Genova vuole limitare le pubblicità di auto, aerei e crociere: “No alla promozione delle fonti fossili”
- Postato il 22 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Comune di Genova si impegna a introdurre restrizioni alla pubblicità legata alle fonti fossili, in particolare in luoghi sensibili come fermate degli autobus, della metropolitana e spazi pubblicitari connessi al trasporto pubblico. È quanto prevede una mozione presentata da Alleanza Verdi Sinistra e approvata dalla maggioranza in consiglio comunale.
Il testo, modificato in accordo con la giunta Salis, impegna l’amministrazione “a valutare la possibilità di adottare una regolamentazione della pubblicità nei luoghi particolarmente sensibili” per “prodotti e servizi a base di combustibili fossili con un elevata impronta di carbonio” ma anche “premialità per le pubblicità di modelli di sviluppo sostenibili, a tutela dell’ambiente”.
Il provvedimento – si legge nelle premesse – punta a mettere al bando le pubblicità relative per esempio a voli aerei, crociere e automobili, secondo gli obiettivi della campagna internazionale World Without Fossil Ads. La prima città in Italia a varare un vero e proprio divieto è stata Firenze, ma non mancano i precedenti in tutta Europa, tra cui la Francia che nel 2022 ha messo nel mirino i prodotti energetici legati ai combustibili fossili.
Le nuove norme andrebbero inserite nel regolamento per l’applicazione del canone unico patrimoniale sulla pubblicità, approvato nel 2021 e modificato in più occasioni.
“Non possiamo continuare a dichiarare l’emergenza climatica e contemporaneamente consentire che lo spazio pubblico venga occupato dalla promozione di prodotti ad alta impronta di carbonio. È una contraddizione evidente e un messaggio sbagliato alla cittadinanza”, spiega Francesca Ghio, capogruppo comunale di Avs.
“La mozione richiama quanto sta già avvenendo in Europa. La Francia ha introdotto un divieto nazionale già nel 2022, mentre città come L’Aia, Stoccolma e Amsterdam stanno adottando misure analoghe, riconoscendo che la pubblicità fossile alimenta consumi insostenibili e contribuisce a normalizzare modelli dannosi per il clima”, specifica il collega Lorenzo Garzarelli.
“A livello internazionale, anche le Nazioni Unite hanno chiesto apertamente di vietare la pubblicità delle aziende fossili, definendole ‘motori del caos climatico’ e paragonando questo tipo di comunicazione a quella del tabacco. In un contesto come quello ligure, dove gli eventi meteorologici estremi sono in aumento e la regione detiene un record negativo, non è più rinviabile un cambio di passo anche sul piano culturale e comunicativo”, ricorda il consigliere Massimo Romeo.
Molte le perplessità e le critiche da parte del centrodestra, che ha votato contro la mozione. “È un documento completamente avulso dalla realtà. Siamo in una congiuntura internazionale complessissima e un’economia in recessione, e voi continuate a proporre questa accelerazione ideologica? Io difendo i cittadini che lavorano nel settore degli aerei, delle crociere e delle automobili”, accusa Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova. “Con queste misure si va a restringere la concorrenza di prodotti che non sono vietati per legge – aggiunge Francesco Maresca di Fratelli d’Italia -. Perché dobbiamo dare un vantaggio competitivo ad alcune aziende?”. “Voglio vedere su che basi poggeranno queste restrizioni – commenta Paola Bordilli, capogruppo della Lega -. Stiamo andando a limitare la libertà d’impresa”. Sulla stessa linea Ilaria Cavo di Orgoglio Genova-Noi Moderati: “Ciò che viene proposto oggi non è liberale. Avete capito di quanti vietiamo la pubblicità? La sindaca si toglie da Iren? Tutto questo è pretestuoso”.
“Questa proposta è frutto di uno stretto dialogo con associazioni e tessuto sociale. In particolare, è doveroso ringraziare Cittadini Sostenibili e Fossil Free Advertising, che da anni lavorano in tutta Europa per portare al centro questo tema nelle città. Con quest’azione promossa da AVS, la Sindaca e la Giunta avviano una valutazione concreta per introdurre limitazioni alla pubblicità fossile negli spazi pubblici cittadini, contrastando greenwashing e promuovendo politiche coerenti con la transizione ecologica“, conclude Francesca Ghio.