprensibile irritazione del sindacato riguarda una storia tenuta nascosta per mesi e venuta a galla la scorsa settimana. Eccola. La maggioranza porta in discussione una riforma sulla caccia che presenta evidenti profili di incompatibilità con le Direttive europee e i pareri scientifici sui quali le stesse direttive sono fondate. La commissione Ue, a dicembre, invia una lettera sia al ministero dell’Ambiente sia all’Ispra per manifestare la propria preoccupazione e per smontare, negli aspetti fondanti, il testo del centrodestra. Nonostante ciò la missiva resta in un cassetto e l’iter del disegno di legge va avanti come se niente fosse, tanto che giovedì 14 maggio ha concluso il proprio iter nelle commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato.
Ma non finisce qui. Perché lo stesso disegno di legge, stravolgendo la 157/92, stabilisce che d’ora in avanti i pareri scientifici di Ispra non saranno più vincolanti, ma consultivi. Pareri che, specialmente nella messa a punto dei calendari venatori regionali, hanno spesso permesso di frenare la deriva filo-venatoria delle Regioni, di centrodestra o centrosinistra che fossero. Compresa l’estensione dell’attività venatoria dopo la prima decade di febbraio. Da qui la lettera dell’Usb, che cita la presa posizione dell’Ue: “Tale documento contiene rilievi molto gravi al ddl (la riforma sulla caccia, ndr), tra cui spicca la denuncia dello svilimento del ruolo tecnico scientifico dell’Ispra”. In particolare, come anticipato, all’articolo 11 del ddl, cioè quello che riguarda i calendari venatori. “La commissione Ue – scrive Gianluca Leone dell’Usb Pi Ricerca – scrive testualmente che questa modifica ‘rischia di minare il sistema di protezione previsto dalla Direttiva Uccelli, poiché deroghe alla caccia potrebbero essere adottate anche in contrasto con il parere scientifico‘”.
Poi la critica: “Ciò che più ci indigna, come sindacato, è il silenzio inqualificabile tenuto dall’Ispra rispetto a quella lettera. Ricevuta in copia conoscenza dalla direttrice generale il 18 dicembre 2025, essa è rimasta nascosta al pubblico e al personale stesso per quasi cinque mesi, mentre il ddl proseguiva il suo iter parlamentare senza alcuna presa di posizione ufficiale dell’Ente. Nessun comunicato stampa, nessuna difesa pubblica dell’autonomia scientifica che pure viene tanto sbandierata a parole. Il parere dell’Ispra viene ridotto a un foglio senza peso, e l’Istituto tace”. Il sindacato cita l’attacco scomposto del ministro Francesco Lollobrigida del maggio 2025 alla Fiera nazionale della caccia e del tiro: “Nel tempo ci sono state istituzioni troppo faziose. Dobbiamo dire chiaro che l’Ispra non è il detentore delle regole divine”. Usb fa notare che si trattava di un “chiaro disegno volto a limitare le funzioni pubbliche in campo ambientale” e che “oggi quel disegno è diventato più chiaro che mai”.
Così, le domande rivolte a Siclari: “Non ritiene che questo silenzio abbia ulteriormente svilito il ruolo dell’Ispra? Non ritiene che esso svaluti le professionalità del personale che tanto vengono reclamizzate nei proclami istituzionali, salvo poi essere abbandonate al loro destino quando un attacco frontale arriva dal governo?”. E infine l’appello a Gallone: “Rompere immediatamente il silenzio e diffondere integralmente la lettera della Commissione europea del 18 dicembre 2025, commentandola pubblicamente e prendendo posizione contro lo svilimento del ruolo scientifico dell’Istituto”. “È un’iniziativa senza precedenti contro il ddl caccia – ha commentato il presidente della Lipu, Danilo Selvaggi – questo scempio va fermato”.
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