Il fenomeno “La Niña” infuoca il palco del Color Fest
- Postato il 14 agosto 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Il fenomeno “La Niña” infuoca il palco del Color Fest
Carola Moccia, in arte La Niña, ha regalato al pubblico della quattordicesima edizione del Color Fest di Lamezia Terme uno spettacolo travolgente e originale.
Salita alla ribalta del grande pubblico nel 2024 sul palco del Festival di Sanremo — quando, durante la serata delle cover, ha affiancato BigMama insieme a Gaia e Sissi in una graffiante versione di Lady Marmalade —, l’artista partenopea ha sempre ribadito di non essere particolarmente attratta dalla gara sanremese. La sua musica, infatti, sembra prediligere contesti differenti e quasi magici, perfetti per accogliere le sue sonorità ipnotiche. Un’attitudine che la sta portando a farsi apprezzare ovunque grazie al suo Furesta Tour, un viaggio sonoro che ha già attraversato non solo l’Italia, ma l’intera Europa.
Per Carola, il concerto a Lamezia ha avuto anche il sapore speciale di un ritorno a casa: la cantautrice ha infatti origini calabresi (per la precisione di Bonifati) ed era già stata protagonista nella regione lo scorso anno con una suggestiva esibizione sulle sponde del Lago Cecita, in Sila.
Gli ultimi anni hanno segnato per lei una crescita straordinaria. Il prestigioso conferimento della Targa Tenco nel 2025 ha consacrato definitivamente il suo talento e la sua grandezza artistica. Un successo trasversale che ha attirato l’attenzione anche del mondo della moda e del lusso, portandola a esibirsi durante la sfilata di Etro e a collaborare per una campagna pubblicitaria firmata Bulgari.
LA NINA AL COLOR FEST CON UNA SCALETTA RICCA E COINVOLGENTE
La Niña ha proposto una scaletta ricca di brani autografi, intrecciando musica e riflessioni filosofiche e sociali. Ad affiancarla sul palco una formazione d’eccezione: il suo produttore e compagno di vita, un’energica percussionista e due coriste d’eccezione che l’artista ama definire affettuosamente le sue “gazze”, capaci di creare un’alchimia visiva e sonora unica. Tra i momenti più intensi l’esecuzione di Pica Pica, pezzo dedicato a due gazze che si posavano quotidianamente alla sua finestra: un’esperienza quotidiana che l’artista ha definito salvifica, capace di insegnarle una forma di immortalità.
I momenti di riflessione sono proseguiti con l’esecuzione di Fortuna, un brano toccante dedicato a chi attraversa il mare in cerca di un futuro migliore, ricordando come — dopo secoli di errori della storia — godere della propria libertà sia ancora, tragicamente, una semplice questione di fortuna. Spazio poi alla leggenda con Manalonga, pezzo ispirato al mito del mostro che abita i pozzi, figura con cui la nonna la spaventava da bambina per tenerla lontana dai pericoli. Sul finale del brano, l’artista ha lanciato un interrogativo alla folla: «Perché dovremo avere paura di Manalonga e non di chi ce l’ha buttata dentro quel pozzo?». A chiudere lo show una travolgente tammurriata tradizionale, con cui La Niña ha riaffermato con orgoglio e potenza la sua identità campana, facendo ballare l’intero anfiteatro.
La Niña non è soltanto un’interprete di talento, ma un vero e proprio fenomeno culturale che travalica i generi e i confini nazionali. Ospitarla sul palco di Lamezia Terme è stato un autentico privilegio per il Color Fest, a dimostrazione di come la musica vera sappia ancora emozionare, far pensare e unire le persone. E quando un festival riesce a regalare momenti di questa intensità, non resta che riconoscere la straordinaria forza di un progetto che continua a far battere il cuore della Calabria
Il Quotidiano del Sud.
Il fenomeno “La Niña” infuoca il palco del Color Fest