Hantavirus, peggiorano le condizioni di una passeggera francese della Mv Hondius
- Postato il 11 maggio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Hantavirus, peggiorano le condizioni di una passeggera francese della Mv Hondius
AGI - Una delle cinque passeggere francesi rimpatriate in aereo ieri dalla nave da crociera Mv Hondius è risultata positiva all'hantavirus e le sue condizioni "sono peggiorate durante la notte". Lo ha dichiarato a France Inter il ministro della Salute francese, Stephanie Rist, precisando che nel Paese sono stati identificati "22 casi di contatto stretto o indiretto" legati al contagio da hantavirus.
Il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha invece dichiarato che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati da una nave da crociera colpita dall'hantavirus è risultato leggermente positivo al virus. "Un passeggero presenta attualmente sintomi lievi e un altro è risultato leggermente positivo al test PCR per il virus delle Ande", ha affermato il dipartimento sanitario.
Evacuazione dei passeggeri
Ieri, intanto, sono stati 94 i passeggeri della MV Hondius sbarcati nel porto di Granadilla de Abona a Tenerife e rimpatriati con voli speciali verso i rispettivi Paesi. Oggi altre 24 persone lasceranno l'imbarcazione, completando di fatto l'evacuazione dei passeggeri dopo il focolaio di hantavirus che ha causato tre morti.
Ultime operazioni logistiche
Oggi è previsto anche il rifornimento della nave nelle prime ore del mattino. Nel pomeriggio partiranno gli ultimi due voli: uno diretto in Australia con sei persone a bordo e un secondo, organizzato nuovamente dai Paesi Bassi, che trasporterà altri 18 passeggeri.
Il focolaio di hantavirus
La MV Hondius, operata da Oceanwide Expeditions, trasportava 151 persone di 23 nazionalità. Il focolaio, causato dal virus delle Ande – unico ceppo di hantavirus noto per potersi trasmettere da persona a persona – ha provocato la morte di una coppia olandese e di una cittadina tedesca.
Le raccomandazioni dell'Oms
L'Oms ha classificato tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio come "contatti ad alto rischio" e raccomanda una sorveglianza medica attiva per 42 giorni.
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