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Il bando europeo Cerv per i comuni riaccende i gemellaggi

  • Postato il 19 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Il bando europeo Cerv per i comuni riaccende i gemellaggi

Il Quotidiano del Sud
Il bando europeo Cerv per i comuni riaccende i gemellaggi

Nuovo bando europeo Cerv scade a settembre 2026, offrendo finanziamenti ai Comuni per rilanciare i gemellaggi e l’integrazione dal basso. Interviene l’europarlamentare Nardella.


Quando si parla di Europa pensiamo subito a Bruxelles e Strasburgo, alle direttive e ai tecnicismi che a volte sembrano lontani dalla vita di tutti i giorni. Ma l’Unione vive davvero altrove. Nelle piazze, nei municipi, nelle scuole, dove cittadini di Paesi diversi si incontrano, mangiano insieme, discutono, si conoscono. È la grammatica più semplice e più potente dell’integrazione europea, ed è la ragione per cui i gemellaggi tra città restano uno degli strumenti più preziosi che abbiamo. Quando ero Sindaco di Firenze ho potuto constatare ogni giorno quanto le città e i Comuni beneficino dei fondi europei, diretti e indiretti. Eppure l’Europa continua a essere percepita come una realtà distante.

Oggi, lavorando al Parlamento europeo, mi accorgo di quanto sia grande la sfida di comunicare come i finanziamenti UE migliorino concretamente la coesione territoriale e sociale dei nostri territori. Da Presidente di Eurocities ho visto come da uno scambio scolastico, da una settimana di ospitalità in famiglia o da un festival condiviso possa nascere qualcosa di più duraturo di mille campagne istituzionali. Si crea un legame. E quel legame, moltiplicato per migliaia di Comuni in tutta Europa, è ciò che tiene insieme il continente quando le crisi rischiano di disgregarlo.

IL VALORE STORICO DEI GEMELLAGGI E LA FORZA DEL BANDO CERV

Il concetto moderno di gemellaggio nasce nel secondo dopoguerra come strumento di riconciliazione. Città francesi e tedesche che dopo essersi combattute scelgono di guardarsi negli occhi e ricominciare. Oggi quella stessa intuizione torna attuale per ragioni altrettanto urgenti. La sfiducia verso le istituzioni democratiche, la disinformazione, la difficoltà a riconoscersi in valori comuni come diritti, uguaglianza e Stato di diritto, ci ricordano che la coesione europea non è un dato acquisito. Va coltivata ogni giorno, partendo dal basso. In questo quadro il programma CERV, “Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori”, rappresenta un esempio straordinario. Con 1,55 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 è il più grande fondo mai stanziato dall’Unione per la promozione e la tutela dei diritti e dei valori europei.

Finanzia direttamente la partecipazione dei cittadini, la difesa dei diritti fondamentali e il sostegno alla società civile, abbattendo le barriere e rendendo l’Unione una comunità viva e vicina alle persone. All’interno del CERV, lo scorso 6 maggio è stato pubblicato il nuovo bando dedicato ai gemellaggi tra città, con scadenza il 23 settembre 2026. È uno strumento agile, alla portata anche dei Comuni medi e piccoli.

I REQUISITI DEL BANDO E L’OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO DEI COMUNI

Possono presentare un progetto i Comuni, gli Enti locali, i comitati di gemellaggio e le associazioni senza scopo di lucro. Serve coinvolgere almeno due Paesi, di cui uno dell’Unione, e organizzare almeno un evento in presenza con un minimo di cinquanta partecipanti, venticinque dei quali provenienti dall’estero. I progetti durano tra i sei e i dodici mesi e ricevono un contributo a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili, calibrato sul numero di partecipanti internazionali
coinvolti. Il bando finanzia quello che le città già sanno fare: incontri tra cittadini e amministratori, workshop su temi europei, scambi culturali, attività educative, festival, iniziative dedicate ai giovani e ai gruppi più fragili.

Per i Comuni italiani è un’occasione doppia. Da un lato consente di rinnovare i gemellaggi storici, spesso assopiti dopo decenni, restituendo loro un progetto vivo. Dall’altro permette di costruire nuovi partenariati con città dell’Europa centrale e orientale, dei Balcani occidentali e dei Paesi candidati, dove il sostegno civico al percorso europeo si gioca nello scambio quotidiano tra cittadini. Ai sindaci, agli assessori, alle associazioni e ai comitati di gemellaggio dico: è il momento di proporre. Mettete attorno a un tavolo scuola, biblioteca, consiglio comunale dei ragazzi e associazioni del territorio, e costruite un’idea semplice e ambiziosa insieme alla vostra città gemellata. Le città sono state, sono e saranno il motore politico dell’Europa. Questo bando è una di quelle occasioni concrete in cui il discorso europeo smette di essere astratto e diventa un progetto comune.

* Dario Nardella Europarlamentare, già Sindaco della Città e della Città Metropolitana di Firenze, già Presidente di Eurocities.

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