Il Brasile rapito dagli alieni e l’orologio rubato all’arbitro: anche ai Mondiali arrivano le Domeniche Bestiali
- Postato il 25 giugno 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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È arrivato anche quest’anno il momento dei saluti, che nelle Domeniche Bestiali tradizionalmente vanno a vario titolo dal coro maleducato al buffetto dietro la testa al dito medio, ma restiamo educati. Lo sappiamo, vorreste fermare il tempo per evitare questo momento ma se per ottenere un risultato simile pensate di rubare orologi e cronometri lasciate perdere: non funziona.
Ricordate piuttosto la celebre frase “Non piangere perché una cosa finisce ma sorridi perché è accaduta?”, ecco, festeggiate per un altro anno di Domeniche Bestiali, festeggiate con liquidi che per odore e caratteristiche sono riconducibili a vino o birra. E poi preparatevi a una nuova stagione di Domeniche Bestiali, perché noi torneremo…a meno che ci rapiscano gli alieni.
RAPIMENTI ALIENI
Anatéricia Gonçalves è una sensitiva brasiliana. Il Brasile, a differenza dell’Italia, è ai Mondiali, ma secondo la maga, in arte Vò Bahiana, qualcosa di incredibile sarebbe accaduto durante la gara contro la Scozia di questa notte. In un video Bahiana ha spiegato di aver avuto una visione: cento alieni dal cielo scendono sull’Hard Rock Stadium di Miami rapendo 700 persone tra calciatori e spettatori. Trovata pubblicitaria come del resto quasi tutto ciò che sta accadendo in questo Mondiale? Probabile, ma finché Scott McTominay è al sicuro va tutto bene.
NON MEGLIO PRECISATI
Eh sì, gli alimenti e le bibite di oggi non hanno più lo stesso sapore intenso di una volta tra additivi, profumi, coloranti e diavolerie industriali. Tanto da indurre gli arbitri a ignorare se gli sia stata lanciata addosso della birra o se invece era del vino, come a Peschiera Borromeo, Seconda Categoria Lombardia, con la società di casa multata di 70 euro perché: “Perché al termine della gara l’arbitro veniva colpito con un liquido che per odore e caratteristiche era riconducibile a vino o birra, proveniente dal settore occupato dai tifosi della società ospite”.
SIAMO UOMINI O COMMISSARI?
Sai quando uno ti è proprio antipatico? Ecco, magari fa pure il commissario di campo e tu l’allenatore e si crea un mix esplosivo, come in Toscana, con il mister delle giovanili del Tegoleto squalificato perché: “Espulso per essere venuto a diverbio con un dirigente avversario, si posizionava indebitamente nell’area spogliatoi. Invitato dal Commissario di Campo ad abbandonare tale posizione, si opponeva a tale provvedimento offendendolo e, millantando conoscenze nel settore arbitrale, rivolgeva al Commissario frase intimidatoria. Di poi, nonostante l’intervento della dirigenza ospitante, persisteva nel proprio atteggiamento reiterando le offese. A fine gara riusciva ad aprire con la forza un cancello di accesso al terreno di gioco cercando di venire a contatto con il Commissario di campo. Successivamente, approfittando dell’uscita del calciatori, entrava di corsa in campo sbeffeggiando e nuovamente offendendo”.
FERMARE IL TEMPO
Era questo l’obiettivo di Matias Galarza del Paraguay, durante il match contro la Turchia? Già, perché è difficile spiegare il gesto del centrocampista che, in occasione di una rissa che si è venuta a creare ha approfittato del fatto che all’arbitro Ivan Barton fosse caduto l’orologio a terra, mettendoselo tranquillamente al polso. Uno scherzo? Forse, anche se la nonchalance di Galarza non ha fatto apparire tale il gesto. In ogni caso dopo che l’arbitro ha messo ordine nella mischia l’autore del gol vittoria gli ha restituito l’orologio.
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