Il Giubileo è finito, l’imbroglio dell’inceneritore “salvifico” di Roma continua!
- Postato il 7 gennaio 2026
- Ambiente
- Di Il Fatto Quotidiano
- 2 Visualizzazioni
Se non si trattasse di un evento sacro che impone assoluto rispetto verrebbe da parafrasare con il più prosaico “finita la festa, gabbato lo santo”. Eh sì, perché non possiamo né vogliamo dimenticare che il motivo giuridicamente assunto per giustificare non solo la realizzazione dell’inceneritore da 600.000 tonnellate/anno ma l’attribuzione di “pieni poteri” al sindaco Gualtieri per realizzare tale impianto a dispetto di programmazione condivisa con i soggetti istituzionali preposti (Regioni e in parte i comuni) era proprio quello legato alla “straordinarietà” del Giubileo e della presunta emergenza che esso avrebbe generato nella gestione dei rifiuti.
Ma adesso concretamente e simbolicamente il “re è nudo”.
Il Giubileo è finito ma l’inceneritore non c’è. Non si è manifestata nessuna emergenza nella gestione dei rifiuti e se un’emergenza continua ad esserci è quella democratica provocata da un esproprio di poteri e competenze senza precedenti nei confronti di istituzioni e società civile. Questa narrazione bugiarda e truffaldina non può essere ulteriormente tollerata: occorre ripristinare le procedure ordinarie revocando i “pieni poteri” attribuiti al sindaco e aprendo un Tavolo Pubblico Operativo centrato sul rilancio delle buone pratiche di Raccolta Differenziata (di riuso e di riciclo) che i recenti dati Ispra fotografano al palo visto che la Capitale traguarda un ufficiale 50% di differenziata che in realtà significa meno del 35% di vero e proprio riciclo. Se poi andiamo a scandagliare le storture provocate dal percorso fin qui intrapreso segnato da palesi forzature (non a caso oggetto di verifiche giuridiche) ci rendiamo conto che, sempre sulla base di “ragioni di emergenza” si andrebbero ad attribuire enormi vantaggi economici a soggetti privati per lassi temporali (oltre 30 anni) in regime di monopolio.
E tutto questo senza considerare seriamente piani finanziari che non tengano conto delle addizionali che i cittadini dovrebbero pagare in relazione alle emissioni di anidride carbonica connesse all’ETS (Emission Trade System) previsto dalle normative Ue.
A livello politico si abbia il coraggio e la saggezza di stoppare questo percorso peraltro giunto nemmeno alla sua metà prima che si vengano a realizzare condizioni irreversibili per venirne fuori.
Le alternative operative, impiantistiche ed industriali, di gran lunga più vantaggiose per la salute pubblica, per l’economia circolare e per i posti di lavoro correlabili esistono e comunque anche non “a scatola chiusa” possono essere poste al centro di un confronto non a senso unico e manipolato come avvenuto fino ad oggi. Una cosa è certa: Zero Waste Italia e Zero Waste Europe saranno sempre al fianco di coloro che si stanno battendo sui territori contro l’inceneritore e i suoi inganni.
L'articolo Il Giubileo è finito, l’imbroglio dell’inceneritore “salvifico” di Roma continua! proviene da Il Fatto Quotidiano.