Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

“Giù dal letto AttivaMente”: all’ospedale San Paolo un progetto per rimettere in piedi gli anziani e prevenire la perdita di autonomia

  • Postato il 28 agosto 2026
  • Sanità
  • Di Il Vostro Giornale
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

“Giù dal letto AttivaMente”: all’ospedale San Paolo un progetto per rimettere in piedi gli anziani e prevenire la perdita di autonomia

Savona. Non solo cure e farmaci, ma anche movimento, musica, lettura e relazione. All’ospedale San Paolo di Savona prende forma “Giù dal Letto AttivaMente“, un progetto pensato per contrastare uno dei rischi più frequenti per gli anziani durante il ricovero: la perdita di autonomia e delle capacità motorie.

L’iniziativa coinvolge i pazienti over 65 ricoverati nei reparti di medicina interna e nasce dalla partecipazione del dipartimento medico e del dipartimento attività territoriali e della riabilitazione di Asl2 al programma nazionale “La Medicina Gentile che Cura e Ascolta”, promosso da 1 Caffè Onlus e Fadoi, con il contributo non condizionante di Recordati come main sponsor.

Un progetto che ha trovato un sostegno importante nella Fondazione De Mari, che lo ha selezionato e finanziato nell’ambito del bando “De Mari Senior”. Un contributo che permette di rafforzare concretamente le attività dedicate agli anziani ricoverati, mettendo a disposizione ausili per la mobilizzazione e strumenti per le attività di stimolazione cognitiva e relazione. Fondamentale anche la collaborazione di Auser Savona OdV (per sapere di che cosa si occupa clicca QUI), con una decina di volontarie e volontari impegnati accanto ai pazienti, e delle biblioteche civiche di Savona, Albissola Marina e Albisola Superiore.

A spiegare a IVG da dove nasce l’idea sono le fisioterapiste savonesi Annalisa Ponte e Arianna Cutillo. “Ci siamo rese conto che una delle esigenze più importanti della popolazione era intervenire sulla perdita delle abilità. La Liguria è una delle regioni più anziane d’Italia e il rischio di allettamento è particolarmente elevato“.

Il problema è che il ricovero, soprattutto per una persona anziana e fragile, può trasformarsi rapidamente in una perdita di autonomia. “Bastano pochi giorni di immobilità perché un paziente possa perdere parte della capacità di camminare. Questo può significare una maggiore difficoltà nel tornare autonomi a casa e, nei casi più gravi, il rischio di dover ricorrere a una struttura come una Rsa. Per questo bisogna intervenire il prima possibile”, continuano le fisioterapiste.

medicina san paolo

La mobilizzazione precoce serve anche a prevenire altre conseguenze dell’immobilità prolungata, comprese le piaghe da decubito, oltre alle complicanze legate alla degenza. Nel progetto sono impegnati sette fisioterapisti, anche grazie a un supporto esterno, con un potenziamento dell’attività rispetto a quella già garantita nei reparti.

“Avevamo già i fisioterapisti in reparto – spiega Paola Gnerre, direttore della struttura complessa medicina interna 2 – ma con questo progetto abbiamo potuto potenziare il servizio, portandolo anche al pomeriggio. L’obiettivo è favorire una mobilizzazione precoce, ridurre il tempo di degenza e soprattutto diminuire la comparsa di complicazioni legate all’allettamento”.

Ma “Giù dal Letto AttivaMente” non significa soltanto alzarsi dal letto. Accanto alla componente riabilitativa c’è infatti quella cognitiva ed emotiva, con la musicoterapia, la lettura ad alta voce e la biblioterapia, pensate per stimolare memoria, orientamento e relazione.

E qui entrano in gioco i volontari di Auser. Graziella Minetti e Antonella Mariani raccontano un’attività fatta soprattutto di presenza e ascolto. “Chiacchieriamo con i pazienti che hanno voglia di parlare, scherziamo un pochino, stiamo con loro”. Un tempo apparentemente semplice, ma che durante un ricovero può avere un valore enorme.

“I pazienti ci danno molto più di quello che noi diamo a loro – raccontano – ci insegnano la vita. Usciamo da qui contenti”.

È proprio questa la filosofia alla base del progetto: considerare la persona nella sua complessità e non soltanto la patologia per cui è stata ricoverata. Muoversi, mantenere attive le proprie capacità, ascoltare musica, leggere, parlare e condividere ricordi diventano così parte del percorso di cura.

La provincia di Savona, in un territorio caratterizzato da una popolazione particolarmente anziana, si confronta ogni giorno con il tema della fragilità e della perdita di autonomia. “Giù dal Letto AttivaMente” prova quindi a intervenire prima che il ricovero diventi, per un anziano, l’inizio di un percorso di progressiva perdita delle proprie capacità.

Un modello di “medicina gentile” costruito attraverso la collaborazione tra sanità, terzo settore e istituzioni locali. E con un elemento centrale: grazie al sostegno della Fondazione De Mari, il progetto può trasformare un principio semplice – non lasciare a letto più del necessario una persona anziana – in un intervento strutturato che unisce riabilitazione, prevenzione e umanità.

IVG ha anche ascoltato la testimonianza di un familiare di un paziente, che stava attraversando un grande momento di sconforto ma, grazie ai volontari, è riuscita “ad uscire per alcuni minuti da questo tunnel buio. E’ bastato portarmi un caffè, fare due chiacchere che non mi sono più sentita sola“.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti