Il basket italiano come il calcio anni '80: Roma e Napoli provano a spostare l'asse da Milano-Bologna al Centro-Sud
- Postato il 8 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Occhio alla geografia del basket nazionale: dimenticatevi le battaglie ridotte sull’asse Milano-Bologna (con qualche estemporanea incursione di Brescia e Venezia), adesso anche il Sud è pronto a fare la sua parte. Merito soprattutto dell’arrivo del progetto NBA europeo, che ha completamente stravolta piani, pensieri e progetti dei grandi mecenati al servizio della palla a spicchi. Che dall’estero hanno deciso di venire a investire in Italia, ringalluzzendo piazze sopite da tempo immemore (vedi Roma) o provando a emulare quanto fatto dal calcio in altre (è il caso di Napoli). Uno scenario da calcio anni ’80, una nuova era per il basket nazionale (e non solo).
- Roma, città aperta: la Virtus resta in B e arriva Doncic
- Matiasic ce l'ha fatta: l'altra Roma rileverà il titolo da Brescia
- Napoli, mercato da paura: arriva anche Spissu alla corte di Repesa
Roma, città aperta: la Virtus resta in B e arriva Doncic
L’arrivo dei dollari (tanti) americani legati al progetto NBA Europe somiglierà tanto a quello che fece il piano Marshall nel secondo dopoguerra: linfa vitale e occasione di rilancio per alcuni luoghi rimasti in disparte, costretti in alcuni casi a ripartire dalle macerie di precedenti progetti naufragati nel modo peggiore. È il caso di Roma: la “vecchia” Virtus è fallita qualche anno fa e la “nuova” non è ancora riuscita a venir fuori dalla B, tanto che non è riuscita nell’intento neppure nell’ultima campagna play-off, battuta prima dalla T Gema Montecatini e poi nello spareggio per l’ultimo posto disponibile dall’Elachem Vigevano.
Probabile che la storia di questa Virtus sia giunta ai titoli di coda, anche perché a Roma tra poche settimane sbarcheranno due società: una fa capo a Donnie Nelson e ha tra i suoi soci anche Luka Doncic, peraltro atteso nella Capitale nei prossimi giorni per illustrare meglio il progetto e le figure che ci sono dietro. Questa Roma è la squadra che ha fatto traslocare il titolo sportivo da Cremona, ma non potrà giocare al PalaEur, poiché occupato dall’altra società romana, quella che farà capo a Paul Matiasic.
Matiasic ce l’ha fatta: l’altra Roma rileverà il titolo da Brescia
Qui la faccenda si fa assai più ingarbugliata: Matiasic è il patron di Trieste e avrebbe potuto semplicemente portare il titolo sportivo giuliano nella Capitale, ma la levata di scudi del popolo triestino (che ha fatto blocco con le istituzioni locali e regionali) ha scongiurato il trasloco. Da quel momento è partita così la “caccia” a un altro titolo sportivo da parte del magnate californiano, che dopo aver tentato varie strade ha bussato alla porta di Brescia, dove ieri s’è capito ormai che tutto è stato fatto (ma non ancora alla luce del sole).
Il motivo? Dopo anni nei quali la Leonessa ha rinunciato a disputare le competizioni continentali, nell’atto di iscrizione per la stagione 2026-27 il club bresciano si è iscritto all’EuroCup, inserendo però il PalaEur di Roma come sede delle gare casalinghe. Fare 2+2 è fin troppo elementare: è un’ammissione di cessione di titolo sportivo alla Roma di Matiasic, che aveva bisogno di una vetrina europea per poter meglio concorrere nella corsa all’oro di NBA Europe, superando la concorrenza della Roma di Nelson e Doncic.
Napoli, mercato da paura: arriva anche Spissu alla corte di Repesa
Dopo decenni nei quali non ha avuto alcuna presenza nel massimo campionato nazionale, Roma si ritroverà con due realtà, e pure piuttosto ambiziose. Milano e Bologna sono dunque avvisate, ma il vento che soffia da Sud arriva forte anche da Napoli, dove Mike Rizzetta tra una chiacchiera e l’altra per provare a sondare il terreno con De Laurentiis per acquistare le quote del Napoli (lui che è già proprietario del Campobasso, che milita in C) ha deciso di fare sul serio, portando alla corte di coach Jasmin Repesa elementi del calibro di John Petrucelli, Zac Seljaas, Marco Spissu e Andrej Jakimovski.
Acquisti mirati con l’obiettivo di alzare sensibilmente l’asticella e competere da subito con le altre grandi pretendenti allo scudetto, strizzando peraltro l’occhio intanto al progetto Eurolega, quest’ultima costretta ad allargare gli orizzonti in virtù proprio della concorrenza del progetto NBA Europe. Insomma, nonostante la fine l’avventura di Trapani, il Sud è pronto a fare la voce grossa anche in futuro: e che Dio benedica l’America se questo sarà possibile.